Mosca piange Cutugno: “Addio Toto, ricordo felice di un’infanzia sovietica”
di Riccardo RicciMOSCA - È morto il cantante, compositore, “l’italiano vero della scena mondiale Toto Cutugno”: così titola il primo canale russo. Fanno eco i principali media nazionali, che salutano il cantautore divenuto nel Paese leggenda.
Cutugno non aveva esitato a definire la Russia una “seconda casa”, di cui si era innamorato a prima vista quando ancora si chiamava Urss.
Il cantante arrivò la prima volta in Unione Sovietica su invito di Mikhail Gorbachev, nel 1985. Tra Mosca e Leningrado tenne una trentina di concerti, ai quali parteciparono oltre mezzo milione di spettatori. Nei decenni a venire avrebbe ancora visitato i Paesi dell’area ex sovietica, anche dopo la diagnosi arrivata nel 2007.
Ha visitato l’ultima volta la Russia nel 2019. I suoi concerti previsti per il periodo 2020-2022 sono stati cancellati solo a causa della pandemia di Covid.
MOSCA - È morto il cantante, compositore, “l’italiano vero della scena mondiale Toto Cutugno”: così titola il primo canale russo. Fanno eco i principali media nazionali, che salutano il cantautore divenuto nel Paese leggenda.
Cutugno non aveva esitato a definire la Russia una “seconda casa”, di cui si era innamorato a prima vista quando ancora si chiamava Urss.
Il cantante arrivò la prima volta in Unione Sovietica su invito di Mikhail Gorbachev, nel 1985. Tra Mosca e Leningrado tenne una trentina di concerti, ai quali parteciparono oltre mezzo milione di spettatori. Nei decenni a venire avrebbe ancora visitato i Paesi dell’area ex sovietica, anche dopo la diagnosi arrivata nel 2007.
Ha visitato l’ultima volta la Russia nel 2019. I suoi concerti previsti per il periodo 2020-2022 sono stati cancellati solo a causa della pandemia di Covid.
La città di Mosca, ricorda l’agenzia di stampa Tass, lo ha ispirato a scrivere la canzone Buona notte nel 1986. Una hit in tempo sovietico, insieme a Serenata e all’immortale Lasciatemi cantare.
Più volte ha però dichiarato di preferire le piccole città dell’entroterra. La capitale, ha ricordato l’emittente Tv Tsargrad, gli sembrava “troppo europea”.
Le frequenti visite in Russia, i concerti tenuti più volte al Cremlino, gli apprezzamenti per la figura del presidente Vladimir Putin, di cui affermava di “sentire l’energia”, non sarebbero passati inosservati alle autorità ucraine insediate nel 2014.
Nel marzo 2019 un gruppo di deputati della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, chiese ai servizi di sicurezza del Paese di vietare l'ingresso al cantante, definito per le posizioni apertamente espresse "un agente di sostegno della guerra russa in Ucraina". A trascinare definitivamente Cutugno nella lista degli “amici di Putin” un videomessaggio di auguri per il compleanno del presidente russo.
L’artista che aveva portato il coro dell’Armata Rossa a San Remo, in seguito avrebbe preso distanze dalla politica di Mosca e avrebbe ammesso di aver incontrato Putin una sola volta.
Non è l’unica pagina controversa del legame di Cutugno con il Paese. Grande appassionato di calcio, ricorda il quotidiano Moskovskij Komsomolets, il compositore fu presente alla partita inaugurale di un complesso sportivo intitolato al primo presidente della Repubblica cecena Akhmat-Khadzhi Kadyrov, nel maggio 2011 a Groznij. All’evento presero parte anche stelle del calcio mondiale, tra cui Diego Maradona.
Reso, suo malgrado, partigiano dalle contingenze geopolitiche, Cutugno resta unanimemente apprezzato per le capacità artistiche. “È stato uno dei pochi compositori capace di dare voce a un'intera epoca” ha commentato il cantante russo e sovietico Lev Leshchenko.
Sul web spopolano i commenti dei nostalgici: “Potreste anche non sapere che ha scritto le vostre canzoni preferite”, scrive una utente di Twitter. “Una mia amica lo amava moltissimo. La mamma le ha comprato un disco in un chiosco del comitato cittadino del partito”, ricorda un’altra: “Addio, felice infanzia sovietica”.