Afghanistan, nuovo editto dei talebani contro le donne: non potranno più andare al parco nazionale di Bamiyan
di Enrico FranceschiniLONDRA – Hanno vietato loro di andare a scuola, di svolgere la maggior parte dei lavori, perfino di farsi tagliare i capelli dal parrucchiere. Adesso i Talebani proibiscono alle donne anche di andare alla Disneyland dell’Afghanistan: Band-e-Amir, primo parco nazionale afghano, nella provincia di Bamyan, un complesso di laghi naturali e speciali formazioni geologiche, completo di attrazioni e posti ristoro, diventato una delle più frequentate mete turistiche della sfortunata nazione asiatica.
Mohammed Khaled Hanafi, ministro della Virtù e del Buoncostume, titolo che dice già tutto sul regime ricreato dai fondamentalisti islamici a Kabul, ha imposto il divieto affermando che, quando visitano il parco, le donne non osservano l’obbligo di indossare l’hijab, il velo islamico. Il ministro esorta autor…
LONDRA – Hanno vietato loro di andare a scuola, di svolgere la maggior parte dei lavori, perfino di farsi tagliare i capelli dal parrucchiere. Adesso i Talebani proibiscono alle donne anche di andare alla Disneyland dell’Afghanistan: Band-e-Amir, primo parco nazionale afghano, nella provincia di Bamyan, un complesso di laghi naturali e speciali formazioni geologiche, completo di attrazioni e posti ristoro, diventato una delle più frequentate mete turistiche della sfortunata nazione asiatica.
Mohammed Khaled Hanafi, ministro della Virtù e del Buoncostume, titolo che dice già tutto sul regime ricreato dai fondamentalisti islamici a Kabul, ha imposto il divieto affermando che, quando visitano il parco, le donne non osservano l’obbligo di indossare l’hijab, il velo islamico. Il ministro esorta autorità religiose e forze di sicurezza a imporre il bando “fino a quando sarà trovata una soluzione al problema”. Un divieto temporaneo, in apparenza, ma i Talebani hanno l’abitudine di introdurre misure restrittive teoricamente passeggere e trasformarle poi a tempo indeterminato: come fecero nel dicembre 202 proibendo alle ragazze al di sopra dei 14 anni di proseguire gli studi, decreto tuttora in vigore.
Per quanto dotato di pedalò a forma di cigno, giostre e altri svaghi, Band-e-Amir è ben lontano da un luna park occidentale o un parco divertimenti stile Disneyland, ma in mancanza di meglio era una popolare destinazione per le famiglie. Situato a 200 chilometri dalla capitale, è stato aperto nel 2009 nella valle di Bamyan, un tempo famosa per il sito archeologico inserito dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità, che ospitava i cosiddetti Buddha di Bamyan, due gigantesche statue scolpite nella roccia, distrutte dai Talebani per motivi ideologici nel marzo 2001. Tornati al potere dopo vent’anni di guerra, hanno messo di nuovo Bamyan nel mirino.
“E’ una decisione che manca completamente di rispetto alle afghane”, commenta Fereshta Abbasi di Human Rights Watch. Richard Bennett, inviato speciale dell’Onu per i diritti umani in Afghanistan, si chiede dove sta scritto che il divieto di visitare Band-e-Amir “è necessario per rispettare la cultura afghana e la sharia”.
Proibire alle donne di visitare il parco, oltretutto, significa proibire di andarci anche ai bambini che le accompagnano, di fatto a tutte le famiglie. “C’erano lamentele per il mancato o cattivo uso del velo da parte delle donne che si recavano a Band-e-Amir”, replica Sayed Nasrullah Waezi, capo del locale Consiglio degli Ulema, i teologi islamici. “Non erano residenti di Bamyan”, aggiunge, “venivano da altre regioni”. E non potranno più venirci.
L’ex-deputata afghana in esilio Mariam Solaimankhil ha postato su X, il nuovo nome di Twitter, una poesia sul bando, auspicando: “Noi donne torneremo, ne sono sicura”. Alla Disneyland afghana, sottintende, e a una vita più libera e democratica.