Rischio mine, l’esercito frena la voglia di mare di Odessa. Lite sulla riapertura dei lidi
dal nostro inviato Paolo BreraBagnanti in spiaggia a Odessa
ODESSA - Tutti al mare sotto le bombe russe, anzi no. Fate il bagno che “l’acqua è tornata pulita”, aveva annunciato mercoledì il governatore di Odessa, pronto a firmare l’ordinanza per riaprire le spiagge nonostante la guerra e le battaglie sul Mar Nero. Assolutamente no, hanno reagito ieri le forze armate ucraine: “Si rischia di saltare su una mina”, ammoniscono convocando una conferenza stampa per fermare la Regione. Macché: “Domani daremo l’elenco delle prime tre spiagge autorizzate”, tira dritto il governatore Kiper. Mancavano giusto qualche brivido e qualche scontro, lungo le coste ucraine del Mare Nero.
Fa un caldo che squaglia, a Odessa bombardata di recente, con la cattedrale ortodossa squinternata e il porto inaccessibile per i bombardamenti russi. Ma con quest’afa, con quest’anno e mezzo di guerra che non vedi l’ora di dimenticare per qualche ora, nessuno aveva aspettato il permesso del governatore: tutti in acqua, a fare il bagno alla faccia dei divieti. Arrivano “turisti”…
ODESSA - Tutti al mare sotto le bombe russe, anzi no. Fate il bagno che “l’acqua è tornata pulita”, aveva annunciato mercoledì il governatore di Odessa, pronto a firmare l’ordinanza per riaprire le spiagge nonostante la guerra e le battaglie sul Mar Nero. Assolutamente no, hanno reagito ieri le forze armate ucraine: “Si rischia di saltare su una mina”, ammoniscono convocando una conferenza stampa per fermare la Regione. Macché: “Domani daremo l’elenco delle prime tre spiagge autorizzate”, tira dritto il governatore Kiper. Mancavano giusto qualche brivido e qualche scontro, lungo le coste ucraine del Mare Nero.
Fa un caldo che squaglia, a Odessa bombardata di recente, con la cattedrale ortodossa squinternata e il porto inaccessibile per i bombardamenti russi. Ma con quest’afa, con quest’anno e mezzo di guerra che non vedi l’ora di dimenticare per qualche ora, nessuno aveva aspettato il permesso del governatore: tutti in acqua, a fare il bagno alla faccia dei divieti. Arrivano “turisti” da tutto il Paese e il governatore Oleg Kiper — che sotto la legge marziale è il capo della giunta civile ma anche il responsabile politico militare della immensa regione di Odessa — conferma di essere pronto a firmare l’ordinanza per autorizzare la balneazione nelle spiagge di tutta la costa del Mar Nero fino al confine con la Romania, e su lungo i fiumi Dnestr e Danubio. Lo farà, dice, a patto che si organizzino per assicurare una spiaggia sicura, rifugi raggiungibili nelle vicinanze e una balneazione protetta da una rete.
Una mossa che fa saltare sulla sedia il Dipartimento Sud delle forze armate. Convoca una conferenza stampa e spara a zero sulla “inopportuna” iniziativa di Kiper: “La situazione per noi non è cambiata — attacca la dirigente e portavoce del Comando militare Sud, Natalia Gumenyuk — la minaccia missilistica è alta, il nemico bombarda principalmente dal mare, il pericolo delle mine è aumentato dopo che la diga di Kakhovka è stata fatta saltare in aria e la corrente ha portato molte pericolose sorprese che si possono risollevare dal fondale”.
“Le correnti possono spostare le mine ovunque” ammonisce uno sminatore invitato a sostenere le tesi dei militari. Un ambientalista ricorda l’inquinamento della diga distrutta e i pesticidi a sostegno dei fronte del “no” alla balneazione, spiegando che «alberi e cespugli trascinati dalla corrente possono nascondere mine incagliate”.
Senza contare la variabile Cremlino: “Potrebbe posare nuove mine — dice Gomenyuk — per bloccare le spedizioni dopo essersi ritirata dall’accordo sul grano”. “Chi prende le decisioni siamo noi, non i volontari delle Ong che hanno partecipato alla conferenza stampa”, replicano gli uffici del governatore. Kiper e Gomenyuk sono due pezzi da novanta: lui è l’ex procuratore d’assalto di Kiev, molto vicino al potentissimo capo di gabinetto del presidente Zelensky, Andrij Yermak. Lei è la lady di ferro del fronte Sud, alto ufficiale delle forze armate guidate dall’uomo più popolare del Paese dopo Zelensky, il generale Zaluzhny. “Anche i soldati hanno diritto di riposarsi in licenza facendosi un bagno in una spiaggia sicura”, dice Kiper, ricordando che il settore del turismo “contribuisce a sostenere economicamente lo sforzo bellico” e che “la qualità dell’acqua soddisfa tutti gli standard sanitari”ve saranno autorizzare solo “le spiagge attrezzate con reti di protezione, posti di osservazione e soccorso, boe, sirene d’allarme e rifugi nelle vicinanze”.