Spagna, re Felipe incarica il leader del Pp Feijóo di formare il governo
di Alessandro OppesCi proverà per primo Alberto Núñez Feijóo, e non è detto che a Pedro Sánchez dispiaccia. Re Felipe VI ha affidato al leader del Partito Popolare l’incarico di formare il nuovo governo spagnolo. La decisione, di sicuro non facile, arriva al termine di un giro di consultazioni al palazzo della Zarzuela in cui sia il premier ad interim Sánchez, sia lo stesso Feijóo, si erano detti disponibili a presentarsi in Parlamento per il voto di investitura.
Con una differenza sostanziale: il presidente del Pp rivendicava il “diritto” (in realtà non previsto dalla Costituzione) a ottenere l’incarico in quanto leader del partito più votato, pur ammettendo che può disporre solamente sul sostegno di 172 deputati, cioè 4 in meno rispetto alla maggioranza assoluta del Parlamento: ad appoggiarlo saranno i 33 rappresentanti dell’ultradestra di Vox (il leader Santiago Abascal lo ha confermato nelle ultime ore, fissando “alcune condizioni”) e due deputati di formazioni minori. Tutti gli altri gruppi politic…
Ci proverà per primo Alberto Núñez Feijóo, e non è detto che a Pedro Sánchez dispiaccia. Re Felipe VI ha affidato al leader del Partito Popolare l’incarico di formare il nuovo governo spagnolo. La decisione, di sicuro non facile, arriva al termine di un giro di consultazioni al palazzo della Zarzuela in cui sia il premier ad interim Sánchez, sia lo stesso Feijóo, si erano detti disponibili a presentarsi in Parlamento per il voto di investitura.
Con una differenza sostanziale: il presidente del Pp rivendicava il “diritto” (in realtà non previsto dalla Costituzione) a ottenere l’incarico in quanto leader del partito più votato, pur ammettendo che può disporre solamente sul sostegno di 172 deputati, cioè 4 in meno rispetto alla maggioranza assoluta del Parlamento: ad appoggiarlo saranno i 33 rappresentanti dell’ultradestra di Vox (il leader Santiago Abascal lo ha confermato nelle ultime ore, fissando “alcune condizioni”) e due deputati di formazioni minori. Tutti gli altri gruppi politici (a cominciare dai nazionalisti baschi del Pnv, più volte contattati da Feijóo) hanno escluso qualsiasi possibilità di sostenere una maggioranza di cui faccia parte la formazione neofranchista.
Sánchez, al contrario, ha detto al monarca di essere in condizione di lavorare per formare una maggioranza, come è già stato dimostrato nella votazione di giovedì scorso che ha portato all’elezione alla presidenza delle Cortes della socialista Francina Armengol con il sostegno di 178 parlamentari (oltre al Psoe e Sumar, hanno votato a favore anche tutti i gruppi nazionalisti e indipendentisti catalani, baschi e galiziani).
Con questa base, Sánchez pensa di poter avviare una trattativa – probabilmente lunga e complessa – con Junts, il gruppo separatista dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont, che rappresenta il maggior ostacolo per un’intesa sulla governabilità spagnola, per le controverse rivendicazioni di un referendum per l’autodeterminazione e un’amnistia per dirigenti e attivisti indipendentisti incriminati a seguito della consultazione illegale del 1° ottobre 2017.
A Sánchez potrebbe persino far comodo che sia Feijóo a presentarsi per primo in Parlamento. Per una serie di motivi. Il primo è che le possibilità di successo del leader del Pp sono quasi nulle. Il secondo è che, in base alla Costituzione, una volta bocciato dal Parlamento il primo candidato (Feijóo si dovrà sottoporre al voto delle Cortes due volte, la seconda a 48 ore di distanza dalla prima) scatta per legge il cosiddetto “orologio elettorale”: se nessun candidato è eletto premier entro 60 giorni, è automatico lo scioglimento delle Camere e la convocazione di nuove elezioni.
Questa norma potrebbe costituire una forma di pressione nei confronti degli indipendentisti di Puigdemont perché prendano una decisione sull’investitura di Sánchez per scongiurare una nuova tornata elettorale dalla quale potrebbero uscire ulteriormente ridimensionati dopo il già magro risultato delle legislative del 23 luglio.
Ora spetterà alla neo-presidente del Congresso dei deputati, la socialista Francina Armengol, fissare la data della sessione d’investitura di Feijóo: potrebbe essere il 31 agosto o dopo il 20 settembre. Solo così si potrà evitare, nel caso si rendano necessarie nuove elezioni, di dover tornare alle urne il 24 dicembre o il 31 dicembre.