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L’Ucraina celebra l’anniversario dell’indipendenza. Zelensky: “Oggi è il giorno dei liberi e dei forti”

Il presidente ha voluto ricordare i caduti della guerra, e ringraziare i vivi: soldati, medici, insegnanti, elettricisti, ingegneri. E i bambini
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ZAPORIZHZHIA – Sullo sfondo, il murales che ritrae l’ultima immagine del soldato Oleksandr Matsievskyi, la sigaretta in bocca, ha appena detto “Slava Ukraini”, gloria all’Ucraina, poi i russi lo hanno giustiziato con una raffica di mitragliatore.

In primo piano il presidente Zelensky, nel suo messaggio alla nazione per il 32esimo anniversario dell’Indipendenza. Il secondo in tempo di guerra, perciò ha scelto di parlare – in un’alba di qualche giorno fa, in una Kiev deserta – davanti all’uomo coraggioso poi diventato Eroe dell’Ucraina. E in effetti, ci vuole un grande coraggio, sapendo di star per morire, sapendo che quella è l’ultima sigaretta, il coraggio di ribadire la propria appartenenza, e la propria patria.

Dunque, Zelensky ha voluto ricordare con Matsievskyi tutti i caduti della guerra, dall’invasione a oggi. E lo ha fatto indossando la camicia che si chiama vyshyvanka, versione militare. La camicia tradizionale degli ucraini, che per tutto il tempo in cui l’Ucraina è…

ZAPORIZHZHIA – Sullo sfondo, il murales che ritrae l’ultima immagine del soldato Oleksandr Matsievskyi, la sigaretta in bocca, ha appena detto “Slava Ukraini”, gloria all’Ucraina, poi i russi lo hanno giustiziato con una raffica di mitragliatore.

In primo piano il presidente Zelensky, nel suo messaggio alla nazione per il 32esimo anniversario dell’Indipendenza. Il secondo in tempo di guerra, perciò ha scelto di parlare – in un’alba di qualche giorno fa, in una Kiev deserta – davanti all’uomo coraggioso poi diventato Eroe dell’Ucraina. E in effetti, ci vuole un grande coraggio, sapendo di star per morire, sapendo che quella è l’ultima sigaretta, il coraggio di ribadire la propria appartenenza, e la propria patria.

Dunque, Zelensky ha voluto ricordare con Matsievskyi tutti i caduti della guerra, dall’invasione a oggi. E lo ha fatto indossando la camicia che si chiama vyshyvanka, versione militare. La camicia tradizionale degli ucraini, che per tutto il tempo in cui l’Ucraina è stata una repubblica dell’Unione sovietica, era vietata in quanto simbolo di una identità patriottica, e quindi intollerabile. Dal 24 agosto 1991, quelle camicie sono uscite dagli armadi, tornando a essere l’emblema dell’indipendenza.

Ma Zelensky ha voluto ringraziare anche i vivi. “Ogni soldato e ogni marinaio, i sergenti e i generali. E i loro padri e madri”. E i medici, gli insegnanti, e gli elettricisti e gli ingegneri che hanno salvato il Paese durante i pesanti bombardamenti dell’inverno, quando le città erano rimaste al buio e al freddo.

E i bambini ucraini, “in ogni brigata, nelle caserme, ci sono i loro disegni, per il papà o il fratello”, impegnati nell’offensiva “dove ogni passo in avanti è importante, ma ogni passo indietro è impossibile. Perché dietro ai soldati ci sono i bambini”, la generazione futura di questo Paese, che sta crescendo sotto i bombardamenti, o sotto occupazione, nei mille pericoli di una guerra che li sovrasta, e talvolta li uccide.

Perciò “oggi è il giorno delle persone libere, forti, piene di dignità. In questa lotta tutti contano, perché si lotta per qualcosa che è importante per tutti. Una Ucraina indipendente”, anziché un territorio nuovamente occupato, una provincia dell’impero russo, da est a ovest, come è il disegno di Putin.

Intanto, a Kiev la gente ha cominciato a entrare nel parco dove c’è la gigantesca (102 metri) statua Madre Ucraina, appena restaurata con il simbolo del tridente a sostituire la falce e martello. E a visitare i resti dei tank russi esposti sulla via Khreshchatyk, sempre più arrugginiti, le torrette distrutte dai primi Javelin ottenuti all’epoca dall’Occidente, e anche i resti dei missili Iskander, i temuti missili che fanno strage dell’Ucraina.

Non c’è molto da festeggiare, ci sono migliaia di morti nell’esercito, e migliaia tra i civili. Si aspetta un nuovo attacco russo su larga scala su tutto il Paese. L’Indipendenza sì, ma ciascuno sa quanto sta costando, oggi, voler restare liberi.

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