Mathis, un bambino di 9 anni, è stato immobilizzato e trattenuto a terra dalla polizia in una scuola elementare di istruzione speciale di Nalinnes, in Belgio. Lo mostra un video registrato dalla mamma del minore.
È successo nel primo pomeriggio di martedì quando le forze dell’ordine sono state chiamate dalla direttrice dell’istituto, frequentato da alunni che incontrano difficoltà nella scuola tradizionale, per sedare un litigio tra il bambino e un compagno di scuola, che lo aveva insultato per il colore della sua pelle. Nelle immagini, pubblicate da alcuni media locali, si vede un poliziotto impegnato a trattenere l’alunno steso con la pancia a terra e le mani bloccate dietro la schiena.
Il capo della squadra di polizia che è intervenuta ha dichiarato all’emittente pubblica belga Rtbf: “Non entriamo nelle scuole a sorpresa. La situazione del bambino era difficile e la madre non rispondeva alle chiamate della scuola”. La decisione della preside dell'istituto di rivolgersi alle forze dell’ordine sarebbe arrivata, quindi, solo in seguito a una difficoltà nel gestire l’accaduto. “Mathis aveva cercato di scappare, lasciare la scuola scavalcando i cancelli. Si è arrampicato su un albero, ha distrutto delle attrezzature e ha colpito il personale scolastico che cercava di trattenerlo. L’unica soluzione era chiamare la polizia”, ha spiegato la donna.
“Non potevo credere a quello che stavo vedendo. Quando ho chiesto alla direttrice cosa fosse successo, mi ha detto che Mathis era stato chiamato “sporco nero” e “cioccolatino”, cosa che l'ha fatto infuriare. Voglio solo giustizia per mio figlio”, ha dichiarato la madre del bambino, che per ora non ha ancora presentato una denuncia per quanto accaduto.
Dopo l’incidente è stato redatto un rapporto destinato al pubblico ministero di Charleroi. Giovedì pomeriggio, la procura ha confermato l'apertura di un rapporto ufficiale per indisciplina in seguito al comportamento del bambino. Secondo quanto dichiarato dalla polizia anche la madre del bambino potrebbe essere chiamata a rispondere delle sue azioni. “Con questo video c’è il rischio concreto che la polizia venga attaccata, ma anche il genitore che ha documentato la scena, mentre la polizia svolgeva solo il proprio dovere, dovrà assumersi le proprie responsabilità", ha affermato il capo della polizia.