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Anche l’Italia nel report dell’intelligence Usa sulle influenze russe

Le indagini su Natalia Burlinova considerata agente di Mosca arrivano fino al nostro Paese. La ricercatrice che la incontrò: “Sosteneva la guerra”
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ROMA – NEW YORK. L’Italia c’è, nel rapporto dell’intelligence americana che denuncia la nuova strategia adottata dal servizio segreto russo Fsb per diffondere la propaganda di Mosca ed interferire con le democrazie occidentali. Lo confermano a Repubblica fonti con una conoscenza diretta dei contenuti del documento.

Meno chiari sono i dettagli specifici relativi al nostro Paese, inseriti nell’analisi, come ad esempio le attività di Natalia Burlinova, presidentessa dell’organizzazione non governativa Picreadi, incriminata il 17 aprile scorso dal dipartimento alla Giustizia Usa per aver cercato di reclutare cittadini americani. Questo però significa che il coinvolgimento dell’Italia nell’operazione dell’Fsb, finalizzata a entrare in contat…

ROMA – NEW YORK. L’Italia c’è, nel rapporto dell’intelligence americana che denuncia la nuova strategia adottata dal servizio segreto russo Fsb per diffondere la propaganda di Mosca ed interferire con le democrazie occidentali. Lo confermano a Repubblica fonti con una conoscenza diretta dei contenuti del documento.

Meno chiari sono i dettagli specifici relativi al nostro Paese, inseriti nell’analisi, come ad esempio le attività di Natalia Burlinova, presidentessa dell’organizzazione non governativa Picreadi, incriminata il 17 aprile scorso dal dipartimento alla Giustizia Usa per aver cercato di reclutare cittadini americani. Questo però significa che il coinvolgimento dell’Italia nell’operazione dell’Fsb, finalizzata a entrare in contatto con studiosi e giovani leader per convincerli a propagare le tesi del Cremlino nel nostro Paese, potrebbe essere assai più ampia. Non solo Burlinova, dunque, ma molti altri collaboratori esterni o agenti dell’intelligence russa, impegnati a reclutare intellettuali e politici italiani come quinte colonne degli interessi di Putin.

Un tema - quello delle strategie di influenza russa nel nostro Paese - da tempo al centro dell’attenzione della nostra intelligence e del Copasir che, sin dopo l’arresto di Walter Biot, il militare scoperto nel marzo 2021 a passare informazioni classificate a uomini dell’ambasciata di Mosca in Italia, hanno aperto un’indagine specifica sui modi di influenza che il Cremlino ha nelle cose del nostro Paese, e dunque dell’Europa.

Come Repubblica ha raccontato ieri Burlinova - sulla quale pende un mandato di cattura americano che però non è stato ancora trasmesso all’Interpol - aveva contatti diretti con analisti del nostro Paese. Con la sua associazione “Picreadi” il 13 maggio del 2019 aveva organizzato un seminario a Milano con l’Ispi, Russian Foreign Policy: Facing International Turbulence. «Ma si è trattato di un incontro isolato» spiegano a Repubblica i vertici dell’istituto. «Eravamo entrati in contatto per i soliti canali accademici ma da quel momento non ci sono state più relazioni. E comunque in nessuna occasione abbiamo notato atteggiamenti che ci potessero fare insospettire». Nel 2017 Burlinova aveva ospitato attraverso “Meeeting Russia” la giornalista Maria Michela D’Alessandro. Che oggi spiega, scrivendo a Repubblica: «Mai nessuno ha pensato di “reclutarmi”. Svolgo da anni la professione di giornalista con dedizione e onestà intellettuale e nell’assoluto rispetto delle leggi».

Sono molto interessanti, invece, i ricordi di un’altra ricercatrice che con Burlinova ha avuto contatti, Karolina Muti, ricercatrice dell’Istituto Affari Internazionali. «Ho conosciuto la signora nel 2019 a Mosca durante il ciclo di incontri “Meeting Russia” organizzato da Picreadi, l’organizzazione di cui è presidente e fondatrice. Ricordo che all’epoca mi colpì il fatto che invitò i partecipanti agli incontri ad essere apertamente più critici nei confronti del governo russo e della sua politica estera durante i seminari a Mosca». Nessun atteggiamento particolare, non subito almeno. «Circa una settimana dopo l’invasione russa dell’Ucraina - racconta Muti - Picreadi organizzò un Webinar sulla crisi in corso, al quale furono invitati coloro che avevano partecipato alle varie edizioni del programma “Meeting Russia”. Come altri esperti e analisti presenti, partecipai per capire come avrebbero potuto giustificare il crimine che stavano compiendo. Emersero forti contrasti tra i partecipanti europei e la signora Burlinova su quello che la Russia stava facendo, con un dibattito molto acceso e forti critiche alla posizione russa. Nei miei paper e articoli ho sempre condannato con forza l’aggressione russa dell’Ucraina. D’altronde io ho la doppia cittadinanza italo-polacca, è facile immaginare la mia posizione. Vedendo che non c’era una chiara presa di distanza in merito da parte dell’associazione non partecipai più a nessuna iniziativa. Ma nulla potevo pensare di rapporti particolari o speciali che esulavano la ricerca».

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