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La scommessa di Biden: un nuovo corridoio India-Medio Oriente per stoppare la Via della Seta

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Stati Uniti in pressing su Riad per il maxi collegamento via treno e nave che porterebbe il grano di Delhi nella regione attraverso il regno saudita e Israele. Un passo avanti nella normalizzazione tra Riad e Gerusalemme
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L’Amministrazione Biden spera di annunciare oggi al G20 un accordo molto ambizioso con Emirati Arabi Uniti, India e – soprattutto – con l’Arabia Saudita del principe ereditario Mohammed bin Salman. È un accordo a tre strati: il primo strato, quello superficiale, riguarda una rotta commerciale nuova e sarebbe già interessante dal punto di vista dell’economia globale. Ma sotto ci sono altri due strati di densa politica internazionale: la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e l’Arabia Saudita (sarebbe un successo enorme per Biden) e la lotta contro la Cina.

Andiamo con ordine. La Casa Bianca vuole ufficializzare l’esistenza di un progetto ferroviario che collegherebbe tra loro i Paesi arabi del Golfo e altri Paesi ar…

L’Amministrazione Biden spera di annunciare oggi al G20 un accordo molto ambizioso con Emirati Arabi Uniti, India e – soprattutto – con l’Arabia Saudita del principe ereditario Mohammed bin Salman. È un accordo a tre strati: il primo strato, quello superficiale, riguarda una rotta commerciale nuova e sarebbe già interessante dal punto di vista dell’economia globale. Ma sotto ci sono altri due strati di densa politica internazionale: la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e l’Arabia Saudita (sarebbe un successo enorme per Biden) e la lotta contro la Cina.

Andiamo con ordine. La Casa Bianca vuole ufficializzare l’esistenza di un progetto ferroviario che collegherebbe tra loro i Paesi arabi del Golfo e altri Paesi arabi nel Medio oriente. Il progetto sarebbe anche connesso via nave ai porti dell’India, che già adesso trasporta una quantità enorme di merci in quella direzione e aspira a diventare il granaio della regione mediorientale – quindi il primo e più importante fornitore di cibo.

La merce partirebbe da Mumbai via mare, arriverebbe agli Emirati, da qui proseguirebbe via treno attraverso l’Arabia Saudita e poi al resto dell’area. L’idea americana si spinge più in là: dalle ferrovie saudite le merci potrebbero passare a quelle giordane e poi entrare in Israele, sempre su binari, e arrivare al porto di Haifa sul Mediterraneo. Da lì potrebbero essere imbarcate di nuovo su navi e mandate al porto del Pireo, in Grecia. E quindi a tutta l’Europa.

Questa rotta offre vantaggi commerciali, perché le merci hanno bisogno di diciassette giorni di viaggio su nave per andare dall’India alla Grecia attraverso lo Stretto di Suez e invece con questa nuova rotta mista – nave più treno più nave – ci metterebbero dieci giorni. Per funzionare, però, il nuovo sistema avrebbe bisogno di molta collaborazione fra tutti i territori attraversati e quindi anche fra israeliani e sauditi. Sarebbe un altro passo verso la normalizzazione tra i due Paesi. L’Arabia Saudita ha un ruolo dominante fra gli arabi per le sue dimensioni, le ricchezze e il prestigio e quindi se dopo decenni di silenzio normalizzasse le sue relazioni con Israele spingerebbe molti altri a fare lo stesso.

Per ora l’Amministrazione americana non commenta e nemmeno i sauditi. Se il principe Bin Salman dicesse sì all’accordo ferroviario e lo annunciasse questo fine settimana guadagnerebbe un incontro bilaterale con Biden durante il G20 – dopo essere stato trattato per alcuni mesi come un reietto dal presidente americano, all’inizio del suo mandato nel 2021. Bin Salman è accusato di essere il mandante nel 2018 dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, attirato in trappola dentro l’ambasciata saudita di Istanbul in Turchia, assassinato e fatto a pezzi.

L’Amministrazione da mesi negozia con il saudita la normalizzazione con Israele e in cambio è pronta a offrire un programma di collaborazione nella costruzione di centrali nucleari per uso civile. In questo modo Biden porterebbe a conclusione un processo storico cominciato durante il mandato di Trump. Israele dovrebbe rispondere con aperture sostanziose alle richieste palestinesi, ma per ora non sembra pronto e mantiene il silenzio.

Se l’accordo ferroviario di oggi andasse in porto sarebbe anche uno smacco – dal punto di vista generale – per la Cina, che tenta di rimpiazzare l’influenza americana in Medio Oriente. La rotta intermodale – quindi: nave più aereo – dall’India fino alla Grecia e oltre sarebbe un progetto alternativo alla cosiddetta Belt and Road Initiative, il grande piano cinese per connettere i Paesi dai propri confini fino all’Europa e creare una rotta commerciale unica sotto il proprio controllo.

A maggio il consigliere americano per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, durante il forum I2U2 che riunisce Stati Uniti, Israele, Emirati e India tratteneva a stento l’eccitazione e aveva dichiarato: «Se dovete ricordarvi una sola cosa di quello dico oggi, ricordatevi I2U2 perché ne sentirete parlare sempre di più: una partnership per connettere l’Asia al Medio Oriente in modi che avvantaggino la nostra tecnologia, la nostra economia e la diplomazia. Ci sono svolte interessanti che aspettiamo nei prossimi mesi». È un caso di scuola della cosiddetta “diplomazia delle ferrovie”, che crea nuove connessioni – materiali e non – tra i Paesi. 

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