Prigozhin, bomba nella cassa di vino o missile sparato da terra: le piste sull’aereo caduto
di Riccardo RicciMOSCA — Le autorità russe tacciono. Nessuno avanza ipotesi sulle cause dello schianto dell’aereo sul quale probabilmente viaggiava il capo della compagnia militare privata Wagner Evgenij Prigozhin. Un silenzio interrotto ieri in serata dal presidente Vladimir Putin che ha promesso un’inchiesta «che verrà portata avanti fino in fondo».
Dichiarazione che ha suscitato lo scetticismo, se non l’ironia, tanto degli analisti occidentali quanto dell’entourage di Prigozhin. Nessuno ha dubbi: dietro allo schianto che ha decapitato il vertice militare di Wagner c’é la longa manus del Cremlino. Nessuno crede alla tesi dell’incidente casuale e tanto più di un attentato orditodagli ucraini strombazzato da propagandisti di regime come l’ex consigliere presidenziale Sergej Markov o il filosofo nazionalista Aleksandr Dugin.
A far cadere l’aereo su cui Prigozhin viaggiava insieme ad altri comandanti di Wagner è stata probabilmente …
MOSCA — Le autorità russe tacciono. Nessuno avanza ipotesi sulle cause dello schianto dell’aereo sul quale probabilmente viaggiava il capo della compagnia militare privata Wagner Evgenij Prigozhin. Un silenzio interrotto ieri in serata dal presidente Vladimir Putin che ha promesso un’inchiesta «che verrà portata avanti fino in fondo».
Dichiarazione che ha suscitato lo scetticismo, se non l’ironia, tanto degli analisti occidentali quanto dell’entourage di Prigozhin. Nessuno ha dubbi: dietro allo schianto che ha decapitato il vertice militare di Wagner c’é la longa manus del Cremlino. Nessuno crede alla tesi dell’incidente casuale e tanto più di un attentato orditodagli ucraini strombazzato da propagandisti di regime come l’ex consigliere presidenziale Sergej Markov o il filosofo nazionalista Aleksandr Dugin.
A far cadere l’aereo su cui Prigozhin viaggiava insieme ad altri comandanti di Wagner è stata probabilmente un’esplosione a bordo del velivolo causata da una bomba o da un altro dispositivo piantato sull’aereo. È l’ipotesi accreditata dal New York Times citando fonti di intelligence e rilanciata da diversi funzionari. Secondo investigatori citati dalla testata Telegram russa Shot, l’ordigno sarebbe stato piazzato nel vano carrelli. Un’ipotesi compatibile con la dinamica della caduta mostrata nei video e registrata dal sito FlightRadar: il jet è salito rapidamente di quota ed è poi andato in stallo. Un’ulteriore riprova sarebbe il fatto che la coda sia caduta a ben 5 chilometri dalla fusoliera. L’ex ufficiale dell’intelligence britannica Christopher Steele sostiene invece che la bomba possa essere stata nascosta in un cassa di vino. «Una fine piuttosto ironica per l’ex ristoratore di Putin», ha ironizzato.
C’è anche un sospettato: Artiom Stepanov, il pilota personale di Prigozhin e fondatore della società proprietaria dell’aereo. Non lo guidava, ma potrebbe avere avuto accesso al velivolo e al momento è irreperibile per le forze dell’ordine. Secondo il fratello sarebbe semplicemente in vacanza, nella remota Kamchatka, Estremo Oriente Russo.
C’è chi però dà ancora credito all’ipotesi che il jet sia stato abbattuto da un missile. Secondo funzionari statunitensi citati da Reuters, Washington sarebbe propensa a sposare la tesi di Grey Zone, canale Telegram vicino a Wagner, secondo cui l’aereo sarebbe stato abbattuto da missili terra-aria provenienti dal territorio russo. Per l’ex deputato russo Ilja Ponomariov, da anni residente in Ucraina e oppositore di Putin, il jet sarebbe stato centrato da due missili del sistema di difesa contraerea S-300. Versione suffragata dalle testimonianze di alcuni residenti locali che sostengono di aver udito due esplosioni prima dello schianto.
C’è persino ancora chi crede che Prigozhin sia sopravvissuto e che abbia inscenato la sua morte per scomparire, «per uscire dal gioco per sempre». A fomentare i sospetti era stata la presenza di un secondo aereo attribuito alla flotta di Prigozhin che mercoledì aveva volato da San Pietroburgo a Mosca e che ieri invece aveva fatto rotta su Baku. Aereo che però non aveva alcun legame con Wagner e il suo capo: anzi in una foto dello scorso giugno pescata da Aric Toler, analista del sito investigativo Bellingcat, mostrava sulla fusoliera il nome “Jeju China Castle”.
Come se non bastasse, il cadavere di Prigozhin sarebbe stato identificato in base a «prove circostanziali»: secondo il canale Telegram VChK-Ogpu, la mancanza della falange di un dito della mano e, secondo la tv Al Jazeera, il ritrovamento del cellulare del fondatore della compagnia. Ma i corpi degli occupanti dell’aereo — sette passeggeri e tre membri dell’equipaggio — sono carbonizzati e quindi non possono essere riconosciuti visivamente, ha scritto il sito di notizie pietroburghese Fontanka citando uno degli investigatori sul luogo dello schianto, vicino al villaggio di Kuzhenkino, nella regione di Tver. Bisogna aspettare l’esame del Dna. Il mistero resta.