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La ministra del turismo Kumbaro: “Blogger, eventi, sagre e zero promozione. Ora l’Albania è trendy”

Intervista alla linguista con master alla Sorbona, titolare anche del dicastero dell’Ambiente, sull’anno d’oro del Paese delle Aquile. “Nel 2022 c’è stato un aumento degli arrivi dall’Italia. Oltre 610 mila con il 72% in più rispetto al 2021”
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SARANDA — Da Bianco, la discoteca più in di Ksamil, comitive di ragazzi italiani saltano sudati al ritmo dell’etnopop albanese ed esplodono quando parte la versione tecno di Bella Ciao. Il clima è lo stesso dei tempi d’oro del Pachà di Sitges, del Cocoricò di Riccione, del Paradise di Mykonos. Il 2023 è l’anno del Paese delle Aquile, più competitivo dei nostri lidi spesso esosi. Ma la ministra del turismo Mirela Kumbaro Furxhi, linguista con master alla Sorbona e specializzazione in studi interculturali, tende la mano: «Le nostre destinazioni sono complementari, dobbiamo collaborare».

Mirela Kumbaro

 

Ministra, un successone il turismo albanese quest’anno. Avete investito molto in promozione?

«Il turismo è una delle priorità del nostro governo. Abbiamo dato al settore l’opportunità di evidenziare le potenzialità e la diversità. Così la gente di tutto il mondo ora è curiosa, vuol…

SARANDA — Da Bianco, la discoteca più in di Ksamil, comitive di ragazzi italiani saltano sudati al ritmo dell’etnopop albanese ed esplodono quando parte la versione tecno di Bella Ciao. Il clima è lo stesso dei tempi d’oro del Pachà di Sitges, del Cocoricò di Riccione, del Paradise di Mykonos. Il 2023 è l’anno del Paese delle Aquile, più competitivo dei nostri lidi spesso esosi. Ma la ministra del turismo Mirela Kumbaro Furxhi, linguista con master alla Sorbona e specializzazione in studi interculturali, tende la mano: «Le nostre destinazioni sono complementari, dobbiamo collaborare».

Mirela Kumbaro

 

Ministra, un successone il turismo albanese quest’anno. Avete investito molto in promozione?

«Il turismo è una delle priorità del nostro governo. Abbiamo dato al settore l’opportunità di evidenziare le potenzialità e la diversità. Così la gente di tutto il mondo ora è curiosa, vuole scoprire l’Albania. Ma il nostro ministero non ha dovuto spendere un solo centesimo in promozione mediatica. È merito dei blogger, delle sagre estive e degli eventi, alcuni di rilevanza storica come la dichiarazione del fiume Vjosa come primo parco nazionale fluviale selvaggio d’Europa. Ecco chi sono stati i nostri migliori promotori. Penso che questo sia il marketing migliore e più sostenibile».

Quanto sono aumentati i visitatori?

«Nel 2022 l’Albania ha accolto 7,5 milioni di turisti stranieri. Una cifra impressionante per un Paese con 2,8 milioni di abitanti. Nei primi sei mesi del 2023 ci hanno già visitato 3,4 milioni di turisti stranieri, ovvero il 33% in più rispetto allo stesso periodo del 2022, che è anche l’anno migliore in termini di numeri. Per questo l’organizzazione mondiale del turismo ci ha classificato tra i Paesi con la più rapida ripresa del turismo dopo la pandemia».

Quali sono le località più richieste?

«C’è una grande curiosità per le spiagge della riviera Sud. Molti poi vogliono visitare città storiche patrimonio Unesco come Gjirokastra e Berati, siti archeologici, bazar autoctoni come quello di Korça, agriturismi e aree protette. Anche il turismo enogastronomico è in crescita e va detto che qui abbiamo seguito l’esempio dell’eccellenza italiana».

Quanto contribuiscono gli italiani a questo boom?

«Negli ultimi 5 anni, un totale di 2,5 milioni di turisti italiani hanno visitato l’Albania. Nel 2022 si è osservato un aumento nel trend degli arrivi dall’Italia, oltre 610 mila, il 72% in più rispetto al 2021. E solo nei primi 6 mesi del 2023, l’Albania ha accolto oltre 310mila visitatori italiani, il 57% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa».

Molti vengono in Albania attratti dai prezzi più bassi. Ora però aumentano anche qui. Che strada vuole prendere in futuro la vostra nazione: puntare al lusso o restare popolare?

«Sono ministra del Turismo ma anche dell’Ambiente. È un caso forse unico in Europa: vogliamo gestire i flussi tutelando natura e biodiversità. La nostra visione è proprio questa: turismo sostenibile e turisti d’élite, che soggiornano e spendono. Qui ora puoi trovare marchi alberghieri internazionali come Radisson, Marriot, Intercontinental, Maritim, Melia, Hyatt. Fino a sei anni fa nessuno di questi nomi era in Albania».

C’è chi teme che questa corsa stia portando alla devastazione delle coste e che l’Albania non sia pronta a reggere l’esplosione del turismo.

«Lo sviluppo del turismo albanese non si concentrerà solo sulla costa, ma anche su tutto il territorio del Paese e lungo tutto l’anno. Per questo abbiamo dichiarato l’aumento della superficie delle aree protette al 30% del territorio entro il 2030. Inoltre, con gli incentivi statali, puntiamo a espandere l’attività agrituristica, in modo che i contadini non solo producano, ma trasformino la loro ricchezza in un’arte dell’ospitalità. È questa la nostra ricetta per evitare gli eccessi».

Tra Italia e Albania ci sono molti rapporti di collaborazione, pensa che si possa cooperare sulla gestione di un turismo sostenibile o vede l’Italia come un competitor?

«Non siamo concorrenti, ma complementari. Abbiamo imparato molto dall’eccellenza italiana dell’ospitalità e della cucina. Siamo profondamente grati a voi, e ora è il momento di lavorare insieme su progetti nell’interesse di entrambi i Paesi».

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