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L’ex generale Usa Hodges: “Kiev dimostra di voler negoziare la pace ma ha bisogno di più armi”

Il generale a riposto Ben Hodges, Wikipedia

 
“I tre punti illustrati da Yermak su Repubblica sono ben strutturati: si segua la carta Onu”
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NEW YORK - “Le parole del capo di gabinetto della presidenza ucraina Andriy Yermak al vostro giornale non mi sorprendono: l’Ucraina ha già dimostrato la sua volontà di fare un passo avanti nella ricerca della pace. Lo ha fatto partecipando a diverse conferenze internazionali e l’ultima, quella di Gedda, in Arabia Saudita, è stata particolarmente importante. C’erano oltre 40 paesi, compresa la Cina e i non allineati. Lì, Kiev ha ribadito la propria apertura: ribadendo, naturalmente, che la pace deve essere trattata ai loro termini. Ovvero, la Russia deve ritirarsi dai territori occupati illegalmente”.

Non ha dubbi il generale a riposo Ben Hodges, 65 anni, oggi analista del Cepa, Center for european policy analysis, ma dal 2014 al 2017 al vertice del Comando dell’esercito degli Stati Uniti in Europa dopo aver guidato truppe in Iraq e aver comandato il Pakistan Afghanisan Coordination Cell: "L’Ucraina è pronta al dialogo. Ma tocca all’Occidente metterla nelle condizioni miglior…

NEW YORK - “Le parole del capo di gabinetto della presidenza ucraina Andriy Yermak al vostro giornale non mi sorprendono: l’Ucraina ha già dimostrato la sua volontà di fare un passo avanti nella ricerca della pace. Lo ha fatto partecipando a diverse conferenze internazionali e l’ultima, quella di Gedda, in Arabia Saudita, è stata particolarmente importante. C’erano oltre 40 paesi, compresa la Cina e i non allineati. Lì, Kiev ha ribadito la propria apertura: ribadendo, naturalmente, che la pace deve essere trattata ai loro termini. Ovvero, la Russia deve ritirarsi dai territori occupati illegalmente”.

Non ha dubbi il generale a riposo Ben Hodges, 65 anni, oggi analista del Cepa, Center for european policy analysis, ma dal 2014 al 2017 al vertice del Comando dell’esercito degli Stati Uniti in Europa dopo aver guidato truppe in Iraq e aver comandato il Pakistan Afghanisan Coordination Cell: "L’Ucraina è pronta al dialogo. Ma tocca all’Occidente metterla nelle condizioni migliori per farlo”.

In quale modo?

“Sono innanzitutto Stati Uniti ed Europa a poter e dover fare di più. Decidendosi a dare agli Ucraini tutto l’aiuto di cui hanno bisogno e che chiedono da tempo. La sfida sul terreno è immensa: eppure Kiev non si è mai sottratta. Nessuno ha mai visto una cosa del genere, una tale resistenza senza poter contare sulla superiorità aerea”.

Il presidente Zelensky ha accettato di procedere in tre fasi con l’obiettivo di arrivare a un vertice per la pace dei Capi di stato e di governo di tutto il mondo entro un anno. Le sembra plausibile?

“I tre punti proposti sono ben pensati e ben articolati. Li condivido, pienamente. Ma soprattutto condivido le parole pronunciate della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock qualche tempo fa: “Il piano di Pace più efficace deve essere basato sullo Statuto delle Nazioni Unite”: quello già offre tutte le linee guida necessarie. La Russia va innanzi tutto isolata. E non mi stanco di ripeterlo: se vogliamo arrivare a colloqui di pace presto, dobbiamo fornire all’Ucraina gli strumenti per avanzare sul terreno e presentarsi al tavolo, qualunque tavolo, più forti".

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“Ma non saranno utilizzabili prima dell’estate 2024, coi piloti ucraini indietro negli addestramenti... Si è perso tempo prezioso. Ci sono state troppe resistenze in tal senso. Non c’è più tempo, siamo ad un punto di non ritorno: bisogna agire adesso. Sul campo i russi sono in difficoltà quanto gli ucraini. E pure la Cina sembra voltargli le spalle. È il momento di agire in tutte le direzioni, attraverso diplomazia e azione. Poi ci si lamenta che la controffensiva non avanza...”

Si riferisce allo scoop del Washington Post, secondo cui l’Intelligence Usa prevede che la controffensiva non raggiungerà gli obiettivi?

“Pessimo articolo. Trae conclusioni false, sbagliate o quanto meno premature. Mi inquieta particolarmente che citi fonti interne alla Difesa: mi sembra una di quelle profezie del Pentagono che si autoavverano. L’amministrazione Biden ha finora rifiutato di far avere agli ucraini quanto serve davvero per vincere. Li ha lasciati in una condizione insostenibile.

E ora scopriamo che al Pentagono dicono “mio Dio, la controffensiva sta fallendo” e se la prendono con gli ucraini. Per me ad aver fallito è il governo americano, insieme a quello tedesco. E questo dipende dalla loro incapacità di focalizzarsi sull’obiettivo. Dire chiaro che si vuole la vittoria di Kiev. Sì, europei e americani devono fare di più: a cominciare dal dichiarare quale obiettivo vogliono raggiungere. E come intendono farlo”.

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