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Terremoto in Marocco, scossa di magnitudo 6,8. Miglaia i morti. Meloni: “L'Italia disponibile a dare sostegno”

L’epicentro nella regione di Marrakech
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Edifici che si sbriciolano d’un colpo, persone che scappano in strada, decine di letti improvvisati in piazza, persone che scavano a mano tra le macerie. Le immagini che arrivano dal Marocco subito dopo la scossa delle 23.11 di venerdì sera sono devastanti. Il terremoto è stato fortissimo: l'Istituto nazionale di geofisica del Marocco ha registrato una magnitudo 6,8 con epicentro nel comune di Ighil, a sud di Marrakech. La profondità del sisma a 8 chilometri.

Il bilancio fornito dal Ministero dell’Interno si aggrava di ora in ora: le vittime sono oltre 2000. Moltissimi i feriti,  tra questi, ha precisato la Tv Al Aoula, numerosi sono in gravi condizioni.

(reuters)

Vicinanza alla popolazione colpita dal sisma è stata espressa dalla premier italiana, Giorgia Meloni che, si spiega in una nota di Palazzo Chigi, “ha espresso solidarietà al Primo Ministro Aziz Akhannouch, ai familiari delle vittime e al popolo marocchino, manifestando la piena disponibilità dell'Italia a sostenere il Marocco in questa emergenza". 

Anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, si è detto addolorato: in un messaggio consegnato a X ha espresso la sua vicinanza alle vittime del "tragico terremoto" che ha colpito il Marocco annunciando che l'Italia è pronta ad aiutare Rabat "anche nelle fasi di soccorso". "Sono vicino al Marocco per il tragico terremoto che ha seminato morte e distruzione. L'Italia è pronta ad aiutare, anche per le fasi di soccorso, le autorità marocchine in questi momenti difficili", ha scritto Tajani inviando la propria preghiera "per le vittime e i loro familiari".

Intanto la Farnesina monitora la situazione. "A seguito del terremoto nell'area dell'Atlante, la Farnesina, con l'ambasciata d'Italia in Marocco e il Consolato generale d'Italia a Casablanca, monitorano la situazione e sono in contatto con le autorità locali. Per qualsiasi emergenza o segnalazione è possibile contattare l'Unità di Crisi al numero +39 06 36225", ha scritto la Farnesina sul Twitter-X. 

I danni

Il terremoto ha danneggiato edifici dalla storica città di Marrakech fino ai villaggi sulle montagne dell'Atlante.

Uomini, donne e bambini sono rimasti in strada tutta la notte, temendo scosse di assestamento.

(afp)

Il capo della città di Talat N'Yaaqoub, Abderrahim Ait Daoud, ha detto al sito di notizie marocchino 2M che diverse case nelle città crollate, in alcuni punti l'elettricità e le strade sono interrotte.

Le autorità stanno lavorando per liberare le strade e consentire il passaggio delle ambulanze e degli aiuti alle popolazioni colpite, ma le grandi distanze tra i villaggi di montagna impediscono di essere veloci e conoscere l’entità del danno.

Nei video pubblicati sui social si vedono edifici ridotti in macerie e polvere e parti delle famose mura rosse che circondano la città vecchia di Marrakech, patrimonio mondiale dell'UNESCO, danneggiate.

Le testimonianze

A Marrakech si trovano, in vacanza, madre e figlia italiane, due avvocatesse, Ester Baessato e Camilla Biolè, abitano e lavorano a Genova. "Sono qui in vacanza con mia madre, una paura indescrivibile, non finiva più. Eravamo sulla terrazza del nostro riad e sentivamo urla e vedevamo nubi di polvere che si levavano intorno a noi", racconta Camilla Biolè. Le scosse di assestamento, raccontato, hanno continuato a susseguirsi. La macchina dei soccorsi le ha immediatamente fatte sfollare in una zona fuori dalla medina, senza edifici: "Vedevamo all'interno i crolli e parti di palazzi non c'erano più". Ora sono state fatte rientrare nel riad: "Il nostro riad è a posto, l'edificio di fronte non c'è più, al suo posto c'è un cumulo di macerie".

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