La profezia di Prigozhin: “La Russia è un aereo che esploderà”
a cura della redazione EsteriEvgenij Prigozhin era a bordo del jet privato di sua proprietà che si è schiantato lo scorso 23 agosto nella regione di Tver. La conferma arriva dal servizio stampa del Comitato investigativo della Federazione russa che ha comunicato la fine degli esami genetici molecolari sui dieci corpi estratti dalle lamiere dell’Embraer. Le identità di tutti i morti sono state stabilite e corrispondono all'elenco dei passeggeri, che include il fondatore della compagnia Wagner.
Una notizia che dovrebbe mettere fine alle numerose teorie complottiste circolate in Rete negli ultimi giorni che vorrebbero il “cuoco di Putin” ancora in vita. Eppure proprio nelle stesse ore della conferma della morte del capo Wagner, viene ripresa dal canale Telegram Grey Zone una sua intervista del 29 aprile che per molti sostenitori ora assume i toni di una profezia.
Evgenij Prigozhin era a bordo del jet privato di sua proprietà che si è schiantato lo scorso 23 agosto nella regione di Tver. La conferma arriva dal servizio stampa del Comitato investigativo della Federazione russa che ha comunicato la fine degli esami genetici molecolari sui dieci corpi estratti dalle lamiere dell’Embraer. Le identità di tutti i morti sono state stabilite e corrispondono all'elenco dei passeggeri, che include il fondatore della compagnia Wagner.
Una notizia che dovrebbe mettere fine alle numerose teorie complottiste circolate in Rete negli ultimi giorni che vorrebbero il “cuoco di Putin” ancora in vita. Eppure proprio nelle stesse ore della conferma della morte del capo Wagner, viene ripresa dal canale Telegram Grey Zone una sua intervista del 29 aprile che per molti sostenitori ora assume i toni di una profezia.
"Non mentirò, devo dire onestamente che la Russia è sull'orlo del disastro, e se le viti non saranno strette adeguatamente, l'aereo si sgretolerà in volo", dice il capo della Wagner al giornalista. "Oggi abbiamo raggiunto il punto di ebollizione", aggiunge Prigozhin, affermando che è pronto ad essere "ucciso" piuttosto che mentire e richiamando le denunce di incompetenza più volte espresse contro i vertici militari nei mesi che hanno preceduto la tentata rivolta della sua compagnia militare privata il 24 giugno.
Tra gli iscritti del canale Gray Zone, vicino a Wagner, in tanti ora credono che la metafora della Russia paragonata a un aereo che rischia di disintegrarsi in volo fosse in realtà una profezia dello schianto. Quanto basta per arrivare a credere che Prigozhin in realtà non sia morto e che si appresti a ricomparire al momento opportuno.
Il post ha collezionato oltre 800 reazioni, che vanno da quelle più scontate secondo le quali Prigozhin "sapeva" come sarebbe morto a quelle secondo le quali il capo della Wagner avrebbe solo inscenato la sua fine. "Evgeny Viktorovich, basta così, è ora di tornare", scrive un utente. Già nel 2019, del resto, Prigozhin era stato dato per morto in un incidente aereo in Congo ed era riapparso solo dopo alcuni giorni.
Alcuni accusano il presidente russo Vladimir Putin di avere ordinato l'uccisione di Prigozhin, altri gli ucraini o "gli anglosassoni". Un follower del canale afferma che è "un peccato che non abbia raggiunto Mosca" con la sua marcia per la giustizia del 24 giugno. "E' un peccato - aggiunge un altro - che coloro ai quali queste parole sono dirette le ignorano, e quelli che ascoltano muoiono".
Una scomparsa, quella del capo Wagner, che al di là dei complotti continua a lasciare molti punti interrogativi, soprattutto in patria. Da un sondaggio realizzato nove ore dopo l’accaduto dall’Open Minds Institute per il Sunday Times emerge che soltanto l'8% dei russi crede che Vladimir Putin sia responsabile della morte di Progozhin.
Lo studio, redatto su domande online dal think tank britannico, vede anche una popolazione divisa tra chi crede che l'attacco all'aereo sia stato pianificato, il 28,4%, e chi invece ritiene che sia stato un errore tecnico o del pilota, 28,3%. Il 17,4% ritiene che possa essere responsabile l'intelligence russa, il 10,7% i servizi segreti di altri Paesi, infine il 7,2% gli agenti ucraini.