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"Vinci un volo dentro le ciminiere di Auschwitz”. Volantini nazisti, Aiwanger nella bufera. Ma il suo partito cresce nei sondaggi

(afp)

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Il vicepremier bavarese è al centro dello scandalo per le simpatie antisemite di gioventù, ma i suoi Freien Waehler guadagnano 4 punti in vista del voto di ottobre. La comunità ebraica: “Agghiacciante”
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BERLINO – È il caso che sta terremotando da dieci giorni la politica tedesca. Da quando è venuto a galla il suo “peccato di gioventù”, ossia il suo feroce attivismo antisemita e le sue simpatie naziste, il vicepremier e ministro della Difesa della Baviera, Hubert Aiwanger è finito sulla graticola. In altri tempi sarebbe durato poco. Tanto più in piena campagna elettorale per il rinnovo del parlamentino del land di Monaco: si vota l’8 ottobre.

Ma il governatore della Baviera, Markus Soeder, leader della Csu e ricandidato alla guida di una delle regioni più ricche della Germania, ha pensato cinicamente di poter sfruttare lo scandalo per scippargli qualche voto in più. Aiwanger è leader dei “Freien Waehler”, suoi partner di governo. Domenica scorsa, Soeder si è presentato solennemente davanti alla stampa e ha annunciato che non caccerà l’ex nostalgico ‘bruno’ che guida il land con lui. Fatti che risalgono a 35 anni fa, ha sottolineato, “per i quali si è scusato e ha mostrato pentito”. Ma…

BERLINO – È il caso che sta terremotando da dieci giorni la politica tedesca. Da quando è venuto a galla il suo “peccato di gioventù”, ossia il suo feroce attivismo antisemita e le sue simpatie naziste, il vicepremier e ministro della Difesa della Baviera, Hubert Aiwanger è finito sulla graticola. In altri tempi sarebbe durato poco. Tanto più in piena campagna elettorale per il rinnovo del parlamentino del land di Monaco: si vota l’8 ottobre.

Ma il governatore della Baviera, Markus Soeder, leader della Csu e ricandidato alla guida di una delle regioni più ricche della Germania, ha pensato cinicamente di poter sfruttare lo scandalo per scippargli qualche voto in più. Aiwanger è leader dei “Freien Waehler”, suoi partner di governo. Domenica scorsa, Soeder si è presentato solennemente davanti alla stampa e ha annunciato che non caccerà l’ex nostalgico ‘bruno’ che guida il land con lui. Fatti che risalgono a 35 anni fa, ha sottolineato, “per i quali si è scusato e ha mostrato pentito”. Ma il capo della Comunità ebraica tedesca, Josef Schuster, è scettico: “non vedo alcun segno di pentimento” Da dieci giorni Aiwanger parla di una “campagna denigratoria” contro di lui.

Intanto, il tatticismo di Soeder si è rivelato un totale fallimento: da quando è scoppiata la bufera, i “Freien Waehler” hanno guadagnato ben 4 punti nei sondaggi, sono arrivati al 15%. Altro che Aiwanger ammaccato dallo scandalo, altro che cannibalizzazione da parte della Csu. E un episodio sta continuando a mantenere accesi i fari su questo incredibile caso che molti interpretano come l’ennesimo tabù infranto, in un momento in cui l’ultradestra Afd è il secondo partito nelle preferenze dei tedeschi, con il 21% dei consensi.

Nei giorni scorsi il Responsabile governativo per la lotta all’antisemitismo, Felix Klein, aveva suggerito ad Aiwanger di andare a visitare l’ex campo di concentramento di Dachau, vicino a Monaco. Ma adesso è arrivato l’altolà della direttrice del memoriale, Gabriele Hammermann. “Passerelle all’ex campo di concentramento di Dachau in vista delle elezioni bavaresi non sono gradite”, ha fatto sapere.

Al centro dell’affare Aiwanger è finito un disgustoso volantino che circolava nella sua scuola, nel 1987. Sul volantino si leggeva “Chi è il più grande traditore della patria? Chi indovina vince un volo gratis attraverso le ciminiere di Auschwitz”. Secondo premio, “un posto a vita in una fossa comune”. Terzo, “uno sparo alla nuca”. Quarto, “una vacanza di un anno a Dachau”.

Il volantino era stato trovato nello zaino del futuro vicepremier bavarese, ha raccontato per prima la Sueddeutsche Zeitung, facendo scoppiare la bomba. Aiwanger sulle prime ha negato di aver scritto il volantino, poi ha incolpato il fratello. Ma nei giorni successivi erano venuti allo scoperto altri episodi agghiaccianti che lo riguardavano. Ogni tanto lo studente dalle simpatie brune sarebbe entrato in classe con il braccio teso: “Faceva il saluto hitleriano”, ha raccontato un suo ex compagno di classe all’Ard. E Aiwanger avrebbe anche raccontato barzellette antisemite.

Soeder gli ha chiesto di rispondere a un catalogo di 25 domande e ha annunciato che avrebbe preso una decisione in base alle risposte. Anche il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz ha chiesto la totale trasparenza sullo scoop dei giornali tedeschi: “Tutto ciò che è venuto a galla finora è molto avvilente. Perciò è molto chiaro, per me, che tutto debba essere chiarito nei minimi dettagli”.

Per il governatore della Baviera Soeder, un dilemma non da poco: ha bisogno del sostegno di Aiwanger per garantirsi un secondo mandato. E il partito reazionario dei “Freien Waehler” ha segnalato dal primo istante il suo pieno sostegno al leader. Uno dei motivi principali che hanno spinto Soeder a “perdonarlo” riguarda insomma la sopravvivenza dello stesso governatore sulla poltrona più importante della Baviera.

La comunità ebraica, intanto, è indignata. Una delle sue più autorevoli esponenti, Charlotte Knobloch, ha fatto sapere di aver rifiutato le scuse di Aiwanger. A fonte delle “agghiaccianti parole” del volantino, la sopravvissuta alla Shoah ha raccontato di avergli detto “cosa penso di lui. E non ho accettato le sue scuse”.

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