Il paradosso dell’app russa creata per scherzo che è finita a raccogliere davvero le denunce di diffamazione contro l’esercito
di Riccardo RicciMOSCA - Un informatico russo in esilio ha creato per scherzo una app che simula un portale governativo per i reclami, ma la situazione è sfuggita di mano: alcuni utenti hanno preso sul serio l’applicazione e hanno presentato vere e proprie denunce, in molti casi riportando episodi di “diffamazione” dell’esercito impegnato in Ucraina.
L’applicazione “Moj Donos”, “La Mia Denuncia”, è stata creata sulla falsariga di app della pubblica amministrazione come “Moi Dokumenty” e “Moi Naloghi”, (le Mie Tasse). La grafica del logo ricorda il portale unico per i servizi statali “Gosuslughi”, attraverso il quale il cittadino gestisce direttamente dallo smartphone la quasi totalità dei rapporti con la pubblica amministrazione: richieste di certificati, preno…
MOSCA - Un informatico russo in esilio ha creato per scherzo una app che simula un portale governativo per i reclami, ma la situazione è sfuggita di mano: alcuni utenti hanno preso sul serio l’applicazione e hanno presentato vere e proprie denunce, in molti casi riportando episodi di “diffamazione” dell’esercito impegnato in Ucraina.
L’applicazione “Moj Donos”, “La Mia Denuncia”, è stata creata sulla falsariga di app della pubblica amministrazione come “Moi Dokumenty” e “Moi Naloghi”, (le Mie Tasse). La grafica del logo ricorda il portale unico per i servizi statali “Gosuslughi”, attraverso il quale il cittadino gestisce direttamente dallo smartphone la quasi totalità dei rapporti con la pubblica amministrazione: richieste di certificati, prenotazioni mediche, pagamenti delle imposte e, nel prossimo futuro, anche le lettere di convoca dell’Esercito.
Nella sezione “presenta la denuncia”, l’utente può scegliere a quale istituzione rivolgere il proprio reclamo: Procura, Ministero dell’Interno, Fsb, Duma, Presidenza e persino Patriarcato. “Le persone cercano online dove poter presentare reclami e attraverso le parole chiave trovano la mia applicazione”, ha spiegato il creatore agli autori del canale Telegram “Mozhem Ob’jasnit’”. L’ideatore, che ha preferito restare anonimo, sperava in questo modo di aiutare le persone a sfogare le emozioni negative, evitando di arrivare a conflitti reali.
Comparsa per la prima volta su Google Play nel 2018, Moj Donos è stata rimossa poco dopo dall’autore perché non raccoglieva il consenso sperato. Il 15 gennaio di quest’anno è stata caricata nuovamente su Google Play, con risultati ben differenti: in pochi mesi è stata scaricata da 10mila persone, metà delle quali l’ha utilizzata.
Nella descrizione è chiaramente specificato che non si tratta di un progetto governativo ma di una applicazione creata per divertire gli utenti. I toni ironici del video esplicativo su YouTube basterebbero a togliere ogni dubbio sulle intenzioni degli sviluppatori. Eppure nel corso dei mesi gli utilizzatori hanno cominciato a pubblicare anche vere e proprie denunce. Il 20 per cento dei reclami in archivio riporta una descrizione dettagliata dei reati e contiene dati personali dei "trasgressori".
Nella maggior parte dei casi ci sarebbero gli elementi per l’avvio di procedimento in base alla legge su “fake” news. È il caso di una donna di Togliatti che ha denunciato una collega colpevole a suo dire di essersi espressa “contro l’operazione militare speciale e a favore degli ucraini” e di aver infangato l'onore di suo fratello che al momento era al fronte.
Al contrario, un’insegnante di educazione fisica di Nizhni Novgorod, patriottica sostenitrice dell’operazione in Ucraina, avrebbe criticato l’approccio troppo morbido di Putin nelle attività militari, finendo ugualmente tra le persone "denunciate". Una donna ha raccontato di aver sentito il proprio anziano vicino urlare al figlio, riferendosi probabilmente al capo dello Stato: “questo vecchio *** ci trascinerà all'Aia".
Molte altre denunce contengono invece dati e recapiti di persone reali che tentano di sfuggire alla coscrizione. L’autore di una denuncia anonima chiede alle autorità di inviare in combattimento coloro che invitano i soldati a deporre le armi e arrendersi. “Lasciate che imparino lì ad amare la loro patria".
Un altro utente anonimo suggerisce il nome di un suo conoscente, Aleksej, che ha esperienza di combattimento in Cecenia ma che si sottrae al dovere ignorando le lettere di precettazione: “Consiglio di inviargliele in forma elettronica, tramite (l’applicazione) Gosuslughi”.