✕

Il conto della guerra scatenata da Putin: “Mezzo milione tra morti e feriti”

Le cifre arrivano dal New York Times. Tra gli ucraini 100mila vittime, tra i russi 170mila. I servizi Usa: “L’offensiva di Kiev fallirà”
2 minuti di lettura

ODESSA – Gli americani hanno fatto un conto della guerra, le perdite umane russe e ucraine dal febbraio del 2022, quando tutto questo è cominciato. E sono mezzo milione di soldati, tra morti e feriti. Un’inchiesta del New York Times mette così un punto fermo, seppure basato su stime, di osservatori e analisti americani, ma anche di un ufficiale ucraino.

Stime, perché un calcolo preciso è impossibile, nessuno se lo nasconde: i russi tendono ad abbassare i numeri, anzi non ne danno quasi mai, e gli ucraini raramente diffondono dati ufficiali delle proprie perdite, e forse sovrastimano il numero dei nemici eliminati.

Comunque sia, il dato arriva proprio nel periodo in cui cresce la preoccupazione occidentale per l’esito della guerra, e soprattutto perché non se ne vede una fine, e l’equilibrio del mondo resta appeso a una incerta e anzi nebulosa possibilità di una vera trattativa per la pace. E sempre ieri, anonime e riservate fonti di intelligence del Washington Post hanno riv…

ODESSA – Gli americani hanno fatto un conto della guerra, le perdite umane russe e ucraine dal febbraio del 2022, quando tutto questo è cominciato. E sono mezzo milione di soldati, tra morti e feriti. Un’inchiesta del New York Times mette così un punto fermo, seppure basato su stime, di osservatori e analisti americani, ma anche di un ufficiale ucraino.

Stime, perché un calcolo preciso è impossibile, nessuno se lo nasconde: i russi tendono ad abbassare i numeri, anzi non ne danno quasi mai, e gli ucraini raramente diffondono dati ufficiali delle proprie perdite, e forse sovrastimano il numero dei nemici eliminati.

Comunque sia, il dato arriva proprio nel periodo in cui cresce la preoccupazione occidentale per l’esito della guerra, e soprattutto perché non se ne vede una fine, e l’equilibrio del mondo resta appeso a una incerta e anzi nebulosa possibilità di una vera trattativa per la pace. E sempre ieri, anonime e riservate fonti di intelligence del Washington Post hanno rivelato che “l’Ucraina non riuscirà a raggiungere l’obbiettivo principale dell’offensiva, la città chiave di Melitopol, il ponte verso la Crimea”.

Questo a causa della impossibilità di superare la massiccia linea difensiva preparata dai russi nei mesi scorsi, campi minati, trincee multiple, bunker – è la cosiddetta linea Surovikin – che difende i territori occupati al di là del fiume Dniepr, e le tre città, in realtà: Melitopol, ma anche Berdiansk e Mariupol.

E c’è questo peso, già insopportabile, dei 500mila che hanno perso la vita o se la ritrovano menomata per sempre. I dati “americani”: 300mila le perdite russe, di cui 120mila morti, e 170-180mila feriti (le truppe russe ammontano a circa 1 milione e 330mila, tra gli operativi, le riserve e i paramilitari). Quelle ucraine: 70mila morti, 100-120mila feriti (500mila soldati in tutto).

Altri hanno cercato di quantificare i morti russi, come i giornalisti indipendenti russi di Meduza e Mediazona. Lo scorso luglio hanno pubblicato uno studio che parlava di circa 47mila soldati deceduti dal febbraio 2022 al 31 maggio 2023. Ma l’ufficialità porta altre cifre: a metà agosto 2022 il capo delle forze armate ucraine, il generale Valerii Zaluzhnyi, confermava la morte di quasi 9mila suoi soldati. Un mese dopo, il ministro della Difesa Shoigu ammetteva che “le nostre perdite nell’operazione militare speciale ammontano a 5.937 persone”. Cifre incredibilmente basse. Sono sicuramente molti di più, da entrambe le parti.

L’Ucraina diffonde ogni mattina un calcolatore aggiornato delle perdite nemiche. Ieri i morti russi risultavano 256mila 510 (più 460 persone rispetto al giorno precedente), poi ci sono i carri armati distrutti, e i mezzi corazzati, gli elicotteri abbattuti, insomma l’elenco di tutti i danni inferti al nemico.

Sono numeri attendibili? Anche qui, sono stime, sulla base dei rapporti militari redatti sulle varie azioni di guerra. Cioè, se viene eliminato un carro armato, e non si vedono superstiti, si contano 3 morti, cioè l’equipaggio standard. Se si ritiene che ci possano essere sopravvissuti, due, o uno.

Su un punto gli ucraini si dimostrano più sicuri, ed è quando stimano le perdite dei mercenari della Wagner, la milizia personale di Evgenij Prigozhin. Caduti a migliaia nella battaglia di Bakhmut, lo dimostrano foto e filmati, le cataste di cadaveri insepolti, il frutto di insensate ondate di assalto. Gli ucraini dicono che i morti sono almeno 50mila, solo di questi miliziani.

E lo stesso Prigozhin ha mostrato più volte i suoi soldati morti, protestando contro l’esercito che negava armi e munizioni. E più volte ha visitato i cimiteri della Wagner, divulgando i filmati dove si vedono migliaia di sepolture con le insegne del testo ghignante. A Novisibirsk, negli Urali.

A Krasnodar, nella Russia meridionale, e a Nikolaievka, un posto che è stato fatale per migliaia di soldati italiani durante la ritirata dal Don, nel gennaio 1943. Enormi cimiteri riservati ai mercenari, figuriamoci come devono essere quelli dell’esercito regolare.

In tutto questo conteggio approssimativo, talvolta al ribasso o al rialzo per motivi di opportunità e di propaganda, non si può non parlare delle vittime tra i civili ucraini. L’Onu ha raccolto e aggiorna come può i dati. Al 13 agosto, 9444 i morti, 10.947 i feriti. Di questi, 545 sono i bambini (cioè minorenni) morti, e 1156 i feriti. Ma la stessa Onu specifica che il conto non può essere preciso, per forza di cose, e sono sicuramente di più.

Leggi i commenti