Gli ucraini allargano la breccia nelle difese russe a Sud: si apre l’avanzata verso Tokmak
dalla nostra inviata Brunella GiovaraZAPORIZHZHIA – Come va la controffensiva ucraina? Abbastanza bene, lo dicono anche gli americani, dopo varie critiche sulla lentezza dell’avanzata verso Sud, e sulla impossibilità di riconquistare Melitopol, che è la strada verso la Crimea. Il generale Mark Milley, che è capo di Stato maggiore congiunto dell’esercito Usa, ha dichiarato che è vero che stanno procedendo lentamente, “ma è troppo presto per dire che la controffensiva è fallita. Agli ucraini resta un notevole potere di combattimento. Non è ancora finita”.
E la Cnn ha persino annunciato che “le forze di Kiev potrebbero aver sfondato la prima linea russa sul fronte Sud”, citando lo stato maggiore ucraino che ha parlato di successi, e quindi di progressi, verso il villaggio di Novoprokopivka, e a est verso Ocheretuvate.
Sono nomi insignificanti ai più, ma segnano un graduale guadagno di terreno, in un’area molto ben difesa dai russi, che hanno avuto mesi per preparare la cosiddetta linea Surovikin, un baluardo ritenuto i…
ZAPORIZHZHIA – Come va la controffensiva ucraina? Abbastanza bene, lo dicono anche gli americani, dopo varie critiche sulla lentezza dell’avanzata verso Sud, e sulla impossibilità di riconquistare Melitopol, che è la strada verso la Crimea. Il generale Mark Milley, che è capo di Stato maggiore congiunto dell’esercito Usa, ha dichiarato che è vero che stanno procedendo lentamente, “ma è troppo presto per dire che la controffensiva è fallita. Agli ucraini resta un notevole potere di combattimento. Non è ancora finita”.
E la Cnn ha persino annunciato che “le forze di Kiev potrebbero aver sfondato la prima linea russa sul fronte Sud”, citando lo stato maggiore ucraino che ha parlato di successi, e quindi di progressi, verso il villaggio di Novoprokopivka, e a est verso Ocheretuvate.
Sono nomi insignificanti ai più, ma segnano un graduale guadagno di terreno, in un’area molto ben difesa dai russi, che hanno avuto mesi per preparare la cosiddetta linea Surovikin, un baluardo ritenuto inespugnabile, di trincee multiple intervallate da campi minati, bunker e postazioni di artiglieria pesante.
La città di Tokmak, ad esempio, è completamente circondata da una formidabile sistema di trincee, ed è qui che stanno puntando gli ucraini. Ed è qui che giovedì un missile Himars avrebbe centrato il cuore della guarnigione russa, distruggendo edifici e magazzini di armi. Una grande esplosione registrata da più punti, compresi gli stessi militari russi. Secondo i partigiani locali appartenenti al gruppo Atesh, per sicurezza i russi avrebbero subito spostato il punto di comando indietro di qualche chilometro, forse addirittura a Melitopol. Quindi, restano i soldati nelle trincee, con i comandanti superiori lontani, però.
Altre notizie arrivano dai blogger militari russi, che seguono il loro esercito da embedded, e diffondono segnali di preoccupazione “a sud del villaggio di Robotyne, dove sembra che siamo sul punto di ritirarci”. Sarebbe clamoroso, un ripiegamento russo, adesso e in quell’area. Robotyne è stata riconquistata dagli ucraini quattro giorni fa dalla 47esima Brigata motorizzata, che hanno subito evacuato i pochi civili rimasti. Ma poi, dopo l’annuncio ufficiale, hanno continuato ad avanzare, tra molte difficoltà. In una manovra che potrebbe assomigliare a una tenaglia, aggirando sui fianchi la linea delle trincee, o almeno così pare, se è vero che stanno raggiungendo Novoprokopivka e Verbove.
Una conferma delle difficoltà arriva indirettamente anche dal ministero della Difesa russo. Ieri, nel consueto bollettino quotidiano, ha annunciato la lista delle perdite del nemico: “Distrutti quattro Bradley, due Striker, quattro obici americani M777, 5 missili Himars…”, ma ha anche dichiarato di aver “respinto in direzione Zaporizhzhia cinque azioni di attacco del nemico, con l’artiglieria pesante e con i lanciafiamme”, e l’utilizzo di questi ultimi dimostra la vicinanza ravvicinata tra i due schieramenti.
Inoltre, il Comando Sud ucraino ha diffuso una nota per dire di aver “notato che i russi hanno spostato molte truppe dall’area che occupano a sud di Kherson, verso Zaporizhzhia, a causa delle molte perdite subite”. E dalle parti di Kherson le cose non vanno benissimo per i russi, se è vera l’intercettazione captata e diffusa dall’intelligence ucraina. Il comandante della brigata 205, e il suo superiore: “Siamo la 205 ma ci stiamo trasformando in 200…” (il riferimento è al codice 200, che indica i morti). “Siamo qui tra le isolette, mando fuori un plotone, e non torna indietro nessuno. Ogni due giorni perdo un plotone, ma che caz… sta succedendo?”.
In effetti, si moltiplicano le immagini e i video di prigionieri russi, portati sui camion dietro le linee ucraine. Dove è in attesa di scendere in battaglia una riserva importante: la 82esima Brigata, 2mila paracadutisti addestrati in Inghilterra. Non è un segreto (non lo è più), visto che la settimana scorsa la loro presenza è stata maldestramente rivelata da alcuni media, e lunedì il loro quartier generale è stato bombardato cinque volte.
Sono parà che non hanno aerei da cui paracadutarsi, ma potrebbero essere utilizzati presto (o forse sono già sul campo), e a queste forze fresche probabilmente si riferiva il generale Milley. Un “notevole potere di combattimento”, ancora intatto. Perché questa non è solo “controffensiva”, ha detto giovedì il generale Valeriy Zaluzhny – comandante in capo delle forse armate ucraine - in un briefing con alcuni alti ufficiali americani, aggiungendo “voi non capite la natura di questo conflitto”. Perché “questo è il Kursk”, intendendo la grande battaglia che nel 1943 ha cambiato il destino della seconda guerra mondiale.