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Da principe playboy all’amicizia con Messi: chi è Ali Bongo, il presidente deposto del Gabon

(afp)
Uomo controverso, considerato un riformatore ma anche un outsider. Nel 1978 incise un album funk con il manager di James Brown. La sua vittoria alle ultime presidenziali è stata appena annullata dalla leadership militare
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Chi cerca informazioni su Ali Bongo, il presidente del Gabon deposto da una dozzina di militari dopo la vittoria alle ultime presidenziali, deve fare attenzione a non confonderlo con il suo omonimo, l’illusionista britannico anche lui ex presidente ma del Magic Circle, associazione di magia nel Regno Unito.  

In effetti, a voler tirare una improbabile linea tra i due personaggi, qualcosa di magico si trova anche nella controversa vita del capo di Stato del Paese africano che, dopo 14 anni al potere, è stato rieletto ieri per un terzo mandato, con il 64,27% dei voti, ma poche ore dopo è stato messo ai domiciliari nel tentato golpe, condannato anche dall’Unione africana, avvenuto per fermare "un governo irresponsabile e imprevedibile che si traduce in un continuo deterioramento della coesione sociale che rischia di portare il Paese nel caos", hanno dichiarato i putschisti.

Chi cerca informazioni su Ali Bongo, il presidente del Gabon deposto da una dozzina di militari dopo la vittoria alle ultime presidenziali, deve fare attenzione a non confonderlo con il suo omonimo, l’illusionista britannico anche lui ex presidente ma del Magic Circle, associazione di magia nel Regno Unito.  

In effetti, a voler tirare una improbabile linea tra i due personaggi, qualcosa di magico si trova anche nella controversa vita del capo di Stato del Paese africano che, dopo 14 anni al potere, è stato rieletto ieri per un terzo mandato, con il 64,27% dei voti, ma poche ore dopo è stato messo ai domiciliari nel tentato golpe, condannato anche dall’Unione africana, avvenuto per fermare "un governo irresponsabile e imprevedibile che si traduce in un continuo deterioramento della coesione sociale che rischia di portare il Paese nel caos", hanno dichiarato i putschisti.

Erede di una dinastia politica durata 56 anni – prima di lui per 42 anni il Gabon è stato governato dal padre Omar Bongo Ondimba - da un lato è accusato dai difensori dei diritti umani di aver creato un "regime cleptocratico", saccheggiando risorse naturali, ricchezze petrolifere e foreste pluviali, dall’altro è visto da alcuni come un riformatore che ha saputo diversificare l'economia e rafforzare lo status internazionale del Gabon grazie ai buoni rapporti con Stati Uniti e Francia – a giugno è stato ricevuto da Macron a Parigi – e a un'ambiziosa agenda ambientalista che ha portato il Paese dell’Africa centrale a diventare nel 2021 il primo in Africa a ricevere pagamenti per ridurre le emissioni di carbonio.

Nel privato viene descritto come un uomo dalle mille vite e dalle grandi passioni. Nel 1989 ha sposato in prime nozze la francese Sylvia Valentin, figlia di Édouard Valentin, ad della compagnia di assicurazioni Omnium gabonais d'assurances et de réassurances. Nel 1994 il secondo matrimonio è a Madrid con la componente del jet-set losangelino Inge Lynn Collins, conosciuta nel 1975, poi finita in disgrazia (oltre che al centro di un caso di corruzione americana), dalle quale avrebbe divorziato nel 2015. E’ padre di quattro figli Malika, Noereddin, Jalil e Bilal, adottato nel 2002 con Sylvia. 

Amante delle auto di lusso, del calcio – nel 2017 il calciatore argentino Lionel Messi girava in macchina con lui per le strade di Libreville – della musica funk – è sua la voce nell’album  “A brand new man”, prodotto dal manager di James Brown – con un interesse per l’universo femminile e per il vino francese, Ali Bongo Ondimba è nato nel 1959 nel Congo Brazzaville come Alain Bernard Bong, figlio del presidente gabonese Omar Bongo Ondimba – che ha governato il Paese per 42 anni – e di Josephine Kama, cantante e musicista che ha poi preso il nome d’arte di Patience Dabany. Nel 1980 finisce quasi per imparentarsi con Bob Marley grazie alla relazione della leggenda del reggae con la sorella Pascaline Bongo. Sulle origini del presidente deposto però circola anche la voce, smentita dall’interessato, che sarebbe stato adottato nel sudest del Niger durante la guerra del Biafra. 

Si è formato nelle scuole internazionali del Gabon per poi trasferirsi in Francia, dove ha frequentato prima una scuola privata nel sobborgo chic parigino di Neuilly e poi la facoltà di Giurisprudenza alla Sorbona. La scelta di convertirsi all'Islam, presa insieme al padre nel 1973 – lui prende il nome di Ali e suo padre di Omar – viene letta come un tentativo di attirare investimenti dai Paesi musulmani. Anche per questo da molti, in Gabon, Ali Bongo viene considerato "un outsider".

Avviato alla politica dal padre – per il quale è stato anche ministro degli Esteri e della Difesa – è nel 2009, dopo la sua morte, che viene nominato presidente e nel 2016 riconfermato in seguito a una discussa elezione macchiata da irregolarità, arresti, denunce per violazioni dei diritti umani e proteste. Nel 2018 viene colpito da un ictus e ricoverato: il momentaneo allontanamento dalle scene apre la breccia per un primo tentativo di golpe. Da allora gli oppositori mettono in dubbio le sue capacità intellettuali e fisiche di guidare il Paese, alcuni spingendosi a sostenere che sia stato sostituito da un sosia.

Le accuse che pesano di più sulla famiglia Bongo sono quelle per corruzione, in particolare da parte dell’opposizione che parla di appropriazione indebita di denaro pubblico e di una gestione privatistica del Paese. "Il Gabon è un emirato del petrolio gestito come una proprietà di famiglia per quasi sei decenni", ha dichiarato all’agenza Ap Thomas Borrel, analista francese che studia l'Africa.

E sempre con l’accusa di corruzione Bongo è finito nel 2010 al centro di un'indagine della polizia francese, archiviata nel 2017, che ha portato a scoprire la proprietà di oltre 30 immobili di lusso in Francia. Proprio nel 2010 ha acquistato per 100 milioni di dollari il leggendario Hôtel de Maisons di Parigi, – noto anche come Hotel Pozzo di Borgo - l’hotel particulier del XVIII secolo e monumento storico dove visse lungamente lo stilista Karl Lagerfeld.  

Nel video appello che ieri ha lanciato ai suoi “amici” per “fare rumore perché queste persone hanno arrestato me e la mia famiglia", Ali Bongo siede tra tappeti e boiserie. Sullo scaffale una foto incorniciata di Nelson Mandela. 

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