New Delhi — Approfittare delle assenze di Xi e Putin per isolarli, e spingere Modi verso la sponda occidentale, allo scopo di contrastare insieme la sfida geopolitica epocale lanciata dalle autocrazie alle democrazie. È l’obiettivo della missione di Biden al G20 di New Delhi, cominciata ieri sera incontrando l’ospite indiano, nella quale sono coinvolti gli alleati, Italia inclusa.
Il vertice si apre oggi sullo sfondo della tragedia ucraina, come l’anno scorso. Rispetto a Bali però le divergenze si sono approfondite, con la controffensiva di Kiev che strappa lentamente territori occupati da Mosca, al punto che lo stesso sherpa indiano Amitabh Kant ammette le difficoltà.
L’anno scorso il comunicato finale aveva criticato l’invasione, sottolineando però che tra i membri esistevano posizioni diverse. Voleva dire che la Russia era ovviamente contraria a qualunque condanna, mentre Cina, India e qualche altro paese preferivano astenersi, come avevano fatto quando l’Assemblea generale de…
New Delhi — Approfittare delle assenze di Xi e Putin per isolarli, e spingere Modi verso la sponda occidentale, allo scopo di contrastare insieme la sfida geopolitica epocale lanciata dalle autocrazie alle democrazie. È l’obiettivo della missione di Biden al G20 di New Delhi, cominciata ieri sera incontrando l’ospite indiano, nella quale sono coinvolti gli alleati, Italia inclusa.
Il vertice si apre oggi sullo sfondo della tragedia ucraina, come l’anno scorso. Rispetto a Bali però le divergenze si sono approfondite, con la controffensiva di Kiev che strappa lentamente territori occupati da Mosca, al punto che lo stesso sherpa indiano Amitabh Kant ammette le difficoltà.
L’anno scorso il comunicato finale aveva criticato l’invasione, sottolineando però che tra i membri esistevano posizioni diverse. Voleva dire che la Russia era ovviamente contraria a qualunque condanna, mentre Cina, India e qualche altro paese preferivano astenersi, come avevano fatto quando l’Assemblea generale dell’Onu aveva approvato la propria risoluzione di censura. Adesso Putin e Xi, grandi assenti a Delhi, si sono coalizzati nel rifiutare il linguaggio di Bali. Europei e americani però non sono disposti a cedere, e se non si troverà una soluzione di compromesso nelle prossime ore, il G20 rischia di chiudersi per la prima volta senza una dichiarazione finale.
Nella visione di Biden, però, l’Ucraina è solo il primo tassello di un domino con cui i rivali cinese e russo puntano a far crollare l’ordine mondiale basato sulle regole, sfidare le democrazie e incrinare l’Occidente. Perciò è indispensabile reagire su più fronti, oltre a quello militare.
Il primo, visto che il G20 si tiene in India ed è stato snobbato da Xi, è lavorare sul premier Modi per strapparlo all’abbraccio degli autocrati. Perciò ieri il capo della Casa Bianca ci ha parlato quasi un’ora, chiudendo l’incontro con una dichiarazione congiunta.
Secondo il testo «i leader hanno ribadito che i valori condivisi di libertà, democrazia, diritti umani, inclusione, pluralismo e pari opportunità sono fondamentali per il successo di cui godono i nostri paesi, e che questi valori rafforzano le nostre relazioni». Era necessario per rispondere ai critici che accusano Modi di aver soffocato la democrazia in India, ma la priorità ora è rispondere alla sfida delle autocrazie. Perciò il resto si concentra sulla pratica, come il via libera alla consegna dei droni americani 31 MQ-9B, l’accordo per costruire nel paese i motori per aerei GE F-414, e il sostegno per l’ingresso di Delhi nel Consiglio di Sicurezza Onu come membro permanente, che preoccuperà l’Italia perché potrebbe riaprire la porta anche a Germania e Giappone. In più arriverà a breve l’annuncio dell’accordo per costruire una grande infrastruttura, la ferrovia che collegherà il subcontinente all’Arabia Saudita.
Sono mosse con cui Biden spera di allargare la distanza fra Modi, indispettito per lo sgarbo dell’assenza di Xi, e le autocrazie. Ma non sono le uniche, perché la sfida è globale e va oltre l’Ucraina. Perciò la segretaria al Tesoro Yellen, incontrando ieri i giornalisti al seguito della Casa Bianca, ha ribadito che una priorità di Washington è la riforma di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, facendole tornare alle origini come istituzioni per il finanziamento dello sviluppo e la sicurezza economica globale.
L’obiettivo è corteggiare il Sud del mondo, fornendo un’alternativa ai soldi facili offerti dalla Via della Seta, che però ha meccanismi coercitivi finalizzati a trasformare i beneficiati in vassalli della Cina. A questo scopo servono risorse, magari non ingenti come quelle di Pechino, ma libere da legacci e trappole, nella speranza che nel frattempo la frenata economica e demografica della Repubblica popolare le impedisca di mantenere le sue promesse.
Perciò Biden si presenta a Delhi con uno stanziamento da 20 miliardi di dollari, inteso solo come anticipo su 200 miliardi di dollari che gli Usa vogliono mettere a disposizione delle istituzioni finanziarie multilaterali allo scopo di rispondere alle richieste di aiuto del Sud globale, per staccarlo dalle autocrazie. Questo però è un obiettivo che interessa a tutti gli alleati occidentali, per salvaguardare la loro sicurezza economica e geopolitica. Motivo per cui Yellen, incontrando ieri il ministro Giorgetti, ha fatto capire chiaramente che si aspetta anche il contributo dell’Italia.
In questo quadro va visto anche il negoziato per convincere l’Arabia saudita a normalizzare le relazioni con Israele, perché da una parte l’ampliamento degli Accordi di Abramo potrebbe cambiare il volto al Medio Oriente e stabilizzarlo, e dall’altra chiuderebbe la porta a Cina e Russia che cercano di penetrarlo. Una sfida epocale, appunto, che si gioca su tutti i fronti.