Russia, Putin senza avversari alle elezioni locali: vittoria schiacciante per i governatori uscenti
di Rosalba CastellettiGli esperti lo avevano detto: “Il voto municipale e regionale sarà un referendum”. E così è stato. Nessuna sorpresa, come previsto. Tutti i 21 governatori uscenti hanno veleggiato sicuri verso la riconferma razzolando percentuali bulgare intorno all’80 per cento. A Kemerovo Sergej Tsiviliov si è persino aggiudicato l’85 per cento. Un record. Percentuali bulgare che un tempo, ha commentato Leonid Volkov, braccio destro dell’oppositore in carcere Aleksej Navalny, sarebbero state considerate “indecenti” proprio perché “irrealistiche”.
Una prova delle presidenziali 2024
Non si volevano correre rischi. Il primo voto locale in tempi di “operazione militare speciale” era anche un banco di prova in vista delle presidenziali 2024 che potrebbero consolidare Vladimir Putin al potere fino al 2030.
Il leader del Cremlino non ha ancora annunciato la sua candidatura a un quinto mandato, ma se mai lo facesse, “allora è ovvio che non ci sarebbe una reale concorrenza allo stato attuale”, ha detto il su…
Gli esperti lo avevano detto: “Il voto municipale e regionale sarà un referendum”. E così è stato. Nessuna sorpresa, come previsto. Tutti i 21 governatori uscenti hanno veleggiato sicuri verso la riconferma razzolando percentuali bulgare intorno all’80 per cento. A Kemerovo Sergej Tsiviliov si è persino aggiudicato l’85 per cento. Un record. Percentuali bulgare che un tempo, ha commentato Leonid Volkov, braccio destro dell’oppositore in carcere Aleksej Navalny, sarebbero state considerate “indecenti” proprio perché “irrealistiche”.
Una prova delle presidenziali 2024
Non si volevano correre rischi. Il primo voto locale in tempi di “operazione militare speciale” era anche un banco di prova in vista delle presidenziali 2024 che potrebbero consolidare Vladimir Putin al potere fino al 2030.
Il leader del Cremlino non ha ancora annunciato la sua candidatura a un quinto mandato, ma se mai lo facesse, “allora è ovvio che non ci sarebbe una reale concorrenza allo stato attuale”, ha detto il suo portavoce Dmitrij Peskov, sottolineando che Putin “gode dell’assoluto sostegno della popolazione” e che i risultati delle elezioni “hanno confermato nel modo più assoluto il consolidamento della società attorno alla leadership del Paese”.
E dal momento che un governatore non dovrebbe mai poter vantare consensi più alti del presidente, dopo la performance di Tsiviliov, Volkov azzarda a dire che stavolta Putin punti a ottenere almeno l’87 per cento.
Niente rischi
La formula del successo sarà la stessa adottata nel weekend: opposizione imbavagliata, candidati di pura facciata, dipendenti statali mobilitati alle urne, voto cartaceo spalmato su tre giorni dal venerdì alla domenica e voto elettronico per favorire le falsificazioni. “Queste non sono state vere elezioni”, ha commentato Stanislav Andrejchuk, co-presidente di Golos, ong di osservatori elettorali indipendenti designata come “agente straniero” dal governo russo.
In Chakassia vince il comunista Konovalov
Il partito al potere Russia Unita ha dominato pressoché ovunque. Anche nella capitale Mosca il sindaco uscente Sergej Sobjanin, in carica dal 2010, è stato rieletto senza intralci. Soltanto in Chakassia, Siberia meridionale, sembrava esserci stato un accenno di competizione. Russia Unita aveva schierato Sergej Sokol contro il 35enne comunista Valentin Konovalov, uno dei soli quattro candidati non filogovernativi ad aver vinto a sorpresa le regionali del 2018, ma l’unico ad aver resistito fino a fine mandato.
Alla fine Sokol si è inaspettatamente ritirato dalla corsa dopo essere stato ricoverato. Una mossa per evitare una sconfitta, secondo Andrejchuk. Konovalov ha vinto, benché con il 64 per cento, la percentuale più bassa registrata, ma si ritroverà un Parlamento contro.
Il voto nelle regioni annesse
L’affluenza è stata in media del 43,6 per cento, la più alta dal 2017. Ma nelle quattro regioni ucraine annesse lo scorso settembre si sono registrate le percentuali più alte, dal 76,41 per cento di Donetsk al 64,25 per cento di Kherson. Un voto “illegale” per Kiev, Ue e alleati.
Il tabù Ucraina
Nonostante la sua campagna “pacifista”, il partito Jabloko è riuscito a far eleggere suoi deputati in quattro parlamenti municipali: Ekaterinburg, Velikij Novgorod, Krasnokamsk e Jasnogorsk. Ma per il resto, come ha osservato l’analista politico Abbas Galljamov, ex scrittore di discorsi per Putin, “la questione più importante nella politica russa, vale a dire la questione della guerra e della pace, non è stata affatto all’ordine del giorno”.