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Germania, guerra al nazirock. La polizia applica la strategia delle “punture di spillo”

(CC) Share a like - montecruz@riseup.net 
Incursioni mirate nelle fattorie, nei casali, nelle birrerie e nelle vecchie fabbriche che nascondono anche gli eventi neonazi più piccoli. I concerti vengono immediatamente bloccati, il pubblico subisce ampie e capillari perquisizioni. Una tecnica adottata con successo contro i clan criminali
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BERLINO – Negli anni Novanta, nell'era cosiddetta della “mazza da baseball”, quando alla caduta del muro di Berlino era seguita un’impennata di violentissime scorribande neonaziste in tutta la Germania, i cd di gruppi proibiti che celebravano la svastica, negavano lo sterminio di Auschwitz e le nefandezze delle SS, si scambiavano nei cortili di scuola, alle feste proibite, sottobanco nei mercatini. Nell’era digitale, l’accesso alle canzoni con le rune che glorificano l’abominio nazista è diventato ancora più semplice. Alcune formazioni black metal del cosiddetto “National Socialist Hardcore” come Moshpit, Path of Resistance, Flak o Faustrecht si possono ascoltare tranquillamente su Spotify.

Da sempre questi gruppi rock di ispirazione neonazista fanno proselitismo tra i giovani soprattutto attraverso i concerti. E la vecchia Germania est continua ad essere il teatro principale dei raduni neri. Ma ad ottobre dell’anno scorso i governi dei Land orientali hanno dichiarato guerra al naziro…

BERLINO – Negli anni Novanta, nell'era cosiddetta della “mazza da baseball”, quando alla caduta del muro di Berlino era seguita un’impennata di violentissime scorribande neonaziste in tutta la Germania, i cd di gruppi proibiti che celebravano la svastica, negavano lo sterminio di Auschwitz e le nefandezze delle SS, si scambiavano nei cortili di scuola, alle feste proibite, sottobanco nei mercatini. Nell’era digitale, l’accesso alle canzoni con le rune che glorificano l’abominio nazista è diventato ancora più semplice. Alcune formazioni black metal del cosiddetto “National Socialist Hardcore” come Moshpit, Path of Resistance, Flak o Faustrecht si possono ascoltare tranquillamente su Spotify.

Da sempre questi gruppi rock di ispirazione neonazista fanno proselitismo tra i giovani soprattutto attraverso i concerti. E la vecchia Germania est continua ad essere il teatro principale dei raduni neri. Ma ad ottobre dell’anno scorso i governi dei Land orientali hanno dichiarato guerra al nazirock. E hanno cominciato ad adottare con le band estremiste la stessa “strategia delle punture di spillo” che applicano da anni ai clan criminali arabo-libanesi.

Da tempo le autorità locali della Sassonia e di altri Land a est dell’Elba avevano cominciato già a proibire le più clamorose manifestazioni open-air, i festival e i concerti più grandi. Ma ora sono partite incursioni mirate nelle fattorie, nei casali, nelle birrerie e nelle vecchie fabbriche che nascondono anche gli eventi neonazi più piccoli. I concerti vengono immediatamente bloccati, il pubblico subisce ampie e capillari perquisizioni, con minuziose analisi degli adesivi, delle spille, dei tatuaggi per individuare simboli proibiti. Blitz-stillicidio.

Del resto, come ha spiegato il musicologo di Magonza Thorsten Hindrick allo Spiegel, “il rock di destra è da sempre uno strumento centrale della lotta politica”. Anche per finanziare i movimenti neonazi: tanto che gli esattori fiscali tedeschi hanno iniziato anche a setacciare i conti delle band per capire se evadono.

Una delle “punture di spillo” più clamorose è la recente chiusura di uno dei più famosi locali neonazisti della Sassonia, la birreria “Alter Gasthof” di Torgau. Dal 2008 ha ospitato impunemente circa un terzo dei concerti nazirock della regione, tanto che la band “Thematik25”, cantava “continuiamo a prendere in giro questo Stato”. Ebbene, lo Stato finalmente ha reagito e ha riscontrato che in 29 concerti su 50 esaminati si è infranta la legge. Il cantante di una band avrebbe ad esempio rivolto al pubblico per tre volte il saluto hitleriano: in Germania è proibito. La birreria ha dovuto tirare giù la saracinesca. Auspicabilmente, per sempre.

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