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Il generale Wesley Clark: “Da Putin un messaggio al mondo su chi comanda a Mosca”

L’ex comandante della Nato: “Una sofisticata operazione di intelligence per liberarsi dei suoi rivali”
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NEW YORK - L’ex comandante supremo della Nato Wesley Clark ha un sospetto: “L’intera vicenda di Prigozhin ha le caratteristiche di una sofistica operazione di intelligence russa, orchestrata per identificare i generali infedeli, trasferire alcune forze da combattimento in Bielorussia, ed eliminare un potenziale rivale di Putin. Di sicuro è anche un messaggio lanciato all’Occidente, perché dimostra che lui ha ancora il potere nelle sue mani e farà qualunque cosa per conservarlo".

Cosa ha pensato, quando ha visto le immagini dell’aereo che precipitava?

“Forse non sapremo mai tutta la verità su questo episodio, ma è molto difficile credere che si sia trattato di un incidente".

Cosa glielo fa pensare?

“La sequenza degli eventi e i loro effetti pratici. Se osserviamo con attenzione, prima c’è stato il presunto tentativo di colpo di stato, poi sono seguite la resa di Prigozhin, il trasferimento forzato dei suoi mercenari di Wagner in Bielorussia, il completo asservimento a Mosca del le…

NEW YORK - L’ex comandante supremo della Nato Wesley Clark ha un sospetto: “L’intera vicenda di Prigozhin ha le caratteristiche di una sofistica operazione di intelligence russa, orchestrata per identificare i generali infedeli, trasferire alcune forze da combattimento in Bielorussia, ed eliminare un potenziale rivale di Putin. Di sicuro è anche un messaggio lanciato all’Occidente, perché dimostra che lui ha ancora il potere nelle sue mani e farà qualunque cosa per conservarlo".

Cosa ha pensato, quando ha visto le immagini dell’aereo che precipitava?

“Forse non sapremo mai tutta la verità su questo episodio, ma è molto difficile credere che si sia trattato di un incidente".

Cosa glielo fa pensare?

“La sequenza degli eventi e i loro effetti pratici. Se osserviamo con attenzione, prima c’è stato il presunto tentativo di colpo di stato, poi sono seguite la resa di Prigozhin, il trasferimento forzato dei suoi mercenari di Wagner in Bielorussia, il completo asservimento a Mosca del leader di Minsk Lukashenko, lo spostamento di forze da combattimento e testate nucleari sul suo territorio.

Nello stesso tempo è stato esautorato il generale Sergei Surovikin, e almeno altri quindici alti ufficiali russi sono stati identificati come infedeli e allontanati. Ora il cerchio si chiude con il presunto incidente aereo, che completa la pulizia eliminando Prigozhin. Ci sono tutti gli elementi di una incredibile operazione di intelligence".

Quindi il tentato golpe era stato una farsa?

"Se prestiamo attenzione alle speculazioni dell’intelligence, non mancano le voci secondo cui è stato tutto orchestrato fin dal principio da Putin. Magari il capo del Cremlino sta solo sfruttando a suo vantaggio le circostanze, però ci sono tutti gli elementi di una sofisticata operazione di intelligence, pensata fin dal principio per individuare gli infedeli, eliminarli, e riposizionare le truppe”.

All’inizio si diceva che il tentato golpe aveva mostrato la debolezza di Putin, anche perché non aveva avuto la forza e il coraggio di eliminare subito Prigozhin. Era vero il contrario?

“Putin è un insicuro e teme di essere spodestato. Però è chiaro che questo evento rappresenta la fine di una rivalità. Se Prigozhin aveva una qualche popolarità nella società russa, ora non potrà più minacciarlo”.

Cosa significa questa vicenda fuori dai confini nazionali?

“Si tratta chiaramente di un messaggio inviato anche all’Occidente, per dimostrare che il capo del Cremlino resta pienamente in controllo del potere. Alcuni analisti avevano speculato che la vicenda di Prigozhin dimostrava la debolezza di Putin. La sua fine invece conferma che Vladimir ha ancora in mano tutte le leve del potere, e avverte l’Occidente che farà qualsiasi cosa per conservarlo”.

Che impatto avrà questo sulla guerra, e come giudica l’andamento della controffensiva di Kiev?

“Il progresso ucraino è stato dettato dalla resistenza sul campo di battaglia. I campi minati sono ostici e Kiev non dispone della potenza aerea che le forze Nato potrebbero garantire, prima di iniziare un’offensiva del genere. L’Ucraina però ha svolto un lavoro ammirevole nel preservare la sua forza di combattimento. Questa lotta continuerà ancora per qualche tempo, e mi aspetto che Kiev continuerà a riconquistare il territorio occupato dalla Russia”.

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