L’11 Settembre, 22 anni dopo: fra commemorazioni e polemiche
di Anna Lombardi«Se ripetiamo forte il loro nome, continueranno a vivere»: per questo James Giaccone parteciperà anche quest’anno alla cerimonia che ogni 11 settembre si tiene a Ground Zero, dove i familiari delle vittime leggono ad alta voce tutti i nomi delle 2.997 persone uccise quel giorno. Suo fratello maggiore Joseph era uno di loro: aveva 43 anni e lavorava per la Cantor Fitzgerald, al 103esimo piano della Torre Nord. La prima ad essere colpita alle 8.46 di quel tragico mattino, dall’AA11, il volo American Airlines dirottato da Mohamed Atta, l’egiziano a capo della cosiddetta “cellula di Amburgo” composta da 5 terroristi legati ad al-Qaida. Joseph non ebbe scampo: l’aereo si schiantò fra il 93esimo e il 97esimo piano, isolando chi era più sopra. «Spero di non vedere mai il giorno in cui la cerimonia sarà interrotta, le commemorazioni per quei morti sospese», dice James a Reuters: «L’11 settembre, con le sue 3mila vittime, ha cambiato …
«Se ripetiamo forte il loro nome, continueranno a vivere»: per questo James Giaccone parteciperà anche quest’anno alla cerimonia che ogni 11 settembre si tiene a Ground Zero, dove i familiari delle vittime leggono ad alta voce tutti i nomi delle 2.997 persone uccise quel giorno. Suo fratello maggiore Joseph era uno di loro: aveva 43 anni e lavorava per la Cantor Fitzgerald, al 103esimo piano della Torre Nord. La prima ad essere colpita alle 8.46 di quel tragico mattino, dall’AA11, il volo American Airlines dirottato da Mohamed Atta, l’egiziano a capo della cosiddetta “cellula di Amburgo” composta da 5 terroristi legati ad al-Qaida. Joseph non ebbe scampo: l’aereo si schiantò fra il 93esimo e il 97esimo piano, isolando chi era più sopra. «Spero di non vedere mai il giorno in cui la cerimonia sarà interrotta, le commemorazioni per quei morti sospese», dice James a Reuters: «L’11 settembre, con le sue 3mila vittime, ha cambiato la Storia, riscrivendo la politica estera americana e dando nuova forma alle nostre paure».
Ventidue anni dopo l’anniversario è però funestato da polemiche: quelle per l’assenza di Joe Biden non solo da New York dove si tiene la cerimonia principale, ma anche dagli altri due luoghi su cui si abbatterono gli aerei: il Pentagono, dove morirono 184 persone e Shanksville, Pennsylvania, dove il volo 93 della United Airlines – forse destinato a schiantarsi su Capitol Hill – cadde su un campo, grazie all’atto eroico dei 40 passeggeri che attaccarono i dirottatori. Il presidente degli Stati Uniti celebrerà sì, quel tragico giorno: ma insieme ai militari (e ai loro familiari) dalla Joint Base Elmendorf-Richardson di Anchorage, in Alaska. Un luogo ben lontano da quello degli attentati, scelto principalmente perché sulla rotta di ritorno dall’Asia, visto che l’inquilino della Casa Bianca rientra dal Vietnam, dove ha fatto tappa dopo il G20 di Delhi.
Una scelta da molti giudicata infelice, che ha irritato i familiari. Tanto più che i tabloid conservatori New York Post e Daily News - già lo accusano di aver evitato volutamente la città più ferita, per non essere costretto a fronteggiare il sindaco Eric Adams e la governatrice Kathy Hochul (entrambi democratici) che nelle ultime settimane lo hanno duramente criticato per il disinteresse della Casa Bianca alla questione dei migranti che da mesi si riversano nella Grande Mela, spesso su bus dove vengono caricati direttamente dalle autorità degli stati repubblicani al confine.
E pazienza se non è la prima volta che Biden diserta la cerimonia di New York (non è andato nemmeno l’anno scorso, mentre nel 2021 visitò nella stessa giornata tutti e tre i luoghi). Né è una novità assoluta che un presidente non si presenti in nessuna delle località colpite. Già nel 2005, per dire, George W. Bush commemorò le vittime dal prato della Casa Bianca. Nel 2015 Barack Obama celebrò l’anniversario visitando Fort Meade, nel Maryland. Ma i portavoce del Presidente hanno un bel dire che la scelta dell’Alaska è un modo per sottolineare come l’impatto di quella tragica giornata toccò ogni angolo della nazione. Come segno della loro irritazione, sei famiglie delle vittime, hanno scelto di invitare a New York il governatore della Florida Ron DeSantis, aspirante candidato alle presidenziali 2024. E quello ha prontamente accettato. Snobbato invece Donald Trump, che un anno fa, proprio a ridosso dell’anniversario pensò bene di ospitare nel suo golf club di Bedminster, in New Jersey, il LIV golf tour, sponsorizzato da quella stessa Arabia Saudita che secondo alcuni fu complice degli attentatori: una denuncia in tal senso è stata depositata dai familiari delle vittime nel 2020, chiedendo il rilascio di alcuni documenti classificati raccolti dall’Fbi.
Polemiche a parte, la cerimonia si svolgerà come sempre, secondo una coreografia tristemente rodata: oltre alla lettura di tutti i nomi delle vittime a Ground Zero, ci saranno sei momenti di silenzio. Mentre il suono di una campana ricorderà la drammatiche fasi: il primo schianto contro la Torre Nord del World Trade Center, nel cuore del Financial District di Manhattan alle 8.46. Il secondo che colpì la Torre Sud alle 9.03. Il successivo attacco al Pentagono, nella Contea di Arlington, Virginia, alle 9:37. E infine la caduta del volo 93 a Shanksville, alle 10.03. Come avviene ormai dal 2002, due fasci di luce blu illumineranno lo skyline cittadino dal tramonto all’alba come sorta di fantasmi delle torri, visibili in un raggio di quasi 100 chilometri. La governatrice Hochul ha annunciato bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici pubblici. Altri sedici monumenti - tra cui l'Empire State Building e Penn Station - saranno invece illuminati di blu in onore dei caduti.
Se Biden sarà in Alaska, nei luoghi principali andranno comunque i suoi surrogati. Al National September 11 Memorial di New York ci sarà la vicepresidente Kamala Harris, accompagnata dal ministro della Sicurezza Interna Alejandro Mayorkas e dall’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Linda Thomas-Greenfield. Suo marito, il “second gentleman” Doug Emhoff sarà a Shanksville. E la first lady Jill Biden, appena guarita dal Covid, presenzierà la cerimonia al Pentagono, dove deporrà una corona di fiori.
Numerose le cerimonie minori in tutto il Paese, con momenti di silenzio, rintocchi di campane, veglie a lume di candela. Boy scout e girl scout faranno un alzabandiera in onore delle vittime a Fenton, Missouri, dove un “Memoriale degli Eroi” include un frammento in acciaio del World Trade Center e una targa in onore di Jessica Leigh Sachs, originaria di quelle parti. Altrove, saranno tanti coloro che svolgeranno atti di volontariato in questo particolare giorno che il Congresso ha designato come Patriot Day, “Giornata nazionale di servizio e memoria”.