Sulla tomba di Prigozhin: familiari e pochi ammiratori nel cimitero presidiato dagli agenti
di Riccardo RicciSAN PIETROBURGO - Due donne vestite di nero con il capo coperto e gli occhiali scuri sono in piedi a pochi metri dall’ingresso del cimitero Porokhovskoe, alla periferia di San Pietroburgo, dove ieri è stato sepolto il proprietario della compagnia di sicurezza Wagner Evgenij Prigozhin.
In mano hanno due folti mazzi di rose rosse. Sono le otto del mattino e il cimitero non aprirà fino alle nove. C’è silenzio e si può sentire il ronzio dei tralicci dell’alta tensione che sono ovunque si guardi.
Lungo la bassa recinzione, a distanza di qualche metro uno dall’altro, poliziotti e agenti della Rosgvardia. Tutta la notte hanno presidiato il cimitero e montato recinzioni mobili. Altri agenti sono nelle strade circostanti, tra le case in legno semi abbandonate. La polizia antisommossa è nei pullman, sul lato della carreggiata che sovrasta il cimitero. Le unità cinofile controllano l’area. Poco distante è stata montata una tenda da campo. “Non è chiaro per quanto durerà”, ha detto…
SAN PIETROBURGO - Due donne vestite di nero con il capo coperto e gli occhiali scuri sono in piedi a pochi metri dall’ingresso del cimitero Porokhovskoe, alla periferia di San Pietroburgo, dove ieri è stato sepolto il proprietario della compagnia di sicurezza Wagner Evgenij Prigozhin.
In mano hanno due folti mazzi di rose rosse. Sono le otto del mattino e il cimitero non aprirà fino alle nove. C’è silenzio e si può sentire il ronzio dei tralicci dell’alta tensione che sono ovunque si guardi.
Lungo la bassa recinzione, a distanza di qualche metro uno dall’altro, poliziotti e agenti della Rosgvardia. Tutta la notte hanno presidiato il cimitero e montato recinzioni mobili. Altri agenti sono nelle strade circostanti, tra le case in legno semi abbandonate. La polizia antisommossa è nei pullman, sul lato della carreggiata che sovrasta il cimitero. Le unità cinofile controllano l’area. Poco distante è stata montata una tenda da campo. “Non è chiaro per quanto durerà”, ha detto a Repubblica un agente di polizia.
Con la decisione di tenere i funerali in privato, la famiglia è andata incontro ai desideri delle autorità, che temevano che la tomba del leader mercenario potesse trasformarsi in un luogo di pellegrinaggio. Con i relativi problemi di sicurezza. Ma la folla tanto attesa non si è presentata.
I primi a entrare sono stati i parenti, tra cui le due donne con i fiori. Poi tutti gli altri, soprattutto giornalisti. “È un cimitero piccolo, solo nove ettari. Qui c’è sempre poca gente. D’inverno se esco con la neve trovo solo le mie impronte - ha spiegato uno dei dipendenti del cimitero - Poi è un giorno feriale e tra due giorni inizia la scuola; le persone normali non mollano tutto per venire a chinarsi sulla tomba di Prigozhin”.
La tomba del capo della Wagner è accanto a quella del padre Viktor, non distante dall’edificio dell’amministrazione cimiteriale. Così, il guardiano negli anni ha avuto modo di incrociare lo sguardo con lo Chef di Putin: “Lo conoscevo di vista: veniva per il padre. Ma nient’altro che un saluto cortese”.
A destra e sinistra della tomba sono disposte in fila nove ghirlande, da parte della madre, dei figli, degli amici e dei combattenti della Wagner. Una delle dediche fa riferimento ai caduti in battaglia: "Cargo 200 - siamo insieme”.
A farsi coraggio e deporre i fiori, tra gli obiettivi dei media appostati tra le tombe, sono state per prime alcune donne. “Mi aspettavo molta più gente, sono stupita”, ha detto Julia Viktorovna tra le lacrime di commozione. Suo figlio ha lavorato con Prigozhin e ora è al fronte, ma non in prima linea. È convinta che solo grazie agli specialisti Wagner finora i soldati semplici non siano finiti all’attacco.
Marina, che gestisce una società che collabora con le aziende di Prigozhin nell’organizzazione di eventi, ha attraversato l’intera regione per salutare l’amico e partner in affari. “Oggi non ho visto altre persone del settore, ma ci siamo sentiti al telefono e siamo sconvolti”, ha detto con la voce rotta dall’emozione. C’è anche chi invece non ha alcun legame con Prigozhin, di cui ha “appreso tutto sempre e solo dalla tv”.
Tra i presenti anche il deputato della Duma di Stato Vasilij Vlasov, che il giorno delle esequie era al cimitero Serafimoskij, dove si credeva sarebbe avvenuto il funerale. Queste manovre diversive, ha spiegato, hanno permesso ai parenti di tenere una cerimonia tra intimi.
Uno studente universitario, Denis, ha deposto ai piedi della tomba una bandiera dell’Impero zarista, “simbolo nazionale”. “Non ho combattuto e non ho fatto il servizio militare, ma lo farò dopo l’università. Con Wagner ci lavorerei, magari non nei reparti di attacco”, ha ammesso Denis. Si dice convinto che la “compagnia” sopravviverà a Prigozhin.
Silenziosi e con i segni della commozione sul volto di tanto in tanto si sono avvicinati degli uomini giovani, hanno deposto fiori e sono andati via rifiutando ogni commento. Altri hanno preferito osservare a distanza. Qualcuno indossava l’effige della Wagner sugli abiti.
Ivan, un ragazzo sulla trentina, non ha nessun legame con Prigozhin ma sente che è scomparsa una persona davvero importante per il Paese: “Fino all’ultimo non ho voluto crederci, mi sembrava un sogno” . Le sue parole fanno eco ai versi di Josif Brodskij in una cornice posata sulla tomba “Vivo o morto non fa differenza”.