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Spagna, Puigdemont chiede l’amnistia per gli indipendentisti catalani per appoggiare il governo Sánchez

Carles Puigdemont

 
Polemiche per le condizioni dettate dal leader – che vive in Belgio perché in patria rischia l’arresto - dopo l’incontro con Yolanda Díaz
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MADRID – Riconoscimento della legittimità democratica degli indipendentisti, abbandono della "via giudiziaria" per affrontare la questione catalana e amnistia per i separatisti. Sono queste le condizioni poste dal leader dei separatisti catalani Carles Puigdemont per sostenere il futuro governo spagnolo. L'ex capo del governo catalano le ha elencate in una conferenza stampa a Bruxelles, dopo aver incontrato ieri la vicepresidente dell'esecutivo in carica, Yolanda Díaz.

Dopo le elezioni di luglio, in Spagna non è emersa nessuna chiara maggioranza. Primo arrivato, il Partito Popolare non ha i voti sufficienti per governare, mentre il premier socialista Pedro Sánchez può contare su più alleati, ma ha bisogno almeno dell'appoggio esterno di Junts per Catalunya, il partito di Puigdemont per poter ottenere la fiducia. L'ex capo del governo catalano, oggi eurodeputato, costretto a rimanere in Belgio per evitare l'arresto in Spagna, ha però posto oggi le sue condizioni.

In questo momento, ha …

MADRID – Riconoscimento della legittimità democratica degli indipendentisti, abbandono della "via giudiziaria" per affrontare la questione catalana e amnistia per i separatisti. Sono queste le condizioni poste dal leader dei separatisti catalani Carles Puigdemont per sostenere il futuro governo spagnolo. L'ex capo del governo catalano le ha elencate in una conferenza stampa a Bruxelles, dopo aver incontrato ieri la vicepresidente dell'esecutivo in carica, Yolanda Díaz.

Dopo le elezioni di luglio, in Spagna non è emersa nessuna chiara maggioranza. Primo arrivato, il Partito Popolare non ha i voti sufficienti per governare, mentre il premier socialista Pedro Sánchez può contare su più alleati, ma ha bisogno almeno dell'appoggio esterno di Junts per Catalunya, il partito di Puigdemont per poter ottenere la fiducia. L'ex capo del governo catalano, oggi eurodeputato, costretto a rimanere in Belgio per evitare l'arresto in Spagna, ha però posto oggi le sue condizioni.

In questo momento, ha detto Puigdemont, non vi sono le condizioni per un accordo. Ma se ci deve essere, serve "un impegno storico", ha proseguito il leader catalano, in un discorso diretto sia ai socialisti del Psoe che ai conservatori del Pp. Le condizioni poste sono il "riconoscimento della legittimità democratica dell'indipendentismo" e "l'abbandono completo ed effettivo della via giudiziaria contro l'indipendentismo e gli indipendentisti", con una amnistia per tutti i separatisti catalani incriminati. Il referendum indipendentista del primo ottobre 2017, le proteste e la dichiarazione d'indipendenza "non furono illegali", ha dichiarato Puigdemont, riferendosi alla consultazione svoltasi malgrado il divieto di Madrid.

Le reazioni non sono mancate. Il leader popolare Alberto Núñez Feijóo ha definito "inaudito" e "un'anomalia democratica" l'incontro fra Díaz e Puigdemont, "una persona condannata e ricercata della giustizia spagnola". E ha sottolineato che Sánchez aveva escluso l'ipotesi dell'amnistia durante la campagna elettorale.

Numero due del governo Sánchez, Diaz guida l'alleanza di sinistra Sumar, pronta ad entrare in un eventuale nuovo esecutivo guidato da Sánchez. Il suo incontro con Puigdemont ha sollevato critiche anche fra i socialisti. Intervistato da Onda Cero, l'ex premier socialista Felipe González si è chiesto se Díaz abbia incontrato Puigdemont come leader di Sumar o in qualità di numero due del governo. E ha sostenuto che la Costituzione spagnola non prevede né l'amnistia né l'autodeterminazione.

"Le nostre posizioni sono agli antipodi", ha sottolineato Isabel Rodriguez, portavoce del governo spagnolo e ministra per le Politiche territoriali, riguardo alle richieste di Puigdemont. Sulla questione catalana "noi abbiamo uno strumento: il dialogo, una cornice: la Costituzione, e un obiettivo: la convivenza. Oggi nessuno può negare che la situazione in Catalogna sia infinitamente migliore di cinque anni fa", ha detto Rodriguez in conferenza stampa.

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