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Bangladesh, l’appello di leader e premi Nobel in difesa di Yunus, il banchiere dei poveri: “Contro di lui una persecuzione giudiziaria”

Bangladesh, l’appello di leader e premi Nobel in difesa di Yunus, il banchiere dei poveri: “Contro di lui una persecuzione giudiziaria”
Tra i firmatari Obama, Clinton, Bono degli U2: "Preoccupati per le minacce alla democrazia e ai diritti umani". Domani riprende il processo all’economista che ha aiutato milione di persone a uscire dall’indigenza con il microcredito. La premier lo definì “sanguisuga dei poveri”
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Più di 160 personalità mondiali, tra cui l’ex presidente americano Barack Obama, il cantante degli U2 Bono e diversi premi Nobel hanno sottoscritto una lettera in cui denunciano le "minacce alla democrazia" in Bangladesh in vista delle imminenti elezioni, in particolare contro il premio Nobel per la pace, Muhammad Yunus, conosciuto come il “banchiere dei poveri”.

Temiamo per la “sicurezza e la libertà” di Yunus, scrivono i firmatari. L’83enne premio Nobel per la pace nel 2006 per il suo lavoro a favore dello sviluppo economico ha il merito di aver fatto uscire milioni di persone dalla povertà estrema in Bangladesh fornendo microprestiti rurali attraverso la Grameen Bank, una banca da lui fondata nel 1983, ma si è scontrato con il primo ministro Sheikh Hasina, che l’ha definito “sanguisuga dei poveri”.

Le elezioni in Bangladesh sono previste entro la fine di gennaio, ma le organizzazioni per i diritti umani e governi stranieri esprimono da tempo preoccupazione per le mosse del governo Hasina volte a mettere a tacere i critici e silenziare il dissenso.

"Siamo profondamente preoccupati per le minacce che abbiamo osservato alla democrazia e ai diritti umani", si legge nella lettera, che fa seguito all'appello lanciato da 40 leader a marzo. "Crediamo che sia della massima importanza che le prossime elezioni nazionali siano libere ed eque".

La lettera, firmata da più di 100 premi Nobel, nonché dall'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton, dall'ex segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e dal leader di Timor Est e premio Nobel per la pace José Ramos-Horta, è arrivata dopo una serie di cause civili intentate contro Yunus, "almeno 200 tra civili e penali per controversie di lavoro", molte delle quali sono legate alle imprese sociali senza scopo di lucro che presiede, ha spiegato all'Afp il suo avvocato Abdullah Al Mamun. A maggio la Commissione anticorruzione del Bangladesh ha avviato un procedimento penale contro Yunus, accusandolo di appropriazione indebita dei fondi dei suoi dipendenti. "Ci auguriamo sinceramente che possa continuare il suo lavoro innovativo senza essere perseguitato o molestato", conclude la lettera.

In Italia l’appello è stato sottoscritto anche da diversi politici e parlamentari, tra cui Laura Boldrini e Enzo Amendola. “In #Bangladesh è in atto una deriva repressiva. Mettono sotto processo il premio Nobel per la Pace #Yunus, eroe nazionale che ha dato speranza a poveri ed emarginati. Presenterò interrogazione al Governo chiedendo solidarietà e supporto, nel nome della libertà e della democrazia”, ha annunciato Amendola. 

C’è anche chi chiede l’intervento del presidente del Consiglio Meloni, che il 25 luglio ha ricevuto a palazzo Chigi la premier Hasina. 

Il processo a Yunus riprenderà il 31 agosto. Il primo ministro Sheikh Hasina si è difesa sostenendo che il suo governo non ha alcuna influenza sulla magistratura : “La magistratura nel nostro Paese è completamente indipendente. Non possiamo interferire nel suo lavoro”, ha detto.

Hasina ha invitato coloro che hanno dubbi e domande sul caso ad esaminare personalmente la questione. “Se sono così preoccupati, dovrebbero inviare degli esperti per controllare loro stessi i documenti e le carte e vedere se ci sono irregolarità."

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