Gli Usa vogliono rimettere in funzione il deposito degli ordigni nucleari tattici nel Regno Unito
di Floriana BulfonGli Stati Uniti vogliono rimettere in funzione il deposito per le bombe nucleari tattiche nella base britannica di Lakenheath, a cento chilometri da Londra, incrementando le capacità di confronto atomico in Europa. Lo sostengono due esperti autorevoli – Matt Korda e Hans Kristensen della Federation of American Scientists – che hanno esaminato alcuni documenti del Pentagono. Tutte le informazioni sull’arsenale nucleare che gli Usa mettono a disposizione degli alleati atlantici sono top secret: le autorità non le confermano né smentiscono, ma nel bilancio 2024 della Difesa americana sono stati inclusi i finanziamenti per costruire un “surety dormitory” nella struttura britannica. I file giustificano l’opera “in via del potenziale arrivo di una missione di surety”. Il termine “surety” in genere indica il personale speciale a cui è affidata la protezione e la gestione degli ordigni e nella nuova caserma sono previsti 144 posti letto: un contingente rilevante.
Durante la Guerra Fredda sull…
Gli Stati Uniti vogliono rimettere in funzione il deposito per le bombe nucleari tattiche nella base britannica di Lakenheath, a cento chilometri da Londra, incrementando le capacità di confronto atomico in Europa. Lo sostengono due esperti autorevoli – Matt Korda e Hans Kristensen della Federation of American Scientists – che hanno esaminato alcuni documenti del Pentagono. Tutte le informazioni sull’arsenale nucleare che gli Usa mettono a disposizione degli alleati atlantici sono top secret: le autorità non le confermano né smentiscono, ma nel bilancio 2024 della Difesa americana sono stati inclusi i finanziamenti per costruire un “surety dormitory” nella struttura britannica. I file giustificano l’opera “in via del potenziale arrivo di una missione di surety”. Il termine “surety” in genere indica il personale speciale a cui è affidata la protezione e la gestione degli ordigni e nella nuova caserma sono previsti 144 posti letto: un contingente rilevante.
Durante la Guerra Fredda sull’aeroporto della Royal Air Force sono già state schierate bombe atomiche statunitensi, come in altri sette Paesi della Nato tra cui l’Italia. All’interno della base ci sarebbero 33 postazioni sotterranee per la custodia delle testate, ciascuna in grado di contenerne quattro: in tutto quindi possono immagazzinarne 132. Ogni postazione è collegata con un ascensore agli hangar dei cacciabombardieri destinati a utilizzarle. Con il grande disarmo mondiale gli ordigni sono stati riportati negli Stati Uniti e da almeno quindici anni la struttura di Lakenheath è stata “denuclearizzata”. Adesso però le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse – creato proprio dalla Federation of American Scientists per visualizzare la minaccia di un conflitto nucleare - hanno ripreso a correre. E così pure sul suolo britannico ci si preparerebbe a ospitare di nuovo le bombe atomiche.
Nel dicembre 2021 il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha detto che “non ci sono piani per trasferire armi nucleari in Paesi che non ne hanno attualmente”. Questo – secondo Matt Korda e Hans Kristensen – potrebbe significare che le strutture britanniche sarebbero rimesse in funzione e riceverebbero le armi soltanto in caso di crisi. È però impossibile avere certezze e il ripristino della capacità di schierare oltre cento testate rappresenta un passo significativo nella corsa agli armamenti.
Pochi mesi dopo l’invasione dell’Ucraina, Washington ha annunciato l’arrivo a Lakenheath di due squadriglie di F35 dell’Us Air Force. Allo stesso tempo la Nato ha lanciato un piano da 384 milioni di dollari per potenziare alcune infrastrutture dell’arsenale nucleare in Italia, Belgio, Olanda, Turchia, Germania e Regno Unito, che è l’unica nazione dove non risultano schierate attualmente le bombe. I lavori, che hanno l’obiettivo di migliorare gli standard di sicurezza e le reti di comunicazione, sono stati collegati con il trasferimento in Europa delle nuove bombe B61-12, versione aggiornata degli ordigni tattici a caduta libera – privi cioè di un sistema di guida – che hanno una potenza compresa tra 0,3 e 50 kilotoni.
Nel nostro Paese sono in corso lavori nella base Usa di Aviano (Pordenone) e in quella italiana di Ghedi (Brescia). Secondo la Federation of American Scientists a Ghedi viene realizzata una nuova struttura per i mezzi del 704 Munss, il reparto statunitense che gestisce gli ordigni. Un nuovo perimetro difensivo è stato costruito intorno a otto delle undici vecchie postazioni per le bombe: si tratterebbe quindi della capacità di custodire 32 ordigni, che in caso di guerra totale sarebbero affidati ai jet dell’Aeronautica militare. Anche ad Aviano il perimetro intorno ai bunker delle testate è stato completamente rifatto nel 2015: lì le bombe verrebbero usate dai caccia dell'Us Air Force.