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La riscossa dei nudisti catalani: “Via i bagnanti vestiti, rivogliamo i nostri spazi”

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I naturisti hanno lanciato una campagna per sensibilizzare i turisti che scelgono di rimanere in costume e che spesso disturbano chi invece non lo porta
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“O ti spogli o te ne vai” è la sintesi della campagna lanciata dalla Federazione naturista della Catalogna, esasperata dalla crescente presenza di turisti in costume sulle spiagge tradizionalmente nudiste. “Ci mettono a disagio”, racconta a Repubblica il presidente della Federazione, Segimon Rovira: “La loro è una mancanza di rispetto”.

Nella regione orientale della Spagna ci sono circa 50 spiagge che da decenni sono frequentate da nudisti, 240 in tutto il Paese, che insieme alla Croazia detiene il primato per numero di baie a cui si può accedere senza costume sul Mediterraneo.

"Il nudismo non è vietato in Spagna, puoi farlo su qualsiasi spiaggia a meno che non ci siano specifici divieti", spiega Rovira. "In ogni caso noi preferiamo andare in spiagge che so…

“O ti spogli o te ne vai” è la sintesi della campagna lanciata dalla Federazione naturista della Catalogna, esasperata dalla crescente presenza di turisti in costume sulle spiagge tradizionalmente nudiste. “Ci mettono a disagio”, racconta a Repubblica il presidente della Federazione, Segimon Rovira: “La loro è una mancanza di rispetto”.

Nella regione orientale della Spagna ci sono circa 50 spiagge che da decenni sono frequentate da nudisti, 240 in tutto il Paese, che insieme alla Croazia detiene il primato per numero di baie a cui si può accedere senza costume sul Mediterraneo.

"Il nudismo non è vietato in Spagna, puoi farlo su qualsiasi spiaggia a meno che non ci siano specifici divieti", spiega Rovira. "In ogni caso noi preferiamo andare in spiagge che sono tradizionalmente nudiste, sia per evitare di disturbare chi rimane in costume sia per sentirci più liberi”.

Proprio sulla libertà si fonda il movimento naturista, che promuove uno stile di vita in comunione con la natura, nel massimo rispetto dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi. Accortezza che però non sembra essere corrisposta da chi non segue la pratica nudista.

Nell’ultimo periodo le oasi di pace dei naturisti sono state infatti compromesse dal massiccio afflusso di turisti in cerca di baie meno conosciute e più selvagge - secondo i dati del Barometro del turismo la Spagna avrebbe visto un incremento di arrivi del 2,4% rispetto al 2019, potenzialmente arrivando a ospitare 85 milioni di turisti durante tutto il 2023.

Ma se “prima c’era rispetto, per cui i viaggiatori o si spogliavano o se ne andavano”, ora in molti si fermano rimanendo semplicemente in costume. Non solo: i visitatori continuano a scattare fotografie e qualche volta “mettono musica ad alto volume”. L’associazione ha definito l’arrivo dei turisti una vera e propria “invasione del tessuto”.

Il risultato è che tanti nudisti rinunciano ad andare al mare, un po’ perché ormai le loro spiagge sono inaccessibili a causa del numero eccessivo di bagnanti ma anche perché si sentono osservati. Gli stranieri in visita non vedono l’ora di postare sui loro profili social le foto dell’acqua cristallina della costa spagnola, ma “chi è nudo non vuole certo finire online”, insiste Rovira.

Inoltre, non è raro che i curiosi soffermino a lungo lo sguardo sui nudisti, magari lasciandosi scappare qualche risatina. Rovinando agli abituali frequentatori il piacere di una giornata al mare. Le nudiste, poi, sono “molestate due volte: perché donne, e perché scelgono di non coprirsi”.

Il collettivo ha scelto allora di manifestare il suo disappunto scrivendo una lettera al governo catalano, per discutere la “discriminazione subita” e collaborare per contrastare quella che viene definita una vera e propria “minaccia al nudismo”.

Diverse le proposte per affrontarla: evitare la “nefasta segnaletica" che definisce nudiste le spiagge, visto che tali luoghi “sono decisi dai cittadini con il loro utilizzo e non da un'autorità esterna” e lanciare una campagna di sensibilizzazione per promuovere il rispetto del naturismo. “Stiamo ancora aspettando una risposta”, afferma Rovira.

L’associazione ha anche realizzato un video promozionale per incentivare le persone a provare il nudismo, intitolato “Il paradiso”. Nel filmato una coppia di turisti armata di frigo portatile, lettini da spiaggia, zaini e asciugamani, si addentra nella natura selvaggia per raggiungere una spiaggia incontaminata.

Accompagnati da una musica trionfale i due arrivano in riva al mare, ma si accorgono di essere capitati in una spiaggia nudista. Inizialmente turbati, scelgono di non demordere e piantano il loro ombrellone mentre intorno uomini, donne e bambini nudi giocano con la sabbia, prendono il sole, fanno il bagno.

La colonna sonora del video si interrompe per lasciare spazio alla quiete: si sente solo il rumore del mare e il verso di un gabbiano in volo. L’imbarazzo della coppia viene rimpiazzato dalla curiosità, per cui i due si sfilano il costume e abbracciano lo stile di vita naturista. “Ci sono tanti paradisi come questo in Spagna”, recita la didascalia che chiude il video, “godeteveli senza vestiti e senza pregiudizi”.

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