L'uomo che ha ucciso tre persone sabato in un negozio Dollar General a Jacksonville, in Florida, voleva compiere una strage nel vicino campus della Edward Waters University, una piccola università afroamericana.
Lo ha detto l'istituto in una nota spiegando che il killer si è rifiutato di presentare un documento d'identità ed è stato mandato via.
L'assassino, 20enne, suprematista bianco, ha usato un lungo fucile e una pistola sulla quale aveva dipinto una svastica, secondo un'immagine mostrata in una conferenza stampa dallo sceriffo T.K. Walters, che ha anche precisato che aveva lasciato a casa "un manifesto" con messaggi di odio e che gli omicidi avevano "motivi razziali".
"Dobbiamo dire chiaramente e con forza che non c'è posto in America per il suprematismo bianco", ha commentato il presidente Usa Joe Biden condannando la strage. "Dobbiamo rifiutarci di vivere in un Paese in cui le famiglie di afroamericani che vanno a fare la spesa o gli studenti afroamericani che vanno a scuola vivano nella paura di essere uccisi a causa del colore della loro pelle", ha aggiunto il presidente americano.
Era stato il padre del killer a dare l'allarme. Il figlio lo aveva chiamato e gli aveva detto di guardare il suo computer: il genitore ha scoperto così materiali i cui contenuti sono stati definiti dalla polizia "pieni di odio in modo disgustoso".
La sparatoria arriva nel giorno del quinto anniversario del cosiddetto Landing Shooting, la sparatoria avvenuta il 26 agosto 2018 a Jacksonville, a un torneo di videogame. Il killer, David Katz, aveva ucciso due persone, ferito una decina e poi si era tolto la vita. Nei giorni scorsi i media locali avevano parlato dell'avvicinarsi dell'anniversario di uno degli episodi più tragici della città della Florida.