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La trattativa segreta tra Erdogan e Putin sul grano russo

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Il turco oggi a Budapest con un emissario del Cremlino Scambio tra export dei cerali di Mosca con quelli di Kiev
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Berlino — La Turchia vuole tornare protagonista nella spinosa questione dell’impasse sul grano ucraino. Uno scambio di messaggi tra il ministero degli Esteri turco e quello russo rivelato dal tabloid tedesco Bild testimonia l’attivismo di Recep Tayyp Erdogan e racconta un intreccio di interessi complesso e alcuni appuntamenti imminenti che potrebbero essere importanti, per la trattativa. La Russia ha proposto tra fine luglio e inizio agosto un «accordo trilaterale» con la Turchia e il Qatar per fornire il grano «a Paesi bisognosi» con i soldi dei qatarini. Un modo, sia per Mosca, sia per Ankara, di aumentare il loro influsso nei Paesi africani.

Ma il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, consapevole che la proposta russa sarebbe irricevibile per Kiev perché punta a sostituire il grano ucraino con quello russo, ha formulato una controproposta. Lo scopo dell’attuale iperattivismo di Ankara è quello di arrivare il prima possibile alla firma di un nuovo accordo sul grano ucrai…

Berlino — La Turchia vuole tornare protagonista nella spinosa questione dell’impasse sul grano ucraino. Uno scambio di messaggi tra il ministero degli Esteri turco e quello russo rivelato dal tabloid tedesco Bild testimonia l’attivismo di Recep Tayyp Erdogan e racconta un intreccio di interessi complesso e alcuni appuntamenti imminenti che potrebbero essere importanti, per la trattativa. La Russia ha proposto tra fine luglio e inizio agosto un «accordo trilaterale» con la Turchia e il Qatar per fornire il grano «a Paesi bisognosi» con i soldi dei qatarini. Un modo, sia per Mosca, sia per Ankara, di aumentare il loro influsso nei Paesi africani.

Ma il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, consapevole che la proposta russa sarebbe irricevibile per Kiev perché punta a sostituire il grano ucraino con quello russo, ha formulato una controproposta. Lo scopo dell’attuale iperattivismo di Ankara è quello di arrivare il prima possibile alla firma di un nuovo accordo sul grano ucraino dopo che Putin a luglio ha fatto saltare l’intesa sul suo export. Fidan replica dunque a Mosca che sarebbe opportuno considerare l’accordo trilaterale Russia-Turchia-Qatar «come un completamento dell’Iniziativa del Mar Nero», ossia di una nuova intesa complessiva sul grano, quindi anche su quello ucraino, come quella raggiunta l’estate scorsa da Russia, Turchia, Ucraina e Onu. Tanto è vero che Ankara punta di nuovo ad avere la benedizione delle Nazioni Unite. Erdogan spera, insomma, nel colpaccio.

Secondo fonti qualificate, Ankara si sta muovendo rapidamente per ottenere risultati concreti e per trascinare Putin al tavolo della trattativa, anche con l’esca al via libera ai cereaili russi. La prossima settimana il ministro Fidan è atteso a Kiev. E non sarà un incontro facile: si tratterebbe tra l’altro di convincere gli ucraini ad accettare che la Russia esporti anche il grano rubato dai campi ucraini. La strada è in salita. Ma se il capo della diplomazia turca proseguisse per Mosca, sarebbe un segnale importante: l’intesa potrebbe essere a un passo dalla firma. Che avverrebbe durante il vertice tra Erdogan e Putin di cui si vocifera da tempo. Il presidente turco vorrebbe riuscire a convincere il Cremlino a organizzarlo entro fine agosto.

I dubbi sulla riuscita del piano sono tanti. Anche per la posizione scettica degli Stati Uniti. La Russia continua a chiedere concessioni su altri fronti per sedersi al tavolo del grano. E due punti in particolare appaiono indigesti agli occidentali: lo sblocco del gasdotto Togliattigrad -Odessa per l’export dell’ammoniaca russa e la riammissione di alcune banche di Mosca nel sistema dei pagamenti Swift, favorirebbero in particolare il “cerchio magico” di Putin. La cui fedeltà, dopo l’abortita marcia su Mosca della Wagner, è esiziale per rinsaldare il suo potere.

Uno dei motivi della ripresa di un dialogo serrato con Mosca, per Erdogan, è anche dettato dalla necessità di sciogliere il gelo recente nei rapporti con Putin. La Russia è infuriata con la Turchia sia per il via libera all’ingresso della Svezia nella Nato, sia per l’inattesa scarcerazione dei prigionieri di Azov. Del famoso piano di pace in dieci punti di Zelensky, Erdogan si è impegnato a favorire soprattutto il numero due, quello sulla sicurezza alimentare. E dopo l’accelerazione impressa al negoziato per la pace dal vertice di Gedda, è proprio in quell’ambito che il turco spera di riallacciare intanto rapporti più stretti con Mosca. Portando in dote a Putin, eventualmente, l’impegno dell’Ucraina a non bombardare più i porti russi (nei giorni scorsi Kiev ha colpito Novorossiysk).

Una tappa intermedia importante per giungere all’accordo sul grano potrebbe essere già oggi l’incontro segreto a Budapest tra il presidente della Repubblica del Tatarstan e negoziatore di Putin, Rustam Minnicharov, ed Erdogan. Il presidente turco sarà in Ungheria per la prima volta in 5 anni, ufficialmente per incontrare il premier Viktor Orbàn. Ma lo scopo della sua visita e del suo incontro, favoriti proprio dall’intermediazione del magiaro, sarà quello di finalizzare, intanto, l’accordo trilaterale proposto da Putin con il Qatar. L’inviato di Putin sarà, appunto, Minnichanov. Un uomo finito da tempo sulla lista delle sanzioni di Usa, Canada e Ucraina. A Bruxelles, quando si trattò di inserire il suo nome nella lista delle sanzioni europee, un solo Paese si oppose. E non è difficile immaginare quale: l’Ungheria.

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