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Derna, la città libica che fu costruita dagli italiani

Il centro della Cirenaica, dove il crollo di una diga ha travolto un quarto delle case, ha una lunga storia alle spalle legata anche al colonialismo del Regno d’Italia, spazzata via dal disastro ambientale di questi giorni
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Le inondazioni causate dalla tempesta Daniel, che in questi giorni stanno devastando la Cirenaica, non hanno sommerso solo il centro di Derna, ma anche la sua storia. La città, dove al momento si contano migliaia di morti, ha visto infatti passare sulle sue strade greci, romani, bizantini, arabi e, in tempi più recenti, anche italiani.

Situata sulla costa libica del Mar Mediterraneo, a meno di mille chilometri da Capo Passero in Sicilia, Derna è stata infatti provincia del Regno d’Italia durante il colonialismo. In quel periodo era la seconda città della Cirenaica, dopo Bengasi. Nel 1939 venne costituita ufficialmente Provincia italiana ed unita, insieme ad altre tre province libiche, al Regno. Gli italiani, in quei primi decenni del Novecento…

Le inondazioni causate dalla tempesta Daniel, che in questi giorni stanno devastando la Cirenaica, non hanno sommerso solo il centro di Derna, ma anche la sua storia. La città, dove al momento si contano migliaia di morti, ha visto infatti passare sulle sue strade greci, romani, bizantini, arabi e, in tempi più recenti, anche italiani.

Situata sulla costa libica del Mar Mediterraneo, a meno di mille chilometri da Capo Passero in Sicilia, Derna è stata infatti provincia del Regno d’Italia durante il colonialismo. In quel periodo era la seconda città della Cirenaica, dopo Bengasi. Nel 1939 venne costituita ufficialmente Provincia italiana ed unita, insieme ad altre tre province libiche, al Regno. Gli italiani, in quei primi decenni del Novecento, la trasformarono in una città moderna. Durante quel periodo nacque il nuovo quartiere europeo, con strade regolari dove sorgevano edifici pubblici e privati. Il centro antico, invece, è costituito da due quartieri divisi dal fiume, fin dal 1916 congiunti da un ponte costruito dagli stessi italiani. Dopo la sconfitta nel secondo conflitto mondiale gli oltre 3mila coloni che abitavano a Derna l’hanno abbandonata.

Il centro è stato inoltre la prima roccaforte dello Stato Islamico fuori dalla Siria e dall'Iraq. Derna è caduta sotto il controllo dei jihadisti di Abu Bakr al-Baghdadi nell'ottobre del 2014, in un’operazione orchestrata personalmente dallo stesso al-Baghdadi che sognava di farne un'altra Raqqa. Gli uomini dell’Isis la presero issando le bandiere nere sugli edifici pubblici e trasformandola in un esempio del modello di amministrazione dello Stato Islamico. In quel periodo i miliziani hanno creato a Derna proprie forze di polizia, insieme a tribunali che hanno condotto processi sommari, in nome di una rigida applicazione della sharia. Non sono mancate le esecuzioni pubbliche nello stadio cittadino, così come le fustigazioni in piazza.

L’Isis ha abbandonato la città solo nel 2016 ma, anche dopo lo Stato Islamico, Derna non ha trovato pace. Per due anni l'auto proclamato Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar ha isolato la città, mettendola sotto assedio per 21 mesi. Gli uomini di Haftar hanno assaltato il centro il 7 maggio 2018, dando inizio alla battaglia di Derna del 2018-2019 e conquistandola il 12 febbraio 2019. L'assedio, iniziato nell'agosto del 2016, è stato criticato dalla Commissione Nazionale per i Diritti Umani in Libia come un crimine di guerra.

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