Donne transgender escluse dai tornei femminili di scacchi: “Un divieto ridicolo e offensivo”
di Enrico FranceschiniLONDRA – La “regina degli scacchi” non può essere transgender. Lo ha reso noto la Federazione Internazionale Scacchi, vietando temporaneamente alle donne transgender di partecipare ai suoi tornei femminili.
Il divieto durerà due anni, durante i quali una commissione apposita riesaminerà la questione in vista di una decisione definitiva. Ma il bando suscita ampie critiche da parte di giocatori e appassionati di scacchi.
“Non ci sono vantaggi fisici per gli uomini negli scacchi, a meno di pensare che i maschi siano naturalmente più portati a giocare a scacchi delle femmine”, commenta sulla Bbc la deputata laburista britannica Angela Eagle, vincitrice nel 1976 del campionato britannico per giocatrici al di sotto dei 18 anni. “Questo divieto è ridicolo e offensivo per le donne”.
LONDRA – La “regina degli scacchi” non può essere transgender. Lo ha reso noto la Federazione Internazionale Scacchi, vietando temporaneamente alle donne transgender di partecipare ai suoi tornei femminili.
Il divieto durerà due anni, durante i quali una commissione apposita riesaminerà la questione in vista di una decisione definitiva. Ma il bando suscita ampie critiche da parte di giocatori e appassionati di scacchi.
“Non ci sono vantaggi fisici per gli uomini negli scacchi, a meno di pensare che i maschi siano naturalmente più portati a giocare a scacchi delle femmine”, commenta sulla Bbc la deputata laburista britannica Angela Eagle, vincitrice nel 1976 del campionato britannico per giocatrici al di sotto dei 18 anni. “Questo divieto è ridicolo e offensivo per le donne”.
Concorda Yosha Iglesias, una giocatrice di scacchi professionista transgender che ha raggiunto il livello di gran maestro: “Una politica del genere da parte della federazione scacchi causerà danni non necessari alle transgender e alle donne, porterà a depressione e suicidi”. Dello stesso parere Jennifer Shahade, due volte campionessa americana di scacchi: “Una scelta pericolosa, esorto la federazione a consultarsi meglio e a cambiare corso”.
Classificati come uno sport dal Comitato Internazionale Olimpico, anche gli scacchi entrano così nel dibattito sul diritto delle sportive transgender, ovvero che hanno cambiato sesso da uomo a donna, a giocare in tornei femminili. Il mese scorso la Federazione Internazionale Ciclismo ha stabilito che le donne transgender non possono competere in gare femminili. E l’anno passato la Federazione Internazionale Nuoto ha vietato alle atlete transgender di partecipare alle gare di élite. Ieri, ai Mondiali di nuoto di Berlino, è stata annunciata la creazione di una nuova categoria per nuotatrici transgender.