Quando i neo- e postfascisti prendono di mira un bersaglio nuovo, lo accusano di essere espressione di una certa “ideologia” e rovesciano la realtà dipingendosi come vittime. L’esempio più eclatante è la guerra contro la cosiddetta “ideologia gender” portata avanti da tutte le destre del mondo contro una minoranza storicamente discriminata come quella lgbtq+. Non meraviglia che il più inquietante rappresentante della nuova destra radicale tedesca, il leader dell’Afd in Turingia Bjoern Hoecke abbia ora dichiarato guerra a una presunta “ideologia inclusiva” nelle scuole, insomma l’insegnamento del rispetto della diversità anche in classe.
Un’onta, per chi sogna un ritorno alla razza pura tedesca, a una Germania “autoctona” come scrive Hoecke da anni nei suoi deliranti scritti. In nome di questa nuova, agghiacciante bandiera, il politico tedesco ha tirato fuori dagli armadi dove si sperava fosse stata chiusa a chiave per sempre l’idea di isolare le persone disabili. Chi ha problemi psichiatrici o fisici, ha detto in un’intervista televisiva, “pesa” sui rendimenti degli altri bambini. E deve essere escluso, relegato in classi a parte. Perché è un “fattore di stress” che pesa sulla produttività degli altri.
BERLINO – “Dobbiamo liberare il sistema scolastico - ha detto ai microfoni del Mdr - da progetti ideologici, ad esempio dall’inclusione, ad esempio dal principio mainstream del gender. Sono tutti progetti che non aiutano i nostri studenti, che non li rendono più produttivi e che impediscono di trasformare i nostri giovani negli specialisti del futuro”. L’ex insegnante di storia non può non sapere quali fantasmi abbia evocato con le sue parole. L’Associazione tedesca dei genitori cattolici Ked li ha citati per nome: “Hoecke propaga politiche naziste, vuole definire chi sono le ‘razze padrone’ e qual è la vita ‘indegna’”, ha efficacemente riassunto la presidente, Marie-Theres Kastner.
Kastner e chi in queste ore ha reagito indignato alle parole di Hoecke - sindacati, politici, insegnanti - fa riferimento alla famigerata “Azione T4”, lo sterminio programmato e sistematico delle persone diversamente abili portato avanti dai nazisti. In nome dell’igiene della razza, gli aguzzini dell’”Azione T4” assassinarono 200mila persone con problemi psichiatrici o disabilità mentali e fisiche.
Alla discussa intervista al Mdr, Hoecke si è presentato con una macchina targata “MP2024”, secondo alcuni giornalisti tedeschi un riferimento al suo ambizioso obiettivo per l’anno prossimo: diventare governatore della Turingia. Sarebbe la prima volta nella storia, per un membro dell’Afd. E sarebbe uno scandalo internazionale: Hoecke, secondo un tribunale tedesco, può essere legittimamente definito un “fascista”. In passato fece discutere perché definì il Monumento all’Olocausto di Berlino “una vergogna” e per aver fondato l’ala estremista del partito, il “Fluegel” (l’”Ala”), definita ad un certo punto dai servizi segreti un pericolo per l’ordine repubblicano. La corrente è stata sciolta, ma Hoecke domina l’ala dura dell’Afd da anni. E nei suoi scritti è chiarissima la matrice antidemocratica ed eversiva del suo progetto. In “Nie zweimal in denselben Fluss” (“Mai due volte nello stesso fiume”), il leader estremista grida al pericolo della “sostituzione etnica” attraverso l’immigrazione e propone la “remigrazione”, un progetto neofascista che punta al bando totale dei migranti. “Purtroppo”, scrive, l’agognata presa di potere implicherebbe anche l’eliminazione delle “parti deboli o contrarie”, insomma il bando riguarderebbe anche gli oppositori politici.
Hoecke propaga le sue idee antidemocratiche e usa termini che avrebbero fatto inorridire il più grande studioso del linguaggio nazista, Viktor Klemperer, in una regione che è diventata un laboratorio dell’avanzata dell’ultradestra: la Turingia. Nel 2020, fu Hoecke a organizzare un colpaccio che costrinse Merkel a intervenire a gamba tesa. Il leader dell’Afd regionale fece votare i suoi a favore del candidato liberale Kemmerich, sostenuto anche dal partito della cancelliera, la Cdu. La cancelliera fece annullare quell’elezione, poco dopo la capa della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer si dimise. Un terremoto che scosse al lungo i conservatori tedeschi.
A giugno, è stata sempre la Turingia a tornare sulle prime pagine di tutti i giornali, quando un piccolo circondato al confine con la Baviera ha eletto il primo sindaco dell’Afd. Il “caso Sonneberg” ha gettato un’ombra inquietante sul futuro della Germania. L’anno prossimo si vota in tre land dell’Est dove l’Afd oscilla tra il 20 e più del 30%: Brandeburgo, Turingia e Sassonia. E Hoecke punta dichiaratamente a rompere il prossimo tabù, dopo quello del primo sindaco: quello di primo governatore dell’ultradestra. Uno scenario da incubo.