Smacco di Xi: non sarà al G20 in India. Intanto la Turchia fa pressing su Mosca per il grano
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK — Il presidente cinese Xi non intende andare al G20 di Nuova Delhi la prossima settimana, mentre la Russia frena sulle nuove proposte avanzate da Onu e Turchia per riavviare l’accordo sulle esportazioni di grano dal Mar Nero.
Due segnali che confermano i contrasti nella comunità internazionale, sempre più polarizzata dalla sfida che le autocrazie hanno lanciato alle democrazie e all’Occidente.
Secondo indiscrezioni di Reuters e Financial Times, Xi manderà al G20 del 9 e 10 settembre il premier Li Qiang. Pechino non ha dato conferme o spiegazioni, ma a meno di problemi di salute del leader, che già durante il vertice dei Brics in Sudafrica aveva saltato un discorso in programma, le possibili ragioni sono almeno tre.
Primo, l’India è rivale della Cina per l’egemonia nel Pacifico e oltre, e Xi non vuole partecipare alla glorificazione dell’avversario Modi, cosa che la dice lunga anche sulle possibilità che i Brics diventino davvero un blocco geopolitico altern…
NEW YORK — Il presidente cinese Xi non intende andare al G20 di Nuova Delhi la prossima settimana, mentre la Russia frena sulle nuove proposte avanzate da Onu e Turchia per riavviare l’accordo sulle esportazioni di grano dal Mar Nero.
Due segnali che confermano i contrasti nella comunità internazionale, sempre più polarizzata dalla sfida che le autocrazie hanno lanciato alle democrazie e all’Occidente.
Secondo indiscrezioni di Reuters e Financial Times, Xi manderà al G20 del 9 e 10 settembre il premier Li Qiang. Pechino non ha dato conferme o spiegazioni, ma a meno di problemi di salute del leader, che già durante il vertice dei Brics in Sudafrica aveva saltato un discorso in programma, le possibili ragioni sono almeno tre.
Primo, l’India è rivale della Cina per l’egemonia nel Pacifico e oltre, e Xi non vuole partecipare alla glorificazione dell’avversario Modi, cosa che la dice lunga anche sulle possibilità che i Brics diventino davvero un blocco geopolitico alternativo al G7.
Secondo, mentre con i Brics era il padrone di casa, e voleva spingerli ad allargarsi per fare concorrenza agli occidentali e corteggiare il Sud globale, al G20 il leader cinese dovrebbe vedersela con troppi colleghi europei e americani, in un consesso sbilanciato a loro favore, che spingerà per adottare dichiarazioni sgradite su Ucraina, clima e commerci.
Terzo, a Delhi correva il rischio di incontrare Biden, come era accaduto a Bali l’anno scorso, ma non vuole ancora vederlo. Eventualmente potrebbe accettare di parlargli al vertice Apec di novembre a San Francisco, se Xi deciderà di partecipare.
Così però al G20 mancheranno tanto lui, quanto l’amico Putin rappresentato dal ministro degli Esteri Lavrov, lasciando campo libero ai rivali.
Nelle stesse ore il segretario generale dell’Onu Guterres ha confermato la notizia data dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con Lavrov, secondo cui ha inviato una lettera a Mosca con «proposte concrete» per resuscitare l’accordo sul grano, e Putin dovrebbe discuterle lunedì con il leader di Ankara Erdogan.
Il Cremlino dice di essere pronto a riattivare l’accordo, se le sue richieste verranno accettate. In realtà non ci sono sanzioni sui prodotti alimentari russi, le cui esportazioni sono ai massimi livelli.
Le misure invece riguardano il sistema bancario, e Mosca chiede che la Russian Agricultural Bank sia ricollegata al sistema dei pagamenti Swift. Da qui il ricatto del grano.