✕

Libia, 55 morti e oltre 100 feriti negli scontri tra due milizie rivali

(reuters)
I due giorni di combattimenti tra la Brigata 444 e la Forza al-Radaa mostrano la debolezza del premier Dbeibah
2 minuti di lettura

TUNISI – È ritornata la calma a Tripoli, ma non è chiaro fino a quando. E i due giorni passati di combattimenti fra due milizie rivali, attive nell’area urbana di Tripoli, hanno provocato la morte di 55 persone, il ferimento di altre 146 e il panico per 234 famiglie estratte a malapena dalle macerie provocate dai combattimenti, in zone densamente abitate. Da questi due giorni di una fiammata di violenza inattesa nella capitale della Tripolitania, l’Ovest del paese, ne esce ancora più indebolito Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, premier del governo che ha sede nella città, riconosciuto dall’Onu e che è il grande amico di Giorgia Meloni e degli italiani.

Ad affrontarsi sono state la Brigata 444 e la Forza al-Radaa, due gruppi armati influenti nell’agglomerato di Tripoli. La prima dipende dal ministero della Difesa del governo di Dbeibah ed è considerata la più disciplinata ed efficiente delle milizie dell’Ovest libico. Controlla la periferia sud di Tripoli ma anche le città di Tarhuna…

TUNISI – È ritornata la calma a Tripoli, ma non è chiaro fino a quando. E i due giorni passati di combattimenti fra due milizie rivali, attive nell’area urbana di Tripoli, hanno provocato la morte di 55 persone, il ferimento di altre 146 e il panico per 234 famiglie estratte a malapena dalle macerie provocate dai combattimenti, in zone densamente abitate. Da questi due giorni di una fiammata di violenza inattesa nella capitale della Tripolitania, l’Ovest del paese, ne esce ancora più indebolito Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, premier del governo che ha sede nella città, riconosciuto dall’Onu e che è il grande amico di Giorgia Meloni e degli italiani.

Ad affrontarsi sono state la Brigata 444 e la Forza al-Radaa, due gruppi armati influenti nell’agglomerato di Tripoli. La prima dipende dal ministero della Difesa del governo di Dbeibah ed è considerata la più disciplinata ed efficiente delle milizie dell’Ovest libico. Controlla la periferia sud di Tripoli ma anche le città di Tarhuna e di Bani Walid. È capeggiata dal carismatico colonnello Mahmoud Hamza. Al-Radaa è una milizia potente, organo di sicurezza che dipende dai ministeri dell’Interno e della difesa (ma molto più indipendente dell’altra rispetto all’esecutivo). Fa da polizia in gran parte dell’agglomerato, arrestando jihadisti ma pure delinquenti comuni. Controlla in particolare il centro e l’est di Tripoli e soprattutto Mitiga, l’aeroporto civile della città, oltre a una prigione.

Tutto è iniziato lunedì, quando i rappresentanti di al-Radaa hanno arrestato all’aeroporto Hamza, preso alla sprovvista, mentre stava imbarcandosi su un aereo per Misurata. Non sono state rese note le ragioni dell’arresto, ma la rivalità tra le due milizie è nota. I due gruppi si erano già affrontati per le strade di Tripoli lo scorso maggio e c’erano stati dei feriti. Ma soprattutto, tra il luglio e l’agosto 2022, erano scoppiati violenti scontri tra al-Radaa e altri gruppi armati (compreso 444), che aveva provocato la morte di una cinquantina di persone.

Hamza e i suoi miliziani provengono in realtà dalle file di al-Radaa. Ne costituivano un battaglione, che si fece notare durante l’offensiva (poi coronata da insuccesso) su Tripoli del generale Khalifa Haftar, il ras della Cirenaica, l’Est del paese. I turchi, che appoggiavano l’allora premier di Tripoli Fayez al-Sarraj, avevano spinto perché quella costola di al-Radaa diventasse indipendente (e Hamza è un salafita, proprio come i leader di al-Radaa).

Da allora Hamza ha acquisito un’influenza sempre più forte. Viaggia di frequente, soprattutto nei paesi arabi e in Turchia, raccogliendo consensi. È forse questa la principale ragione dell’arresto: al-Radaa voleva ribadire il proprio predominio. Ma, in realtà, nei combattimenti scoppiati subito dopo, sono i miliziani della 444 a essersi imposti sul campo e ad avere avanzato fino alle porte dell’aeroporto di Mitiga. E così la scorsa notte il “consiglio sociale”, che comprende notabili e personalità influenti di Suq al-Jum’a, settore sud-est di Tripoli e feudo di al-Radaa, dove più violenti sono stati i combattimenti, ha annunciato di essere pervenuto a un accordo con Dbeibah per trasferire Hamza a una “parte neutra”. Il trasferimento sarebbe avvenuto nelle ultime ore.

Intanto Mitiga, che era stato chiuso, a causa degli scontri, è stato appena riaperto questa mattina. La speranza degli osservatori è che adesso si possano tranquillizzare gli animi e si possa ritornare a una relativa calma, ma la situazione resta tesa e incerta. Come ha scritto su twitter Jalel Harchaoui, analista che segue la Libia ed è associato al britannico Rusi (Royal United Services Institute for Defence and Security Studies), “Dbeibah è il gran perdente di questa vicenda e la sua immagine come di qualcuno che possa assicurare una “stabilità pragmatica a Tripoli”.

Leggi i commenti