Barbie bandito dai cinema in Algeria: “Attenta alla morale”. Lo scrittore Daoud: “Hanno vinto i barbuti”
a cura della redazione EsteriDopo il Libano e il Kuwait, anche in Algeria i fondamentalisti hanno avuto la meglio si Barbie, il film di Greta Gerwig che ha sbancato nei botteghini di mezzo mondo.
La pellicola è stata ritirata discretamente dalle sale, dopo due settimane di proiezioni, con l’accusa di “attentato alla moralità”.
Le autorità non hanno diffuso nessuna comunicazione ufficiale, ma due giorni fa i proprietari delle sale hanno repentinamente cambiato i palinsesti senza motivazione. Il distributore ha anche annunciato la deprogrammazione del film, uscito il 19 luglio in Algeria, senza fornire ulteriori dettagli.
A quasi 48 ore dalla decisione, il ministero della Cultura algerino, che di solito annuncia i divieti cinematografici specificandone i motivi, tace ancora. Giovedì scorso, il Kuwait aveva bandito il film per "aver minato la morale pubblica". Il giorno prima, il ministero della Cultura libanese ne aveva chiesto la censura, accusandolo "promuovere l'omosessualità"…
Dopo il Libano e il Kuwait, anche in Algeria i fondamentalisti hanno avuto la meglio si Barbie, il film di Greta Gerwig che ha sbancato nei botteghini di mezzo mondo.
La pellicola è stata ritirata discretamente dalle sale, dopo due settimane di proiezioni, con l’accusa di “attentato alla moralità”.
Le autorità non hanno diffuso nessuna comunicazione ufficiale, ma due giorni fa i proprietari delle sale hanno repentinamente cambiato i palinsesti senza motivazione. Il distributore ha anche annunciato la deprogrammazione del film, uscito il 19 luglio in Algeria, senza fornire ulteriori dettagli.
A quasi 48 ore dalla decisione, il ministero della Cultura algerino, che di solito annuncia i divieti cinematografici specificandone i motivi, tace ancora. Giovedì scorso, il Kuwait aveva bandito il film per "aver minato la morale pubblica". Il giorno prima, il ministero della Cultura libanese ne aveva chiesto la censura, accusandolo "promuovere l'omosessualità".
Barbie non è ancora arrivato nelle sale in Qatar, le cui autorità però non hanno fatto un annuncio ufficiale, e sta andando male in Corea del Sud, dove gli spettatori l’hanno giudicato troppo femminista. Quasi un mese dopo la sua uscita, il film ha superato il miliardo di dollari al botteghino globale. Già fenomeno culturale, oggetto di un'intensa campagna di marketing, ha portato nel mondo un'ondata di sfumature di rosa: vestiti, accessori vari, pattini a rotelle, facendo schizzare le vendite di bambole del gruppo americano Mattel.
Ma la corsa si è infranta contro i guardiani della morale. “Il film bandito dai cinema algerini. Barbuti contro Barbie, vincono i barbuti”, ha twittato il famoso scrittore algerino Kamel Daoud, riferendosi alle barbe degli ultraconservatori islamici.