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Arabia Saudita, arrestato l’influencer e ricercatore Mohammed Alhajji. Lavorava al Ministero e non si era mai espresso contro il governo

Mohammed Alhajji (Foto da X)

 
Mohammed Alhajji si è formato negli Stati Uniti, dove ha vinto numerosi premi per i suoi lavori. Utilizzava i social per diffondere informazioni sulla sanità
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L’esperto di salute pubblica e influencer di Snapchat Mohammed Alhajji è stato arrestato in Arabia Saudita senza un motivo apparente. Il suo è solo l’ultimo di una lunga serie di arresti arbitrari ad opera del governo saudita, guidato dal principe ereditario e primo ministro Mohammed bin Salman. Per molti si tratta dell’ennesima dimostrazione della repressione della libertà di espressione sui social media condotta dai regnanti.

La vicenda di Alhajj è più difficile da interpretare rispetto a quelle di tanti sauditi censurati o condannati per aver espresso il loro dissenso nei confronti degli al-Saud al potere: l’uomo, infatti, non avrebbe mai manifestato opinioni in contrasto con quelle del governo, né lo avrebbe mai apertamente criticato. Al contrario, da novembre 2020 era a capo dell’Unità approfondimenti comportamentali del ministero della Salute di Riad.

L’esperto di salute pubblica e influencer di Snapchat Mohammed Alhajji è stato arrestato in Arabia Saudita senza un motivo apparente. Il suo è solo l’ultimo di una lunga serie di arresti arbitrari ad opera del governo saudita, guidato dal principe ereditario e primo ministro Mohammed bin Salman. Per molti si tratta dell’ennesima dimostrazione della repressione della libertà di espressione sui social media condotta dai regnanti.

La vicenda di Alhajj è più difficile da interpretare rispetto a quelle di tanti sauditi censurati o condannati per aver espresso il loro dissenso nei confronti degli al-Saud al potere: l’uomo, infatti, non avrebbe mai manifestato opinioni in contrasto con quelle del governo, né lo avrebbe mai apertamente criticato. Al contrario, da novembre 2020 era a capo dell’Unità approfondimenti comportamentali del ministero della Salute di Riad.

Solo lo scorso giugno il quotidiano saudita filogovernativo Arab News aveva pubblicato un ritratto dell’uomo, descritto come “figura nota nel campo delle scienze comportamentali” i cui contributi “hanno aiutato questa disciplina di nicchia a diventare mainstream e argomento di discussione tra i politici”. Professore ospite presso il College of Medicine dell'Università al-Faisal, si è formato negli Stati Uniti, dove era stato insignito di diversi premi per i suoi lavori, tra cui quello dell'American Public Health Association.

Oggetto dei suoi studi è soprattutto l’analisi dell’opinione pubblica per delineare le politiche di governo, come ad esempio una ricerca sui social network per capire il pensiero dei cittadini in merito alla gestione da parte dello Stato della pandemia da Covid19.

Alhajji vanta oltre 380mila followers su X (il nuovo nome di Twitter), social che insieme a Snapchat utilizzava per diffondere informazioni sulla salute al grande pubblico. Inoltre, è il creatore del podcast "Adam", dove discuteva di argomenti legati alla psicologia e ai comportamenti sociali, come le relazioni e la gestione dei sentimenti di esclusione e abbandono.

Alhajj avrebbe dovuto parlare a una conferenza a Riad, ma l’evento è stato cancellato senza fornire spiegazioni. Il suo arresto è stato confermato da due fonti, riporta il Guardian.

La sua detenzione segue quella di Manahel al-Otaibi, un'istruttrice di fitness di 29 anni e artista che promuoveva l'emancipazione femminile sui suoi account dei social media. In particolare, era stata accusata per aver lanciato l’hashtag #societyisready, in una campagna di critica al sistema maschilista del Paese. Mansour Al-Raqiba, un altro influencer di Snapchat con oltre 2 milioni di seguaci, è invece stato condannato a 27 anni di carcere per aver criticato privatamente il principe ereditario.

Sarah Leah Whitson, direttrice di Dawn, un gruppo per i diritti umani fondato dal dissidente Jamal Khashoggi, ucciso nel 2018, ha dichiarato al Guardian che l'Arabia Saudita sta arrestando voci di spicco che non hanno "nulla a che fare con la politica perché qualsiasi voce indipendente è vista come una minaccia”.

Le sparizioni come quella di Alhajji sarebbero parte della “tattica di terrore guidata dal principe Mbs”. Ma il fatto che Alhajji fosse generalmente considerato un sostenitore del governo, per Omar Abdulaziz, dissidente basato in Canada, rende il suo arresto “una notizia scioccante".

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