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Burning Man, un morto e 70mila bloccati nel deserto: l’uragano trasforma il festival in un incubo di fango

Il raduno nel Nevada stravolto dall’uragano che si è abbattuto sulla zona arida. In poche ore sono caduti 12 centimetri di acqua e la temperatura è scesa di 10 gradi con conseguenti casi di ipotermia. La polizia indaga sul decesso di una persona
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NEW YORK - Più di settantamila persone intrappolate nel fango della spiaggia salata del deserto di Black Rock. E un morto. Il Burning Man Festival, l’evento che celebra la musica e l’arte della sopravvivenza, stavolta ha visto poche fiamme, molta acqua e un epilogo tragico.

Se qualcuno voleva una prova dell’impatto del cambiamento climatico, l’ha trovata in Nevada: a Las Vegas inondazioni, mentre in questo posto a nord di Reno, famoso per essere secco, polveroso e schiacciato dal sole, un deserto appunto, tutto è stato stravolto da un improvviso scenario tropicale. Le piogge torrenziali portate dagli uragani hanno devastato l’area venerdì e sabato e trasformato la spiaggia in una immensa palude.

In poche ore sono caduti dodici centimetri di acqua. Ai 73 mila partecipanti è stato ordinato di mettersi al riparo. A quelli in arrivo per il weekend è stato chiesto di fare inversione di marcia e tornare a casa. Cartelli e ins…

NEW YORK - Più di settantamila persone intrappolate nel fango della spiaggia salata del deserto di Black Rock. E un morto. Il Burning Man Festival, l’evento che celebra la musica e l’arte della sopravvivenza, stavolta ha visto poche fiamme, molta acqua e un epilogo tragico.

Se qualcuno voleva una prova dell’impatto del cambiamento climatico, l’ha trovata in Nevada: a Las Vegas inondazioni, mentre in questo posto a nord di Reno, famoso per essere secco, polveroso e schiacciato dal sole, un deserto appunto, tutto è stato stravolto da un improvviso scenario tropicale. Le piogge torrenziali portate dagli uragani hanno devastato l’area venerdì e sabato e trasformato la spiaggia in una immensa palude.

In poche ore sono caduti dodici centimetri di acqua. Ai 73 mila partecipanti è stato ordinato di mettersi al riparo. A quelli in arrivo per il weekend è stato chiesto di fare inversione di marcia e tornare a casa. Cartelli e insegne elettroniche lungo le grandi strade attorno all’area riportavano la stessa indicazione: non avvicinatevi.

“Le piogge delle ultime ventiquattr’ore - hanno dichiarato sabato le autorità federali - richiedono il blocco completo di ogni passaggio di veicoli lungo la spiaggia”. I partecipanti alloggiano in camper, roulotte e tende montate lungo la spiaggia, tutte immerse nel fango. Buste di plastica usate per coprire le scarpe, casse di birra portate in spalla come ultimo rifugio a una situazione drammatica, ma che molti hanno continuato ad affrontare con spirito hippie.

(afp)

Gente alla guida di auto tipo Batmobile si divertiva a fare gincane sul fango, qualcuno si è tuffato nudo nelle pozzanghere gialle, altri hanno continuato a ballare a piedi nudi al ritmo di musica techno. Il tipo arrivato una settimana fa con una barca in legno al traino di un camion aveva suscitato ironie, ora viene visto in modo diverso. La temperatura è scesa sotto i dieci gradi, ci sono stati casi di ipotermia. Di estivo non è rimasto niente. 

Il piccolo aeroporto che faceva da base per l’arrivo dei partecipanti è stato chiuso. Molti hanno lasciato il festival. Tra questi l’attore Chris Rock, che ha camminato per otto chilometri assieme al suo amico, il dj Diplo, prima di strappare un passaggio da alcuni fan.

Nel video postato su Instagram, Rock non sembrava aver perso il buon umore. Gli organizzatori hanno allestito una staffetta per far evacuare i partecipanti. Bus hanno trasferito le persone a Reno, che dista centocinquanta chilometri.

Questo è un festival nato nel 1986 a San Francisco e dal 1991 si sposta nel deserto. Ottenere i biglietti è molto difficile, a volte per partecipare bisogna superare una selezione e dimostrare di essere davvero amanti dell’avventura e pronti ad affrontare le sfide del deserto.

Il nome del festival deriva dal rituale che consiste nell’incendiare un grande fantoccio di legno. Nei nove giorni di festival, dal 27 agosto al 4 settembre, che doveva finire per Labor Day, la festa del lavoro negli Stati Uniti che chiude l’estate americana, non ci sono concerti programmati o nomi di grido. Ogni partecipante è libero di presentare qualcosa, che sia musica o una mostra d’arte, giochi, seminari, spettacoli.

Ognuno deve essere autonomo: si arriva qui dotati di energia elettrica, alloggio e cibo per una settimana. Invece stavolta servivano torce, stivaloni di gomma e catene per le gomme dei camion. Una persona è morta, non si sa se per le conseguenze dirette della pioggia. Lo sceriffo della contea ha avviato un’indagine e informato i familiari della vittima, ma non ha fornito dettagli.

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