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Pakistan, quattro chiese in fiamme dopo una presunta profanazione del Corano

Più di cento persone sono state arrestate dopo gli attacchi musulmani agli edifici religiosi. La condanna del ministro Tajani
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Centinaia di pakistani musulmani hanno dato alle fiamme quattro chiese e profanato un cimitero nell'est del Pakistan, in preda all’ira seguita alla notizia che un uomo avrebbe dissacrato il Corano. La folla ha anche demolito la casa del cristiano accusato. L'attacco è avvenuto nel distretto di Faisalabad, nella provincia del Punjab. La polizia, intervenuta per placare la folla, non è riuscita a evitare pesanti disordini, ma non sono stati registrati feriti.

(reuters)

Oltre 100 persone sono state arrestate. Lo ha riferito la polizia provinciale in un comunicato. La polizia ha sottolineato che nelle indagini sulle violenze saranno analizzate anche le riprese video degli incidenti.

Il primo ministro pakistano ad interim Anwaar-ul-Haq Kakar ha dichiarato che saranno presi provvedimenti contro i responsabili: "Sono sconvolto dalle immagini che arrivano da Jaranwala. Saranno p…

Centinaia di pakistani musulmani hanno dato alle fiamme quattro chiese e profanato un cimitero nell'est del Pakistan, in preda all’ira seguita alla notizia che un uomo avrebbe dissacrato il Corano. La folla ha anche demolito la casa del cristiano accusato. L'attacco è avvenuto nel distretto di Faisalabad, nella provincia del Punjab. La polizia, intervenuta per placare la folla, non è riuscita a evitare pesanti disordini, ma non sono stati registrati feriti.

(reuters)

Oltre 100 persone sono state arrestate. Lo ha riferito la polizia provinciale in un comunicato. La polizia ha sottolineato che nelle indagini sulle violenze saranno analizzate anche le riprese video degli incidenti.

Il primo ministro pakistano ad interim Anwaar-ul-Haq Kakar ha dichiarato che saranno presi provvedimenti contro i responsabili: "Sono sconvolto dalle immagini che arrivano da Jaranwala. Saranno presi provvedimenti severi contro coloro che violano la legge e prendono di mira le minoranze", ha scritto sul suo account X, ex Twitter. “A tutte le forze dell'ordine è stato chiesto di arrestare i colpevoli e consegnarli alla giustizia. Siate certi che il governo pakistano è al fianco dei nostri cittadini su base paritaria", ha aggiunto. 

I cristiani rappresentano appena il 2% della popolazione pakistana e sono di frequente accusati di atti blasfemi anche in base a notizie prive di fondamento. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato le violenze in un post su X: "In Pakistan a causa di accuse di blasfemia, peraltro infondate, sono state attaccate diverse chiese cristiane a Jaranwala. Rinnovo il mio appello affinché cessi ogni forma di violenza nei confronti delle minoranze religiose e venga garantita la libertà di manifestare il proprio credo". 

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