“Putin urlò per tre ore contro Prigozhin”: una fonte della Wagner racconta l’ultimo incontro tra il capo dei mercenari e il leader del Cremlino
a cura della redazione EsteriUn confronto duro, con i toni che salgono e il presidente russo Vladimir Putin che accusa il suo ormai ex amico Evegenij Prigozhin di averlo tradito. Emergono nuovi dettagli sull’incontro avvenuto a fine giugno tra il capo della Wagner e il leader russo dopo il tentato colpo di Stato dei miliziani. Putin urlò contro Prigozhin per tre ore, racconta una fonte di Wagner al sito Meduza, ma poi lo lasciò andare e a quel punto Prigozhin si convinse di averla fatta franca.
"Zhenya - racconta un membro della compagnia di mercenari al sito indipendente Meduza, usando proprio il nomignolo di Prigozhin - ha creduto che Putin si fosse sfogato. 'Non ci ha uccisi subito, quindi non ci ucciderà', ha pensato. Si credeva indistruttibile, si è convinto di essere immortale".
Un confronto duro, con i toni che salgono e il presidente russo Vladimir Putin che accusa il suo ormai ex amico Evegenij Prigozhin di averlo tradito. Emergono nuovi dettagli sull’incontro avvenuto a fine giugno tra il capo della Wagner e il leader russo dopo il tentato colpo di Stato dei miliziani. Putin urlò contro Prigozhin per tre ore, racconta una fonte di Wagner al sito Meduza, ma poi lo lasciò andare e a quel punto Prigozhin si convinse di averla fatta franca.
"Zhenya - racconta un membro della compagnia di mercenari al sito indipendente Meduza, usando proprio il nomignolo di Prigozhin - ha creduto che Putin si fosse sfogato. 'Non ci ha uccisi subito, quindi non ci ucciderà', ha pensato. Si credeva indistruttibile, si è convinto di essere immortale".
Forse anche questo può spiegare perché il capo della Wagner e i suoi più importanti collaboratori, fra cui il comandante militare Serghei Utkin, si sentissero così sicuri da viaggiare tutti insieme sullo stesso aereo schiantatosi mercoledì scorso mentre volava da Mosca a San Pietroburgo.
Il Comitato investigativo ha confermato, con l’analisi del Dna, che a bordo del jet Embraer precipitato c’era anche Prigozhin, oltre ad altri sei passeggeri e a tre membri dell'equipaggio. La tesi più accreditata sui siti e canali Telegram russi, oltre che dall’intelligence occidentale, è che il velivolo sia precipitato a causa di un'esplosione, forse provocata da una bomba.
Quanto a quell'ultima fatidica riunione al Cremlino, Putin aveva convocato Prigozhin e i suoi cinque giorni dopo l’ammutinamento. Il 10 luglio il portavoce Dmitry Peskov aveva confermato l'incontro, al quale avevano partecipato ben 35 persone. Prigozhin e il suo staff avevano dato al presidente le loro "spiegazioni" e Putin aveva offerto loro "ulteriori opzioni di lavoro e di impiego nei combattimenti", aveva detto il portavoce.
Peskov ha già respinto come "una assoluta menzogna" l'accusa mossa a Putin da esponenti dell'opposizione e da media occidentali di avere ordinato l'eliminazione di Prigozhin. Al contrario, più che un sospetto questa sarebbe una certezza per tanti miliziani della Wagner, secondo le testimonianze citate da Meduza. "Molti sono infuriati, vogliono vendetta, sono pronti a marciare in armi sul Cremlino", ha detto uno di loro, tornato recentemente dall'Ucraina.
Ma la compagnia appare allo sbando, senza più una leadership in grado di guidarla e con le pressioni del Cremlino perché si sottometta al controllo della Difesa.