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Clima, il ritorno del Niño: gli interventi necessari per affrontare l’ondata di calore

(reuters)
L’ondata di calore ciclica si era presentata l’ultima volta nel 2014-2016, con conseguenze drammatiche sul mercato alimentare globale e sulla salute
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Quest’estate non è passato un solo giorno senza almeno una notizia di fenomeni meteorologici estremi in qualche parte del mondo. Legati sia alla siccità, come incendi devastanti, sia a piogge torrenziali, uragani e tempeste. E ora una nuova emergenza è pronta ad amplificare gli effetti del riscaldamento globale: puntuale come un orologio, El Niño sta arrivando.

Ad annunciarne la venuta è la National Oceanographic and Atmospheric Administration americana: l’ondata di caldo che si verifica ciclicamente (ogni due o anche sette anni) è alle porte, pronta ad aumentare le temperature già alte in tutto il pianeta.

In altre parole, è molto probabile che questo sarà l'anno più caldo mai registrato e che a causa della tendenza crescente il 2024 registrerà temperature di 1,4 gradi sopra i livelli preindustriali.

Gli effetti del fenomeno

L'ultima volta che il fenomeno si è presentato è stato nel periodo 2014-16. All’epoca la siccit…

Quest’estate non è passato un solo giorno senza almeno una notizia di fenomeni meteorologici estremi in qualche parte del mondo. Legati sia alla siccità, come incendi devastanti, sia a piogge torrenziali, uragani e tempeste. E ora una nuova emergenza è pronta ad amplificare gli effetti del riscaldamento globale: puntuale come un orologio, El Niño sta arrivando.

Ad annunciarne la venuta è la National Oceanographic and Atmospheric Administration americana: l’ondata di caldo che si verifica ciclicamente (ogni due o anche sette anni) è alle porte, pronta ad aumentare le temperature già alte in tutto il pianeta.

In altre parole, è molto probabile che questo sarà l'anno più caldo mai registrato e che a causa della tendenza crescente il 2024 registrerà temperature di 1,4 gradi sopra i livelli preindustriali.

Gli effetti del fenomeno

L'ultima volta che il fenomeno si è presentato è stato nel periodo 2014-16. All’epoca la siccità ha fatto crollare la produzione alimentare sudafricana ai minimi da 20 anni e ha scatenato una delle peggiori ondate di incendi in Indonesia. Allo stesso tempo, il clima più caldo e umido ha alimentato le malattie in tutto il Sud America, compresa la peggiore epidemia di infezioni da virus Zika degli ultimi 65 anni.

Sebbene sia appena iniziato, El Niño sta già mostrando la sua portata distruttiva: il riscaldamento dei mari porta la fauna marina ad abbandonare le acque costiere, con un grave impatto sulla pesca - in Perù il problema riguarda le acciughe, per cui sono state chiuse numerose attività. Anche il mercato del riso ha subito forti ripercussioni, con l’India che ha interrotto le esportazioni del suo raccolto.

Le conseguenze, poi, si riscontrano anche in ambito sanitario: in Africa e Sud America, infatti, il rischio è la diffusione di malattie come la malaria, la dengue e il colera. In Asia, invece, gli incendi diffusi avranno un impatto negativo sulla qualità dell’aria.

(reuters)

Gli interventi possibili: prevenire è meglio che curare

L’aspetto positivo della ciclicità del Niño è la sua relativa prevedibilità, che rende possibile limitare al minimo i danni del fenomeno, consentendo una programmazione anticipata. Nello specifico, le autorità e istituzioni competenti possono direzionare i fondi a disposizione per migliorare preventivamente le infrastrutture idriche oppure gli edifici nelle aree che potrebbero essere colpite da tempeste.

Ad esempio la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa gestisce attualmente programmi di anticipazione in 17 Paesi e mira a spendere in anticipo un quarto dei suoi fondi per il soccorso in caso di calamità entro il 2025.

Tuttavia, a complicare la gestione del problema in arrivo è il fatto che andrà a inserirsi su una situazione già estremamente complessa. Molti dei Paesi che subiranno gli effetti di El Niño , infatti, si stanno ancora riprendendo dai disastri degli anni passati, dalla pandemia da Covid-19 all'impennata dei prezzi dei prodotti alimentari causata dalla guerra in Ucraina, agli effetti del riscaldamento globale. Un contesto che a maggior ragione impone interventi preventivi specifici per arginare il più possibile i danni.

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