Londra, arrestate due spie di Pechino. Una lavorava al Parlamento
di Enrico FranceschiniLONDRA – Due uomini sono stati arrestati nel Regno Unito con l’accusa di spionaggio al servizio della Cina. Uno dei due lavorava come ricercatore alla camera dei Comuni del parlamento britannico. Non è noto il ruolo del secondo. L’identità di entrambi viene per il momento tenuta segreta dalle autorità come consenti dall’Official Secrets Act, la legge contro lo spionaggio.
Il Sunday Times riporta che uno degli arrestati, il ricercatore al parlamento di Westminster, ha circa 25 anni e aveva legami con vari deputati del partito conservatore. L’altro arrestato avrebbe circa 30 anni. Entrambi gli arresti risalgono al marzo scorso, afferma il giornale domenicale, ma la notizia è trapelata soltanto ora.
Domenica mattina, nell’ambito del summit del G20 in India, il primo ministro Rishi Sunak ha protestato per l’accaduto in un incontro con il premier cinese Li Qiang, esprimendo la sua “significativa preoccupazione per l’interferenza della Cina nella democrazia parlamentare britannica”.
LONDRA – Due uomini sono stati arrestati nel Regno Unito con l’accusa di spionaggio al servizio della Cina. Uno dei due lavorava come ricercatore alla camera dei Comuni del parlamento britannico. Non è noto il ruolo del secondo. L’identità di entrambi viene per il momento tenuta segreta dalle autorità come consenti dall’Official Secrets Act, la legge contro lo spionaggio.
Il Sunday Times riporta che uno degli arrestati, il ricercatore al parlamento di Westminster, ha circa 25 anni e aveva legami con vari deputati del partito conservatore. L’altro arrestato avrebbe circa 30 anni. Entrambi gli arresti risalgono al marzo scorso, afferma il giornale domenicale, ma la notizia è trapelata soltanto ora.
Domenica mattina, nell’ambito del summit del G20 in India, il primo ministro Rishi Sunak ha protestato per l’accaduto in un incontro con il premier cinese Li Qiang, esprimendo la sua “significativa preoccupazione per l’interferenza della Cina nella democrazia parlamentare britannica”.
L’uomo che lavorava come ricercatore alla camera dei Comuni aveva stabilito tra gli altri stretti rapporti con Tom Tugendhat, un deputato dei Tories che ricopre la carica di ministro per la sicurezza nazionale, e con la parlamentare dello stesso partito Alicia Kearns, presidente della commissione affari esteri dei Comuni, rivela il Times, aggiungendo che il ricercatore ha vissuto a Pechino per qualche tempo. Entrambi gli uomini sono stati successivamente rilasciati su cauzione.
Gli arresti riaccendono il dibattito sulle relazioni di Londra con la Cina e sull’attività spionistica di Pechino in Gran Bretagna e in altri Paesi occidentali, nota la Bbc. L’anno scorso il controspionaggio britannico ha emesso un’allerta sulle operazioni di spie cinesi, accusando Christine Lee, un’avvocata di origine cinese, di finanziamenti a favore di deputati britannici orchestrati da Pechino per ottenere favori, informazioni e influenza. Anche Australia e Canada hanno denunciato attività simili negli ultimi anni. “E’ ora di riconoscere la crescente minaccia posta dalla Cina del presidente Xi”, commenta il deputato ed ex-leader del partito conservatore britannico Ian Duncan Smith, criticando i recenti passi del governo Sunak per migliorare i rapporti con Pechino, sottolineati dalla recente visita del ministro degli Esteri James Cleverly.