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Russia, a scuola di guerra: gli alunni delle superiori dovranno imparare come progettare bombe a mano e droni

(reuters)
L’addestramento militare, abolito nel 1990, torna nei programmi di scuola. Tra le materie anche uso di armi di fanteria e nozioni di base sul Kalashnikov
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MOSCA - L’addestramento militare di base tornerà materia di insegnamento nelle scuole russe dopo oltre trent’anni dall’abolizione. Sullo sfondo dell’operazione militare in Ucraina, includerà l’addestramento all’uso dei droni in combattimento.

Il programma pubblicato dal Ministero dell’Istruzione a poco più di una settimana dall’inizio dell’anno scolastico riguarda gli studenti delle ultime due classi della scuola secondaria.

La Legge federale sulla scuola, pur ispirandosi a principi che si basano sulla "natura umanistica dell'istruzione", non prevede infatti un divieto per questo genere di lezioni. Così, nel dicembre 2022 il ministero dell'Istruzione ha approvato la reintroduzione dell’addestramento di base, rimandando al nuovo anno la definizione del programma.

Articolato in nove moduli, il piano copre una vasta gamma di argomenti, tra cui saluto militare, esercitazioni all’uso delle armi da fanteria, nozioni di base sul fucile d'assalto Kalashnikov, progettazione e utilizz…

MOSCA - L’addestramento militare di base tornerà materia di insegnamento nelle scuole russe dopo oltre trent’anni dall’abolizione. Sullo sfondo dell’operazione militare in Ucraina, includerà l’addestramento all’uso dei droni in combattimento.

Il programma pubblicato dal Ministero dell’Istruzione a poco più di una settimana dall’inizio dell’anno scolastico riguarda gli studenti delle ultime due classi della scuola secondaria.

La Legge federale sulla scuola, pur ispirandosi a principi che si basano sulla "natura umanistica dell'istruzione", non prevede infatti un divieto per questo genere di lezioni. Così, nel dicembre 2022 il ministero dell'Istruzione ha approvato la reintroduzione dell’addestramento di base, rimandando al nuovo anno la definizione del programma.

Articolato in nove moduli, il piano copre una vasta gamma di argomenti, tra cui saluto militare, esercitazioni all’uso delle armi da fanteria, nozioni di base sul fucile d'assalto Kalashnikov, progettazione e utilizzo di bombe a mano, operazioni con armamenti combinati, impiego dei dispositivi di protezione individuale e primo soccorso in combattimento.

Stando al programma ministeriale, alla fine del corso gli studenti dovranno avere un'idea delle caratteristiche dei droni impiegati sul campo di battaglia, e "conoscere l'algoritmo per contrastare i dispositivi nemici". Verranno formati all’utilizzo dei droni in ricognizione e combattimento.

L'iniziativa di reintrodurre lezioni di addestramento militare di base, la “nachalnaja voennaja podgotovka” (Nvp) abolita nel 1990, è stata avanzata alla fine dello scorso anno dal partito “Russia Giusta – Per la Verità”. “Consentirà di preparare sistematicamente i nostri cittadini a un possibile confronto con il nemico", ha affermato il leader del partito Sergej Mironov.

In una prospettiva più globale, l’idea di formare i giovanissimi all’uso di droni ha trovato il sostegno del presidente Vladimir Putin, che “nell’orientamento professionale precoce” ha visto un’opportunità di sviluppo a tutto tondo per il Paese, non solo in ambito militare.

Nell’aprile di quest’anno, all’indomani di una riunione con i produttori di droni, il presidente ha dato la sua benedizione all’ingresso delle aziende nelle scuole: "Sostengo pienamente le proposte avanzate dalle nostre aziende affinché i ragazzi possano imparare a utilizzare, assemblare e progettare droni a scuola", ha aggiunto Putin.

La formazione degli adolescenti all’uso dei droni è già iniziata nelle associazioni, con il sostegno del governo: nei primi sei mesi del 2023, il Fondo presidenziale per le onorificenze e i premi ha distribuito finanziamenti alle organizzazioni sportive giovanili per lo svolgimento di progetti di formazione per oltre 17 milioni di rubli, circa 170 mila euro al cambio attuale. Gli studenti del Politecnico di Alabuga, nella Repubblica del Tatarstan, sono stati coinvolti nell’assemblaggio di droni iraniani Shahed.

Le scuole hanno iniziato a dotarsi di droni dalla tarda primavera. Da Kaliningrad a Magadan, gli istituti scolastici hanno avviato gare d’appalto per droni da addestramento e kit per l'autoassemblaggio di quadricotteri, spendendo in ognuno dei casi diversi milioni di rubli del budget.

Alcune università hanno già iniziato a formare operatori di droni per l’impiego nei campi dell’agricoltura, della logistica e dell’estrazione mineraria. In ambito strettamente militare, sono attivi corsi nelle scuole militari di Rjazan, Voronezh e Kolomna.

Ci sono pochi dubbi sulle capacità di apprendimento e l’interesse per la nuova disciplina da parte delle nuove generazioni, che sono abituate all’uso dei simulatori. Qualche perplessità in più sorge in merito alla disponibilità di insegnanti qualificati.

Il Ministero della Difesa ha proposto di reclutare insegnanti tra cittadini che in precedenza avevano prestato servizio sotto contratto. Non tutti quelli che hanno preso parte all’operazione militare speciale possono essere impegnati in attività didattiche per il solo fatto di aver operato con i droni, ritiene l'istruttore e attivista Dmitrij Afanasiev: “Ciò richiede un’istruzione, certificati e relativi permessi”. La rapida evoluzione della tecnologia, inoltre, porrà la sfida della formazione continua, richiedendo la rotazione degli insegnanti tra la formazione e il lavoro.

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