Le confessioni di Sarkozy: “Nel 2011 io e Merkel chiedemmo a Berlusconi di dimettersi, era diventato il problema dell’Italia”
a cura della redazione Esteri“Berlusconi stava diventando la caricatura di se stesso. L’imprenditore brillante, l’uomo politico dall’energia indomabile, non era più che un lontano ricordo”. L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy racconta nel suo libro “Le temps des combats” (Fayard), in uscita oggi in Francia, i dettagli del vertice del G20 di Cannes del 2011. Quando lui e la ex cancelliera tedesca Angela Merkel provarono a convincere Berlusoni a dimettersi.
E potrebbero esserci riusciti, visto che lo storico leader di Forza Italia, mancato lo scorso 12 giugno, si dimise in effetti pochi giorni dopo il vertice, il 12 novembre 2011.
Ricordando la crisi finanziaria che si era abbattut…
“Berlusconi stava diventando la caricatura di se stesso. L’imprenditore brillante, l’uomo politico dall’energia indomabile, non era più che un lontano ricordo”. L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy racconta nel suo libro “Le temps des combats” (Fayard), in uscita oggi in Francia, i dettagli del vertice del G20 di Cannes del 2011. Quando lui e la ex cancelliera tedesca Angela Merkel provarono a convincere Berlusoni a dimettersi.
E potrebbero esserci riusciti, visto che lo storico leader di Forza Italia, mancato lo scorso 12 giugno, si dimise in effetti pochi giorni dopo il vertice, il 12 novembre 2011.
Ricordando la crisi finanziaria che si era abbattuta sul continente europeo, Sarkozy spiega che il summit si concentrava sulla situazione economica greca, ma che anche quella italiana destava preoccupazione in Europa e negli Stati Uniti. “Angela Merkel e io decidemmo di convocare Berlusconi per convincerlo a prendere ulteriori misure per provare a calmare la tempesta in atto”, ma lui “voleva creare altro debito da mettere sulle spalle solo dei suoi compatrioti.”
Sarkozy descrive il suo viaggio a Roma del 26 aprile 2011, per un vertice franco-italiano in cui Berlusconi aveva cercato di alleggerire l’atmosfera tesa “con qualche battuta fuori luogo. Ho dovuto spiegarli che il problema dell’Italia era lui”, prosegue il racconto.
In quel periodo i tassi di interesse sul debito pubblico italiano avevano raggiunto il 6,4%. “Ho approfittato di quel viaggio romano per sostenere la candidatura di Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea”, specifica nel libro Sarkozy, affermando anche di essere “rattristato” per la recente scomparsa di Berlusconi.