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Giappone, il #metoo dell’esercito: oltre mille casi di abusi di potere e molestie sessuali insabbiati

 Reuters/Issei Kato

 
Le donne e gli uomini avevano troppa paura di essere puniti per denunciare. Ma ora un rapporto inchioda le forze di difesa nipponiche
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“Non lo faccio solo per me, porto sulle mie spalle le speranze di tanti altri”. Quando Rina Gonoi, ex membro delle forze di autodifesa giapponesi (Sdf) aveva presentato una prima denuncia di abusi, nel 2021, il ministero della Difesa aveva semplicemente archiviato il caso.

Costretta ad abbandonare la sua carriera per le molestie subite quotidianamente sul lavoro, è grazie alla sua tenacia, raccontata in un’intervista all'Afp all'inizio di quest'anno, che è riuscita a scoperchiare un vaso di pandora.

Le denunce contro i militari giapponesi hanno spinto un gruppo di esperti a indagare la situazione e a produrne un rapporto. Il risultato: 1.325 casi di abusi subiti da donne e uomini da parte dei colleghi …

“Non lo faccio solo per me, porto sulle mie spalle le speranze di tanti altri”. Quando Rina Gonoi, ex membro delle forze di autodifesa giapponesi (Sdf) aveva presentato una prima denuncia di abusi, nel 2021, il ministero della Difesa aveva semplicemente archiviato il caso.

Costretta ad abbandonare la sua carriera per le molestie subite quotidianamente sul lavoro, è grazie alla sua tenacia, raccontata in un’intervista all'Afp all'inizio di quest'anno, che è riuscita a scoperchiare un vaso di pandora.

Le denunce contro i militari giapponesi hanno spinto un gruppo di esperti a indagare la situazione e a produrne un rapporto. Il risultato: 1.325 casi di abusi subiti da donne e uomini da parte dei colleghi soldati. Di cui oltre il 60% non denunciati per paura di essere puniti o per sfiducia nei confronti del ministero competente. Secondo lo studio, infatti, la maggior parte delle 400 persone che avevano chiesto una consulenza su come gestire il problema non ha ricevuto un supporto adeguato, o è addirittura stato spinto a lasciar cadere le accuse. 

Ma ora emergono le critiche insabbiate: circa l'80% delle violazioni riportate riguarda abusi di potere, mentre le molestie sessuali sono il 12%. La ricerca ha anche riscontrato casi di molestie legate alla maternità, rivolte alle donne che si erano assentate dal lavoro prima e dopo il parto.

Alla fine del 2022 il ministero ha licenziato cinque militari e ne ha puniti altri quattro, rispondendo alle richieste di Gonoi, 23 anni, di essere ascoltata e risarcita. La ragazza racconta di aver cominciato a subire molestie subito dopo essersi arruolata nel 2020: “Sono stata schiaffeggiata sul sedere, alcuni militari mi hanno baciata sulle guance o mi hanno afferrato il seno”. Il licenziamento dei colleghi e le loro scuse per le non sono abbastanza: chiede un risarcimento di 40mila dollari dai suoi aggressori, che comunque non potranno cancellare il disagio mentale subito.

"Le molestie non dovrebbero mai essere permesse perché causano la perdita di fiducia reciproca tra i membri del ministero della Difesa e dell'Sdf, dove la coesione dell'unità è il fondamento di tutte le operazioni", si legge nel rapporto. Messo con le spalle al muro, il ministero della Difesa ha dichiarato che prenderà provvedimenti.

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