Russia, il nuovo destino dei wagneriti: Africa o casa
di Rosalba CastellettiLa Bielorussia ha tutta l’aria di essere una tappa intermedia per i wagneriti che, dopo la fallita ribellione guidata dallo scomparso Evgenij Prigozhin, avevano accettato l’esilio in cambio dell’amnistia. Lo «zoccolo duro» di Wagner resterà qui, martella il dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko, smanioso com’è di salvare la faccia dopo aver negoziato l’accordo tra il Cremlino e Wagner andato in fumo con la morte di Prigozhin.
Ma le immagini satellitari esaminate da Hajun, gruppo che monitora i movimenti delle truppe russe in Bielorussia, mostrano già da giorni lo smantellamento di almeno un terzo degli accampamenti, segno di un possibile esodo.
Lukashenko ribatte: «Qualcuno è andato in vacanza, qualcuno ha deciso di vivere in disparte, ma entro pochi giorni tutti saranno qui, fino a 10mila persone».
Eppure le chat dei wagneriti e dei loro familiari setacciate dal giornalista investigativo Mark Krutov dicono il contrario. Chi vuole continuare a combattere nella compagnia …
La Bielorussia ha tutta l’aria di essere una tappa intermedia per i wagneriti che, dopo la fallita ribellione guidata dallo scomparso Evgenij Prigozhin, avevano accettato l’esilio in cambio dell’amnistia. Lo «zoccolo duro» di Wagner resterà qui, martella il dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko, smanioso com’è di salvare la faccia dopo aver negoziato l’accordo tra il Cremlino e Wagner andato in fumo con la morte di Prigozhin.
Ma le immagini satellitari esaminate da Hajun, gruppo che monitora i movimenti delle truppe russe in Bielorussia, mostrano già da giorni lo smantellamento di almeno un terzo degli accampamenti, segno di un possibile esodo.
Lukashenko ribatte: «Qualcuno è andato in vacanza, qualcuno ha deciso di vivere in disparte, ma entro pochi giorni tutti saranno qui, fino a 10mila persone».
Eppure le chat dei wagneriti e dei loro familiari setacciate dal giornalista investigativo Mark Krutov dicono il contrario. Chi vuole continuare a combattere nella compagnia militare privata Wagner può farlo soltanto in Africa o in Medio Oriente.
Al momento le mete sono quattro: Repubblica Centrafricana, Mali, Libia e Siria. Negli ultimi mesi, dalla Russia sono già partiti almeno due aerei diretti in Mali: il 2 giugno e il 12 luglio. Voli commerciali con più scali.
Non solo. Adesso i “musicisti” devono anche rispettare i requisiti più severi richiesti dall’esercito. È il segno che Wagner potrà pure continuare a «vivere», come dice Lukashenko, ma oramai è assoggettata alla Difesa.
Un processo peraltro precedente allo schianto aereo che ha decapitato il comando di Wagner, ha spiegato lo stesso Krutov in un’inchiesta per Radio Svoboda.
Stando alle “istruzioni aggiornate” per il reclutamento pubblicate in vari canali vicini a Wagner il 24 luglio, le nuove norme prevedono un limite di età dai 24 ai 50 anni; cittadinanza russa o bielorussa; l’assenza di debiti; il possesso di un passaporto internazionale valido; nessuna protesi o malattia come l’Aids, l’epatite B, la tubercolosi, l’asma o il diabete. Nonché denti perfettamente sani.
Il tutto per metà del precedente stipendio: 150mila rubli invece dei precedenti 220-250mila. E per contratti di almeno un anno e mezzo.
Alcuni combattenti sono restii ad accettare le nuove condizioni. Molti, invece, non rispondono ai requisiti richiesti. Perciò stanno tornando a casa.
Tra loro ci sono anche gli ex detenuti che avevano ottenuto la grazia e la pulizia della loro fedina penale dopo aver accettato di diventare “carne da cannone” in Ucraina. Il loro ritorno già da mesi sta seminando il panico in diverse città russe.
Secondo Olga Romanova, attivista per i diritti dei prigionieri, il numero totale dei detenuti reclutati per combattere in Ucraina potrebbe arrivare a 80mila, di cui almeno 20mila ex detenuti di Wagner già tornati alla vita civile.
Prigozhin a giugno aveva data una cifra persino più alta: 32mila ex prigionieri da lui reclutati rientrati in Russia dopo aver combattuto in Ucraina.
Sui social e media russi abbondano le testimonianze. Nella regione di Volgograd, il prigioniero graziato Aleksej Khlebnikov, ex recluta di Wagner, è ricercato per aver violentato una ragazza di 13 anni, ha scritto V1.ru.
Mentre Ivan Rossomahin, una condanna a 14 anni per omicidio e rapina commutata a 10 dopo aver prestato servizio in Ucraina, lo scorso marzo è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso un pensionato di 85 anni nel villaggio di Novyi Burets, nella regione di Kirov.
Pochi giorni prima dell’omicidio, gli abitanti avevano incontrato le autorità locali preoccupati per la loro sicurezza. “Non possiamo dormire la notte”, aveva detto alla tv locale la pensionata Galina Sapozhnikova, dopo aver visto Rossomahin camminare per le strade con un’ascia. Allarme inascoltato.