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Ustica, Meloni ad Amato: “Parole importanti ma ora servono i dettagli”

(ansa)
La premier: “Passi formali se ha elementi nuovi, oltre alle deduzioni”. Mercoledì il caso al Copasir. Salvini: “Parigi chiarisca”, ma Tajani frena: “Le relazioni fra Stati non cambiano con un’intervista”
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Roma — È un masso sollevato dopo 43 anni di depistaggi e silenzi, interrotti solo a tratti da voci isolate. Una luce sulla verità del Dc9 abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno 1980 con il suo carico di 81 vite. A fornirla è stato l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato in una intervista esclusiva a Repubblica. «C’era un piano per eliminare Gheddafi, ma il missile francese colpì il nostro Dc9», dice, augurandosi che Macron batta un colpo. Se qualcuno vuole tacere o girare ancora la faccia dall’altra parte, ebbene, non può farlo. Se ne rende conto la premier Giorgia Meloni, che interviene con una nota: «Quelle di Amato su Ustica sono parole importanti che meritano attenzione. Il presidente Amato precisa però che queste parole sono frutto di personali deduzioni».

La richiesta di Meloni ad Amato è di aggiungere qualcosa in più. Dice la premier: «Premesso che nessun atto riguardante la tragedia del Dc9 è coperto da segreto di Stato, e che nel corso dei decenni è stato svolto dal…

Roma — È un masso sollevato dopo 43 anni di depistaggi e silenzi, interrotti solo a tratti da voci isolate. Una luce sulla verità del Dc9 abbattuto sui cieli di Ustica il 27 giugno 1980 con il suo carico di 81 vite. A fornirla è stato l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato in una intervista esclusiva a Repubblica. «C’era un piano per eliminare Gheddafi, ma il missile francese colpì il nostro Dc9», dice, augurandosi che Macron batta un colpo. Se qualcuno vuole tacere o girare ancora la faccia dall’altra parte, ebbene, non può farlo. Se ne rende conto la premier Giorgia Meloni, che interviene con una nota: «Quelle di Amato su Ustica sono parole importanti che meritano attenzione. Il presidente Amato precisa però che queste parole sono frutto di personali deduzioni».

La richiesta di Meloni ad Amato è di aggiungere qualcosa in più. Dice la premier: «Premesso che nessun atto riguardante la tragedia del Dc9 è coperto da segreto di Stato, e che nel corso dei decenni è stato svolto dall’autorità giudiziaria e dalle commissioni parlamentari di inchiesta un lungo lavoro, chiedo al presidente Amato di sapere se, oltre alle deduzioni, sia in possesso di elementi che permettano di tornare sulle conclusioni della magistratura e del Parlamento, e di metterli eventualmente a disposizione, perché il governo possa compiere tutti i passi eventuali e conseguenti». Intanto mercoledì il Copasir approfondirà il caso.

Ma la patata bollente dal punto di vista delle relazioni internazionali è nelle mani del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che frena: «Bisogna verificare quello che è successo, è la versione dell’ex presidente del Consiglio che è ora un privato cittadino. C’è stato un processo, ci sono state sentenze… Le relazioni tra gli Stati non sono legate a una intervista». Invece il leghista Matteo Salvini spinge affinché la Francia esca allo scoperto: «Amato ha rilasciato dichiarazioni di inaudita gravità . Attendiamo elementi concreti da Parigi».

Nel vespaio di commenti, è la voce dei familiari delle vittime a suonare più forte. La portavoce Daria Bonfietti rivolge un invito a Meloni: «Lei è giovane, non può ricordare tutti i passaggi di quella vicenda. Prediamo un tè insieme e le racconto tutto». I magistrati non hanno ancora chiuso le indagini, perciò «il governo se ne interessi un po’ di più». La ricostruzione di Amato non è nuova, però l’ex presidente del Consiglio ha «voluto urlare contro l’indifferenza», lo ringrazia Bonfietti.

Protestano contro Amato il generale Leonardo Tricarico e Flavia Bartolucci, figlia del generale Lamberto, all’epoca capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare. I figli di Craxi, sia Bobo che Stefania, accusano Amato di «imprecisioni storiche» sulla soffiata a Gheddafi. Matteo Renzi pressa: «Abbia il coraggio di dire ciò che sa». Il Pd annuncia un’interrogazione. Incalza il M5S con Fico: «Attendiamo un gesto netto dalla Francia». Mentre il ministro Adolfo Urso, ex Copasir, chiosa: «Sono vincolato al segreto».

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