Londra, è finita la fuga dell’uomo evaso di prigione: arrestato il militare accusato di terrorismo
di Enrico FranceschiniLONDRA – La sua grande fuga è durata quattro giorni. Daniel Khalife, il sospetto terrorista evaso mercoledì da un carcere di Londra, è stato arrestato questa mattina a Greenford, nel nord-ovest della capitale: stava pedalando in bicicletta lungo un canale, quando un poliziotto in borghese lo ha riconosciuto e fermato. L’uomo non ha opposto resistenza. Nelle ultime ore la polizia aveva ricevuto più di cento chiamate da cittadini che dicevano di averlo avvistato, probabilmente attratti da una taglia di 20 mila sterline, circa 23 mila euro, per informazioni utili alla sua cattura.
Agenti armati di mitra, cani poliziotto ed elicotteri hanno cominciato a perlustrare tutto il quartiere, fermare persone per strada, ispezionare il bagagliaio dei veicoli, fino a quando Scotland Yard, poco prima delle undici di stamane, ha annunciato che l’evaso era stato preso. La fuga di un detenuto sospettato di terrorismo rappresenta un motivo di immenso imbarazzo per il governo britannico. Il ministe…
LONDRA – La sua grande fuga è durata quattro giorni. Daniel Khalife, il sospetto terrorista evaso mercoledì da un carcere di Londra, è stato arrestato questa mattina a Greenford, nel nord-ovest della capitale: stava pedalando in bicicletta lungo un canale, quando un poliziotto in borghese lo ha riconosciuto e fermato. L’uomo non ha opposto resistenza. Nelle ultime ore la polizia aveva ricevuto più di cento chiamate da cittadini che dicevano di averlo avvistato, probabilmente attratti da una taglia di 20 mila sterline, circa 23 mila euro, per informazioni utili alla sua cattura.
Agenti armati di mitra, cani poliziotto ed elicotteri hanno cominciato a perlustrare tutto il quartiere, fermare persone per strada, ispezionare il bagagliaio dei veicoli, fino a quando Scotland Yard, poco prima delle undici di stamane, ha annunciato che l’evaso era stato preso. La fuga di un detenuto sospettato di terrorismo rappresenta un motivo di immenso imbarazzo per il governo britannico. Il ministero degli Interni ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Ma almeno le autorità hanno evitato l’imbarazzo ancora più grande che l’evaso scomparisse nel nulla.
Chi era il militare in fuga
Di origine libanese, Khalife ha 21 anni. Si era arruolato giovanissimo nell’esercito britannico nel 2019, evidentemente superando controlli su possibili attività sediziose. E proprio in una base militare ha lanciato nel maggio scorso l’attacco che lo ha fatto incriminare, nascondendo nella caserma delle finte bombe, non è chiaro con quale scopo, al di là di spaventare i suoi commilitoni. Scoperto, è scappato dalla base, ma è stato subito ripreso. Non si sa quando ha preso posizioni estremiste. Soltanto dopo la sua evasione dei giorni scorsi, la magistratura ha reso noto che era sospettato di avere legami con l’Iran. Teheran ha da decenni una forte influenza su Beirut attraverso gli Hezbollah, il partito islamico sciita considerato un’organizzazione terroristica da Stati Uniti e Unione Europea. E proprio dal Libano la famiglia di Khalife era emigrata in Gran Bretagna.
Nonostante la gravità delle prove contro di lui, in attesa di processo era stato rinchiuso a Wandsworth, una prigione di categoria B a Londra, per detenuti non particolarmente pericolosi: mentre in teoria, come sospetto terrorista, avrebbe dovuto essere tenuto in un carcere di massima sicurezza, categoria A. Non solo: a Wandsworth gli è stato permesso di lavorare nella cucina della prigione, come tutti sanno uno dei posti classici per tentare di evadere per il continuo traffico di veicoli e personale che portano cibo e vettovaglie da fuori. Un ex detenuto che lo ha conosciuto appunto nella cucina del carcere ha raccontato alla stampa inglese che Khalife gli aveva detto: “Un giorno diventerò famoso”. L’uomo gli aveva risposto con una battuta: “Allora, amico, sei finito nel posto sbagliato”. Ha aggiunto che Khalife gli sembrava un po’ strano, “girava sempre con il pettine e si pettinava in continuazione”, ma complessivamente pareva un tipo tranquillo.
Invece non doveva essere tanto tranquillo, se ha programmato una spettacolare fuga. Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe nascosto in un camion che recapitava alimentari al carcere, vestito da cuoco, legato con delle cinghie alla parte inferiore dell’autoveicolo. La polizia non esclude che abbia avuto dei complici all’interno del carcere. Dopo circa mezz’ora che il camion aveva lasciato la prigione, l’evaso ha lasciato la sua scomoda posizione e si è dileguato. In un primo tempo la polizia ha messo posti di blocchi negli aeroporti e al porto di Dover, nel timore che provasse a lasciare il Regno Unito, ipotesi che comportava però la necessità di avere aiuto anche all’esterno. Poi le ricerche si sono concentrate a Londra, non lontano dal carcere da cui è fuggito poco prima delle 8 del mattino di mercoledì.
Elicotteri e poliziotti hanno setacciato il parco di Richmond, lungo il Tamigi. Quindi da venerdì sera si sono spostati a Chiswick. Sulla base degli avvistamenti di diversi residenti del quartiere, le forze antiterrorismo hanno annunciato che Khalifi si era cambiato d’abito, indossava ora un cappellino da baseball nero, una maglietta nera, pantaloni scuri, e aveva uno zainetto in spalla. Il gran caldo di questa settimana, con temperature sopra i 30 gradi, dicevano gli esperti, potrebbe avergli permesso di dormire all’addiaccio nei giardini o nei parchi. Nel frattempo, i suoi familiari gli hanno lanciato a un appello a consegnarsi alla polizia. Forse per giustificare in qualche modo l’imbarazzante evasione, inizialmente Scotland Yard ha descritto il fuggitivo come “estremamente ingegnoso e pieno di risorse”. Ma la cosa più probabile, visto come è andata a finire, è che sia scappato dal carcere grazie alla confusione in cucina, alla distrazione delle guardie e alla carenza di staff: ennesimo aspetto dei tagli alla spesa pubblica in tredici anni di governo conservatore. Adesso che lo hanno ripreso, si può stare certi che non lo metteranno a fare il cuoco in una prigione di serie B.