✕

Ue, un falco olandese ex Shell sarà Commissario per il Clima al posto di Timmermans. Ma senza delega al Green Deal

(afp)
Von der Leyen dice sì a Wopke Hoekstra, che prende il posto del connazionale. Dopo le critiche per le sue politiche da ministro delle Finanze e per il suo curriculum gli viene però negata la gestione della fondamentale agenda verde
2 minuti di lettura

Non è filato tutto liscio, anzi, nella nomina del successore di Frans Timmermans, architetto del Green Deal dell’Ue. Dopo settimane di polemiche ieri è arrivato il via libera della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che su indicazione del primo ministro olandese Mark Rutte ha proposto al Consiglio e al Parlamento europeo Wopke Hoekstra, ministro degli Esteri di quel Paese, cui spetta la casella lasciata appunto libera da Timmermans, tornato in patria per guidare il centrosinistra verso le elezioni di novembre. Se arriverà il sì definitivo, Hoekstra sarò il nuovo Commissario Ue all'azione per il clima. Ma alla fine non avrà la delega al Green Deal, che spetterà al vicepresidente slovacco della Commissione Maros Sefcovic.

Perché Hoek…

Non è filato tutto liscio, anzi, nella nomina del successore di Frans Timmermans, architetto del Green Deal dell’Ue. Dopo settimane di polemiche ieri è arrivato il via libera della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che su indicazione del primo ministro olandese Mark Rutte ha proposto al Consiglio e al Parlamento europeo Wopke Hoekstra, ministro degli Esteri di quel Paese, cui spetta la casella lasciata appunto libera da Timmermans, tornato in patria per guidare il centrosinistra verso le elezioni di novembre. Se arriverà il sì definitivo, Hoekstra sarò il nuovo Commissario Ue all'azione per il clima. Ma alla fine non avrà la delega al Green Deal, che spetterà al vicepresidente slovacco della Commissione Maros Sefcovic.

Perché Hoekstra divide

Hanno dunque raggiunto l’obiettivo le critiche piovute sul 47enne cristianodemocratico Hoekstra (del gruppo del Ppe), che da ministro delle Finanze tra il 2017 e il 2021 si è inimicato mezza Europa con la sua linea da “falco”: durante il Covid Hoekstra, che peraltro ha studiato alla Luiss a Roma, si oppose agli aiuti all’Italia e ad altri Paesi del Sud con argomentazioni che il premier portoghese António Costa definì “ripugnanti”. Ancora più importante, non ha mai mostrato una vera attenzione per le politiche ambientaliste, tanto più che in passato ha lavorato per il gigante del petrolio Shell, oltre che per la società di consulenza McKinsey.


"Hoekstra ha mostrato una forte motivazione per l'incarico e un grande impegno nei confronti dell'Unione europea. Ha una significativa esperienza sulle questioni europee, e i suoi anni al governo saranno una risorsa importante in particolare per la diplomazia climatica dell'Europa nel periodo precedente alla COP28 e per la finanza climatica, nonché per l'attuazione degli strumenti legislativi legati al clima”, ha detto Von der Leyen: “Durante il colloquio Hoekstra ha sottolineato il suo impegno a portare avanti un'ambiziosa politica climatica e a mantenere l'equilibrio sociale in tutti gli sforzi congiunti necessari sulla strada verso la neutralità climatica”.

La nomina di Hoekstra nasce dunque nel segno della debolezza. Rimarrà in carica pochi mesi, visto che a giugno ci saranno le prossime elezioni europee. Viene da un governo di centrodestra, quello di Rutte, che è dimissionario e la cui maggioranza rischia di essere spazzata via a novembre dalla possibile vittoria proprio di Timmermans o dei populisti del Movimento dei contadini. E come detto ora gli viene tolta anche la delega al Green Deal.


A peggiorare le cose, i gruppi parlamentari minacciano “audizioni difficili” in vista del necessario via libera finale dell’Europarlamento. Usa questi termini il gruppo dei Socialisti e Democratici, ma anche i liberali macronisti di Renew Europe promettono battaglia (“La lotta contro il cambiamento climatico è stata in questi anni al cuore dell’azione dell’Ue e deve restarlo. Hoekstra dovrà dimostrare di essere persona in gradi di tenere alto questo livello di ambizione”, dice l’eurodeputato francese Pascal Canfin).

Anche le ong ambientaliste criticano la sua nomina. La direttrice di Friends of the Earth Europe, Jagoda Munic, sostiene per esempio che "Hoekstra non ha alcun precedente in materia di difesa del clima e non è adatto a questo incarico”: “Nominare un ex dipendente della Shell per dirigere la politica climatica dell’Europa in questa fase di crisi è un messaggio desolante”.

Il destino del Green Deal

Il Green Deal – con l’Ue che punta a ridurre del 55 per cento le sue emissioni di gas serra entro il 2030, e a raggiungere la neutralità carbonica prima del 2050 – negli ultimi mesi è stato oggetto di resistenze crescenti, soprattutto da parte dell’estrema destra e del Ppe nell’Europarlamento oltre che di alcuni governi, come la Polonia. Sefcovic ha però assicurato che le ambizioni della Commissione non cambiano e non saranno annacquate.

Leggi i commenti