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Strage al convegno dei dronisti. A Cernihiv uccisa anche una bimba

Un missile russo colpisce il teatro del meeting nell’affollato centro della città nel Nord dell’Ucraina. Colpiti anche i passanti. Sette i morti, tra cui una bambina di 6 anni, e 129 i feriti. Molti sono in condizioni disperate. Mosca: “Era un obiettivo militare”
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Odessa — È stata un’ingenuità, quella locandina online che pubblicizzava “Uccelli arrabbiati”, una fiera di esperti di droni, tra militari e paramilitari. Mosca vede tutto o quasi, scandaglia il web alla ricerca di notizie interessanti, e poi colpisce. Questa mattina a Chernihiv, città nel nord dell’Ucraina, 40 chilometri dal confine con la Bielorussia. Un missile ha centrato il teatro Shevchenko, nella piazza principale, scoperchiato l’edificio, danneggiato il palazzo dell’università, e provocato un’onda d’urto che ha colpito anche centinaia di civili in quel momento a passeggio in centro, in una bella giornata di sole.

Una bambina di 6 anni è morta, una donna è morta schiantata dallo spostamento d’aria che ha sollevato l’auto che stava guidando, una ragazzina di 12 anni è ricoverata gravissima a Kiev. Sette morti e 129 feriti, alcuni dei quali in condizioni praticamente disperate. Di questi danni collaterali, Mosca non si cura, ma rivendica di aver «colpito il luogo di ritrovo…

Odessa — È stata un’ingenuità, quella locandina online che pubblicizzava “Uccelli arrabbiati”, una fiera di esperti di droni, tra militari e paramilitari. Mosca vede tutto o quasi, scandaglia il web alla ricerca di notizie interessanti, e poi colpisce. Questa mattina a Chernihiv, città nel nord dell’Ucraina, 40 chilometri dal confine con la Bielorussia. Un missile ha centrato il teatro Shevchenko, nella piazza principale, scoperchiato l’edificio, danneggiato il palazzo dell’università, e provocato un’onda d’urto che ha colpito anche centinaia di civili in quel momento a passeggio in centro, in una bella giornata di sole.

Una bambina di 6 anni è morta, una donna è morta schiantata dallo spostamento d’aria che ha sollevato l’auto che stava guidando, una ragazzina di 12 anni è ricoverata gravissima a Kiev. Sette morti e 129 feriti, alcuni dei quali in condizioni praticamente disperate. Di questi danni collaterali, Mosca non si cura, ma rivendica di aver «colpito il luogo di ritrovo di specialisti militari sui droni da combattimento delle forze armate ucraine, mascherato da festival. Era un evento segreto», ha scritto l’agenzia statale russa Ria Novosti. Così segreto che ne esiste l’invito online, in cui si dice il giorno e l’ora, ma si chiede agli interessati di registrarsi, «in seguito vi faremo sapere il posto». Evidentemente, una precauzione minima per evitare di attirare l’attenzione del nemico. Un quasi segreto.

Il posto era poi il secondo piano del teatro, dove – racconta un testimone – al momento dell’impatto «c’erano circa 200 persone». Tra gli organizzatori, le associazioni Viktory Drones e Dignity Fund, e Air Intelligence Support Center. Quest’ultima, fondata da Maria Berlinskaja: «La nostra è una fiera aziendale, un incontro chiuso al pubblico, di ingegneri, militari e volontari sul tema delle tecnologie militari per il fronte». E i droni sono l’arma nuova di questa guerra, dagli Shaked iraniani capaci di raggiungere e colpire anche Kiev, ai piccoli droni usati nelle trincee per la ricognizione dagli ucraini, fino a quelli potenti e di lungo raggio, sempre ucraini, che sono arrivati fino a Mosca. Logico quindi che si radunino gli esperti, «con il permesso dell’amministrazione militare di Chernihiv», spiega la Berlinskaja (appena uscita da un interrogatorio dell’Sbu, i servizi segreti ucraini, che indagano sui fatti). Ma non c’era autorizzazione del consiglio comunale, del sindaco Oleksandr Lomako, che forse adesso si mangia le mani per non essere intervenuto. E dei russi dice «capisco che il loro obiettivo fosse un evento militare, ma è chiaro che chi lancia questi missili e chi dà l’ordine di farlo, in una città e in pieno giorno, si rende conto che le vittime saranno per lo più civili».

(afp)

Altre fiere come questa “Uccelli arrabbiati” sono state organizzate in passato a Kiev, Kharkiv, Leopoli, Dnipro. Non è mai successo niente, forse non erano state così ben pubblicizzate. E così, questa mattina, quando il salone del teatro è stato ben pieno, i russi hanno lanciato il loro missile balistico. Visto dai radar, non intercettato dalla contraerea, è andato sicuro a bersaglio. «È suonato l’allarme antiaereo, molti di noi sono riusciti a scendere nel rifugio», dice un superstite fortunato. Non tutti, ci sono morti anche all’interno. E quelle all’esterno, vittime di un «attacco odioso», così l’ha definito Denise Brown, coordinatrice umanitaria dell’Onu in Ucraina. La piazza era piena di gente che andava in chiesa per la ricorrenza della Santa Trasfigurazione, «in un sabato qualunque, che la Russia ha trasformato in un giorno di dolore e di perdita», ha detto il presidente Zelenski.

Un sabato qualunque di ordinari combattimenti, veramente. Sul fronte Est e su quello Sud, dove non sembra succeda niente ma invece succede, e di lanci incrociati di missili e droni. La mattina presto, Kiev aveva annunciato di aver abbattuto durante la notte 15 Shaked, ma altri hanno colpito la zona di Kherson, uccidendo una persona e ferendone venticinque. I russi hanno detto di aver subito un attacco all’aeroporto militare di Novgorod, 200 chilometri a sud di San Pietroburgo, con qualche danno a un aereo parcheggiato. E nel primo pomeriggio, hanno comunicato di aver abbattuto un altro drone a Krasnogorsk, e un altro ancora nel cielo sopra Belgorod. Come si dice? La guerra continua.

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